Khodorkovsky: “Non dovete abbandonare l’Ucraina, c’è in gioco la vostra pace”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – «Cara Europa, per salvarti da Putin, devi cambiare e investire sempre di più nella Difesa e nel futuro dell’Ucraina». Mikhail Khodorkovsky, 62 anni, ex oligarca e oggi attivista democratico russo, in esilio a Londra dopo esser stato incarcerato da Putin per oltre un decennio ieri è stato condannato in contumacia da un tribunale russo ad altri dieci anni di prigione per alcuni tweet, ma non vuole perdere tempo a commentare «le decisioni delle corti del Cremlino».
Khodorkovsky, dopo l’incontro tra Zelensky, Macron, Starmer e Merz di domenica, l’Europa può davvero contare?
«L’Europa deve dimostrare di aver compreso il cambiamento della situazione geopolitica, e dunque essere pronta a cambiare se stessa. Deve essere pronta a continuare a sostenere l’Ucraina, a ricostruire la propria industria della Difesa e a spendere molto di più per la sicurezza. Giorni fa, si è svolto il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Lo scopo di quel forum è inviare un messaggio all’O…
LONDRA – «Cara Europa, per salvarti da Putin, devi cambiare e investire sempre di più nella Difesa e nel futuro dell’Ucraina». Mikhail Khodorkovsky, 62 anni, ex oligarca e oggi attivista democratico russo, in esilio a Londra dopo esser stato incarcerato da Putin per oltre un decennio ieri è stato condannato in contumacia da un tribunale russo ad altri dieci anni di prigione per alcuni tweet, ma non vuole perdere tempo a commentare «le decisioni delle corti del Cremlino».
Khodorkovsky, dopo l’incontro tra Zelensky, Macron, Starmer e Merz di domenica, l’Europa può davvero contare?
«L’Europa deve dimostrare di aver compreso il cambiamento della situazione geopolitica, e dunque essere pronta a cambiare se stessa. Deve essere pronta a continuare a sostenere l’Ucraina, a ricostruire la propria industria della Difesa e a spendere molto di più per la sicurezza. Giorni fa, si è svolto il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Lo scopo di quel forum è inviare un messaggio all’Occidente: guardate, siamo pronti a offrire molte opportunità per fare soldi facili. Ma è una trappola. L’Europa deve affermare con chiarezza: non siamo degli idioti e, finché Putin resterà al potere, non ci sarà alcun ritorno ai normali rapporti economici».
Il rischio però è che in Europa aumenti la stanchezza verso la questione Ucraina.
«Gli europei devono farlo non per l’Ucraina, ma per se stessi. Bisogna sviluppare la produzione militare e raggiungere un accordo per l’integrazione dell’esercito ucraino nelle strutture militari del Vecchio Continente, come base di una futura forza terrestre comune europea. Altrimenti, l’Europa non potrà essere un vero soggetto geopolitico. Nei prossimi decenni ciò sarà fondamentale».
Come giudica l’attuale comportamento di Trump e degli Stati Uniti? Hanno abbandonato l’Ucraina?
«Trump ha spostato la propria attenzione sull’Iran e sul Medio Oriente. Potrebbe rivolgersi a Cuba come prossimo obiettivo. Non mi azzarderei a fare previsioni su di lui, ma al momento direi che ha perso interesse nella guerra in Ucraina. Detto ciò, la recente lettera di Zelensky contiene anche messaggi a Trump: disponibilità alla pace e ai negoziati, sottolineando il ruolo degli Stati Uniti in un possibile accordo. Tutto questo dovrebbe risultare gradito a Trump».
Ma cosa ne pensa di quella lettera di Zelensky a Putin?
«Il vero destinatario di Zelensky non era Putin, ma un pubblico molto più ampio, società russa compresa. La lettera elenca in modo sistematico tutti i problemi che la guerra ha causato ai cittadini russi: attacchi bellici sul territorio, mobilitazione, aumento dei prezzi, interruzioni di Internet e così via. La società russa è davvero stanca della guerra. Per i russi, una importante soglia psicologica è la durata della “Grande Guerra Patriottica” (il termine usato dall’Unione Sovietica per indicare il fronte orientale della Seconda guerra mondiale). La guerra contro l’Ucraina ha già superato ma durata della Grande Guerra Patriottica. Agli occhi di molti russi, l’Urss sconfisse Hitler in meno tempo, mentre Putin non è riuscito a soverchiare l’Ucraina. Inoltre, il recente stop di Internet da parte delle autorità di Mosca è stato un punto di svolta. La gente ha cominciato a prestare attenzione al peggioramento della propria qualità della vita. Gli indici di gradimento di Putin hanno iniziato a calare. E così Zelensky ai russi e alle élite di Mosca dice: Putin non è eterno. Questa è la sua guerra. Esiste un’alternativa alla guerra».
Ma Putin ha chiuso a ogni dialogo con Zelensky.
«La sua reazione era del tutto prevedibile. Da molti anni la sua propaganda ripete che Zelensky è insignificante, illegittimo e privo di autonomia. Ma così Putin si è messo in un vicolo cieco. Nella sua rappresentazione propagandistica del mondo esistono solo Putin, Trump e Xi, che decidono il destino del pianeta».
La leadership di Putin è dunque traballante? L’ultimo rapporto del suo think tank Nest, è scettico.
«Per quanto si possa credere ai complotti contro Putin, questa non è la realtà. Al momento non esistono minacce interne a Putin in Russia. Le élite sono intimidite, restano fedeli. Putin mostra i segni dell’età, ma, salvo eventi imprevedibili, è probabile che rimanga al potere fino alla morte, o finché il declino biologico non gli farà perdere il controllo».
Quindi la guerra in Ucraina continuerà ancora a lungo?
«Considererei la fine del 2026 o la metà del 2027 come il periodo più probabile per uno stop, mediante un cessate il fuoco. La vera domanda è per quanto tempo potrà durare la pace in Europa. Ma questo dipenderà da se stessa e dalla sua volontà di continuare a investire nella difesa e nel destino dell’Ucraina».