Ieri è toccato a Chernobyl; l’altro giorno a Zaporizhzhia. Per scelta o per errore, anche i siti più pericolosi di tutti finiscono nel tiro incrociato di una campagna di attacchi che cresce di intensità. Nonostante il summit di Londra, il percorso dei negoziati resta lungo e incerto. Mentre il vortice dei bombardamenti reciproci è in costante aumento, senza rispettare neppure gli impianti nuclear…