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Dalla terra alla luna, l’astronauta veste Prada

(ansa)

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Presentata a New York la tuta spaziale progettata dall’azienda italiana e da Axiom Space per la nuova missione sul satellite
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NEW YORK – Quando nel 2028 la missione Artemis IV raggiungerà il Polo Sud della Luna, gli astronauti si troveranno in luoghi dove la temperatura può variare anche di 400 gradi, a seconda se poseranno il piede sopra una superficie in ombra oppure scaldata dalla luce. A proteggerli dagli immaginabili effetti di questa escursione termica ci sarà la tuta realizzata da Prada con Axiom Space. Si chiama Liquid Cooling and Ventilation Garment ed è stato presentato ieri a New York dai due protagonisti del progetto spaziale.

Nel 2024 Axiom Space e Prada avevano mostrato lo strato esterno dell’Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU), ossia la tuta che gli astronauti indosseranno quando rimetteranno piede sulla Luna. Ieri, nel Prada Broadway Epicenter di New York, hanno compiuto il passo successivo, presentando l’Lcvg, che andrà sotto. «Quella usata in passato - ha spiegato il Cfo di Prada Lorenzo Bertelli - era un comodo pigiama. La nuova è il risultato di una cooperazione di alta tecnologia…

NEW YORK – Quando nel 2028 la missione Artemis IV raggiungerà il Polo Sud della Luna, gli astronauti si troveranno in luoghi dove la temperatura può variare anche di 400 gradi, a seconda se poseranno il piede sopra una superficie in ombra oppure scaldata dalla luce. A proteggerli dagli immaginabili effetti di questa escursione termica ci sarà la tuta realizzata da Prada con Axiom Space. Si chiama Liquid Cooling and Ventilation Garment ed è stato presentato ieri a New York dai due protagonisti del progetto spaziale.

Nel 2024 Axiom Space e Prada avevano mostrato lo strato esterno dell’Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU), ossia la tuta che gli astronauti indosseranno quando rimetteranno piede sulla Luna. Ieri, nel Prada Broadway Epicenter di New York, hanno compiuto il passo successivo, presentando l’Lcvg, che andrà sotto. «Quella usata in passato - ha spiegato il Cfo di Prada Lorenzo Bertelli - era un comodo pigiama. La nuova è il risultato di una cooperazione di alta tecnologia». Per capirsi meglio, si tratta di questo: «Quando gli astronauti torneranno sulla Luna, l’Lcvg sarà uno dei pochi strati che li separerà dall’ambiente spietato dello spazio.

Il capo svolge anche una funzione di ventilazione, con un anello separato di tubi che forniscono ossigeno fresco sul volto dell’astronauta per lavare continuamente l’anidride carbonica espulsa». Il futuro dell’esplorazione spaziale, ha spiegato il ceo di Axiom Jonathan Cirtain, «non sarà costruito da una sola entità, e la nostra partnership con Prada ne è la prova. Riunendo il meglio sia nell’ingegneria aerospaziale sia nella lavorazione di lusso e nello sviluppo avanzato di prodotti, abbiamo creato un capo che nessuna delle due aziende avrebbe potuto creare indipendentemente, ed è proprio questo il tipo di pensiero intersettoriale che definirà la prossima era del volo spaziale umano».

Bertelli ha sottolineato che «la competenza di Prada nel design, nella creazione di modelli e nei materiali avanzati», nata dalla peculiarità del suo settore ma anche da anni di ricerca, ad esempio con “Luna Rossa”, ha messo l’azienda in condizione di offrire soluzioni innovative. Anche se all’origine di tutto non c’era un obiettivo commerciale specifico: «A volte ci lanciamo in queste avventure senza sapere esattamente dove ci porteranno». Poi, lungo la strada, emergono prospettive nuove.

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