Ha girato un film di gran successo che non piace alla Repubblica islamica. Sostiene i dissidenti, appoggia gli scioperi operai, protesta contro le condanne a morte. E per questo Jafar Panahi è colpevole. Merita la cella, secondo una magistratura supina al potere: un anno di carcere e due di divieto di lasciare il paese. Lo ha stabilito un giudice, Iman Afshari, noto per aver emesso sentenze sever…