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A Belfast notte di scontri, roghi e caccia allo straniero: “A fuoco abitazioni con dentro bambini”

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Guerriglia nella capitale nordirlandese, dopo che un rifugiato sudanese aveva quasi decapitato un residente locale. La vittima ha perso un occhio. I familiari: “Non vogliamo che questa tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l'ostilità”. Negozi e case di distrutti, famiglie in fuga. Starmer: “Non lo tollererò”
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LONDRA – “Via gli immigrati”. Ieri notte a Belfast si è scatenato l’inferno, dopo che un 30enne rifugiato sudanese lunedì sera ha quasi decapitato un uomo di circa 40 anni residente nel nord della capitale nordirlandese. Centinaia di giovanissimi bianchi incappucciati hanno messo a ferro e fuoco la città. Il pastore protestante Jack McKee ha scritto su Facebook che uomini e donne sono stati presi di mira “soltanto perché erano neri”. Case di stranieri sono state date alle fiamme, anche con bambini all’interno, che sono riusciti ad uscire prima che il fuoco si propagasse. Negozi di immigrati sono stati distrutti o dati alle fiamme. Molotov contro la polizia. Intimidazioni ai giornalisti. Non solo. I manifestanti hanno sequestrato e dato alle fiamme un autobus su Newtownards Road, nella zona est di Belfast, e hanno incendiato alcune automobili nei pressi di Newtownabbey e Shankill Road, la strada protestante più celebre, dove sono comparse scritte: “Niente case popolari agli stranieri”.…

LONDRA – “Via gli immigrati”. Ieri notte a Belfast si è scatenato l’inferno, dopo che un 30enne rifugiato sudanese lunedì sera ha quasi decapitato un uomo di circa 40 anni residente nel nord della capitale nordirlandese. Centinaia di giovanissimi bianchi incappucciati hanno messo a ferro e fuoco la città. Il pastore protestante Jack McKee ha scritto su Facebook che uomini e donne sono stati presi di mira “soltanto perché erano neri”. Case di stranieri sono state date alle fiamme, anche con bambini all’interno, che sono riusciti ad uscire prima che il fuoco si propagasse. Negozi di immigrati sono stati distrutti o dati alle fiamme. Molotov contro la polizia. Intimidazioni ai giornalisti. Non solo. I manifestanti hanno sequestrato e dato alle fiamme un autobus su Newtownards Road, nella zona est di Belfast, e hanno incendiato alcune automobili nei pressi di Newtownabbey e Shankill Road, la strada protestante più celebre, dove sono comparse scritte: “Niente case popolari agli stranieri”.

La prima ministra nordirlandese Michelle O’Neill, repubblicana del partito Sinn Féin, è un furia: “Questo è teppismo, senza mezzi termini. Sono dei codardi disgustosi”. E il capo della polizia locale, Jon Boutcher: “Atti sconsiderati di giovani idioti e imbecilli, che rovineranno le loro vite per sempre”. Anche il primo ministro Keir Starmer condanna gravemente il tentato omicidio da parte del rifugiato e i “riots” della scorsa notte a Belfast: "Le scene a cui abbiamo assistito sono scioccanti e assolutamente inaccettabili. Non esiste alcuna giustificazione per le violenze e i disordini che abbiamo visto minacciare le nostre comunità. È chiaro che le persone prese di mira la scorsa notte sono state attaccate a causa delle loro origini e io non lo tollererò”. “Nulla può giustificare la violenza a cui abbiamo assistito ieri sera per le strade dell'Irlanda del Nord da parte di teppisti mascherati”, ha detto Hilary Benn, ministro britannico per l'Irlanda del Nord. Benn ha aggiunto che gli organizzatori delle proteste sostengono di "proteggere" le comunità, ma in realtà stanno "facendo esattamente il contrario".

(reuters)

Starmer ha anche accusato “coloro che online fomentano la violenza”. Il premier non fa nomi ha potrebbe riferirsi a Elon Musk e al criminale di estrema destra Tommy Robinson, che ieri sera sul social media X hanno incitato le persone a scendere in strada: “Solo protestando ripetutamente e facendo rumore di potranno cambiare le cose”, ha scritto Musk.

Su Lendrick Street, rifugiati ucraini sono dovuti scappare dalle proprie case con le porte in fiamme, mentre alle case abitate da africani i teppisti hanno spaccato le finestre. Jamie Corrie, un giovane bianco, vive da 13 anni sulla stessa strada, nella zona est di Belfast, e la sua casa è stata avvolta dalle fiamme dopo che un'auto è stata incendiata all'esterno dell’abitazione. “Sono distrutto”, dice stamattina alla Bbc, “gliel'avevo detto”, ai rivoltosi, "prima che dessero fuoco all'auto. Ho detto: ‘Questa è casa mia’”. Ma loro hanno risposto: ‘È una macchina di stranieri’. Restare lì a guardare la propria casa che brucia... è una sensazione che non riuscirò mai a superare”, continua Corrie, “che cosa risolve tutto questo? A cosa serve davvero?”.

I familiari della vittima hanno lanciato un appello alla calma. "Siamo devastati ma la protesta pacifica è l'unica via da seguire: abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell'ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro Paese. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l'ostilità".

Oggi il 30enne rifugiato è apparso in tribunale a Belfast, accusato di tentato omicidio e lesioni gravissime. La sua vittima è ancora in ospedale in condizioni serie, ha perso l’occhio sinistro a causa delle profonde ferite al volto e al torace. Si è salvato soltanto grazie ad alcuni residenti eroi del quartiere, come il padre di famiglia Matt McKiernan, che hanno fermato e placcato l’aggressore, anche con una mazza da hurling (il celebre sport irlandese): “Eravamo appena andati a giocare con mio figlio, per questo l’avevo con me”.

L’aggressore sudanese sarebbe arrivato in Irlanda nel 2023, dopo esser passato per la Francia. Poi ha attraversato il confine con l’Irlanda del Nord, dove non esiste frontiera in base agli accordi di pace del Venerdì Santo del 1998: una prassi che ora torna sotto osservazione del governo britannico. Il giorno dopo ha fatto richiesta di asilo. A quel punto, le autorità britanniche hanno momentaneamente accolto la domanda dell’uomo, concedendogli un permesso di soggiorno di cinque anni.

(afp)

Le nuove tensioni arrivano dopo il drammatico assassinio di un ragazzo bianco, il 18enne Henry Nowak, da parte di un 23enne sikh di origine indiana, Vickrum Digwa, a Southampton nel dicembre scorso. Il ragazzo aveva più volte ripetuto agli agenti “I can’t breathe”, non posso respirare. Ossia le stesse, identiche parole di George Floyd a Minneapolis nel 2020. Ma Nowak è stato ammanettato nonostante fosse in fin di vita per poi spirare su un marciapiede, dopo esser stato accoltellato da Digwa, che poi ha riempito di menzogne i poliziotti, dichiarando falsamente di aver subito un attacco razzista da Nowak. Un caso che aveva scatenato la furia della destra di Farage, le accuse di “discriminazione verso i bianchi”, le proteste a Southampton infiammate dal criminale di estrema destra Tommy Robinson (11 poliziotti feriti e una decina di arrestati) e un grido sempre più virale sui social: “White Lives Matter”, ovvero anche “le vite dei bianchi contano”.

La polizia nordirlandese sarà schierata a pieni ranghi e in assetto antisommossa i tutti i punti nevralgici di Belfast e dell’Irlanda del Nord stasera, mentre il trasporto pubblico (inclusi i treni di superficie) verrà interrotto alle 18 locali.

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