La voce della ragionevolezza è rauca, scriveva il Nobel per la letteratura Seamus Heaney sui “troubles” in Irlanda del Nord, dove sono tornati i disordini. Non tra cattolici e protestanti, ma stavolta scatenati da centinaia di giovanissimi bianchi, in una ributtante caccia al migrante.
Ieri sera Belfast ha chiuso all’una di pomeriggio, come tutte le scuole. Negozi e case sprangate. Mezzi pubblici fermi dalle 18. Autorità che hanno esortato genitori, zii e nonni a sorvegliare quei figli dell’odio. Odio scatenato dalla quasi decapitazione di residente locale 40enne, Stephen Ogilvy, brutalmente massacrato lunedì sera da un rifugiato sudanese, il 30enne Hadi Alodid, giunto a Belfast nel 2023 passando per Francia e Irlanda e ieri incriminato. Anche la famiglia di Ogilvy, che ha perso l’occhio sinistro e ieri era in coma, si appella alla calma: «Siamo devastati ma la protesta pacifica è l’unica via. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere o alimentare l’ostilità»…
La voce della ragionevolezza è rauca, scriveva il Nobel per la letteratura Seamus Heaney sui “troubles” in Irlanda del Nord, dove sono tornati i disordini. Non tra cattolici e protestanti, ma stavolta scatenati da centinaia di giovanissimi bianchi, in una ributtante caccia al migrante.
Ieri sera Belfast ha chiuso all’una di pomeriggio, come tutte le scuole. Negozi e case sprangate. Mezzi pubblici fermi dalle 18. Autorità che hanno esortato genitori, zii e nonni a sorvegliare quei figli dell’odio. Odio scatenato dalla quasi decapitazione di residente locale 40enne, Stephen Ogilvy, brutalmente massacrato lunedì sera da un rifugiato sudanese, il 30enne Hadi Alodid, giunto a Belfast nel 2023 passando per Francia e Irlanda e ieri incriminato. Anche la famiglia di Ogilvy, che ha perso l’occhio sinistro e ieri era in coma, si appella alla calma: «Siamo devastati ma la protesta pacifica è l’unica via. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere o alimentare l’ostilità».
Qualcuno, come la deputata laburista Claire Hanna, l’ha chiamato «pogrom», come quelli del 1969 contro i cattolici. Ieri sera la polizia era schierata in massa a Belfast e intorno agli hotel di migranti e richiedenti asilo, usando cannoni ad acqua contro i rivoltosi prima che calassero le tenebre, per provare ad evitare il remake delle scene agghiaccianti della notte tra martedì e mercoledì. Una città sotto assedio. Case di stranieri date alle fiamme, anche con bambini all’interno, scappati prima che il fuoco si propagasse. Negozi di immigrati distrutti. Molotov contro la polizia. Intimidazioni ai giornalisti. Bus inceneriti. Mentre centinaia di ragazzini urlavano: «Migrants out», «Via gli immigrati».
Su Lendrick Street, i giovani razzisti hanno distrutto i negozi di barbieri turchi. Rifugiati ucraini sono fuggiti dalle porte in fiamme. Alle case abitate da africani hanno spaccato le finestre. Molti stranieri stanno già facendo le valigie: «Terrificante, ce ne andiamo dopo molti anni qui», confessano il sudanese Mohammed Mahmoud e altri. Pure a Jamie Corrie, un giovane bianco, hanno bruciato la casa dopo che un’auto è stata incendiata all’esterno. «Sono distrutto», diceva ieri alla Bbc, «eppure sono uno di loro…». Il pastore protestante Jack McKee ha scritto su Facebook che uomini e donne sono stati presi di mira «soltanto perché erano neri».
La prima ministra nordirlandese: “Codardi”
La prima ministra nordirlandese Michelle O’Neill, repubblicana del partito Sinn Féin, è una furia: «Sono dei codardi disgustosi». Il suo mentore Gerry Adams: «Basta razzismo». Condanna anche dal primo ministro britannico Keir Starmer: «Le scene cui abbiamo assistito sono scioccanti e inaccettabili. Sono state attaccate persone per loro origini. Io non lo tollererò». Starmer ha anche accusato «coloro che online fomentano la violenza». Il premier si riferisce a Elon Musk e al criminale di estrema destra Tommy Robinson, che sul social media X hanno incitato le persone a scendere in strada. Musk, dall’America, ieri rilanciava compulsivamente online che «c’è il diritto di protestare». Come è accaduto ieri anche in pieno centro nell’accogliente Dublino.
Violenza e minacce online
Ma la voce della ragionevolezza è rauca, mentre sono sempre più virali la violenza e le minacce online, dove i teppisti si organizzano e fanno circolare addirittura gli indirizzi di altre potenziali vittime. Il tutto a pochi giorni dai disordini a Southampton (cinque arresti ieri) per l’omicidio del 18enne bianco Henry Nowak, che ha scatenato le proteste del nazionalista Nigel Farage al grido di «White Lives Matter», evocando una «pura, rabbia fredda» e ieri pure il divieto totale agli immigrati sudanesi, una volta al governo. Almeno ci restano gli eroi, perché Ogilvy è salvo grazie ad alcuni residenti eroi del quartiere, come il padre di famiglia Matt McKiernan, che hanno neutralizzato l’aggressore anche con una mazza da hurling, il celebre sport irlandese: «Eravamo appena andati a giocare con mio figlio, e l’avevo con me». Ma dura, durissima è la notte di Belfast.