Il ministro Healey se ne va, Starmer senza difesa
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – Si dimette il ministro della difesa britannico John Healey, fedelissimo di Sir Keir Starmer, ed è una mazzata per il primo ministro e il suo governo già barcollanti. Lascia anche il viceministro per la forze armate, Al Carns. I due accusano il leader e la ministra delle Finanze Rachel Reeves di minare la sicurezza nazionale. A Westminster si temeva che sarebbe successo. Perché da settimane è in corso una lotta intestina al governo sui fondi per la Difesa, che ha riaperto l’annoso dilemma, non solo oltremanica, tra welfare e warfare. Ossia, come sovvenzionare maggiormente la Difesa e la sicurezza in un mondo sempre più pericoloso, senza però martoriare lo stato sociale.
Healey, 66 anni dallo Yorkshire, era una colonna del governo Starmer. Ma negli ultimi tempi la sua autorità e la sua pazienza sono crollate. Questa settimana il governo doveva pubblicare il suo Piano di Investimenti per la Difesa (Dip), costantemente rinviato a causa dei niet della ministra Reeves, che vuole de…
LONDRA – Si dimette il ministro della difesa britannico John Healey, fedelissimo di Sir Keir Starmer, ed è una mazzata per il primo ministro e il suo governo già barcollanti. Lascia anche il viceministro per la forze armate, Al Carns. I due accusano il leader e la ministra delle Finanze Rachel Reeves di minare la sicurezza nazionale. A Westminster si temeva che sarebbe successo. Perché da settimane è in corso una lotta intestina al governo sui fondi per la Difesa, che ha riaperto l’annoso dilemma, non solo oltremanica, tra welfare e warfare. Ossia, come sovvenzionare maggiormente la Difesa e la sicurezza in un mondo sempre più pericoloso, senza però martoriare lo stato sociale.
Healey, 66 anni dallo Yorkshire, era una colonna del governo Starmer. Ma negli ultimi tempi la sua autorità e la sua pazienza sono crollate. Questa settimana il governo doveva pubblicare il suo Piano di Investimenti per la Difesa (Dip), costantemente rinviato a causa dei niet della ministra Reeves, che vuole destinare alla Difesa appena 10 miliardi di sterline in più nei prossimi 4 anni, mentre Healey ne chiedeva 28.
«Caro Keir, questa è una lettera che non avrei mai pensato di scrivere», nota Healey nella sua brutale corrispondenza con il primo ministro, «non sei stato in grado, e il Tesoro non ha mostrato la volontà, di destinare le risorse di cui il Paese ha bisogno per difendersi da minacce crescenti, come il conflitto in Medio Oriente e la Russia, senza dimenticare il nuovo impegno assunto in sede Nato di destinare alla Difesa il 3,5% del Pil entro il 2035. I finanziamenti da te proposti sono di gran lunga inferiori a quanto necessario per il Paese in questo momento così pericoloso. Non mi resta che dimettermi». A Healey esprime solidarietà anche l’omologo italiano Guido Crosetto: «John, mi dispiace moltissimo. Condivido i tuoi pensieri, capisco a pieno la tua decisione. Io ho deciso di aspettare sperando che vengano tempi migliori: non so se il Paese e il governo lo capiranno, ma credo che ci sia maggiore consapevolezza…».
L’addio di Healey e Carns indebolisce ancor più il traballante Starmer a pochi giorni dal G7 e dal vertice Nato, e a una settimana dall’elezione suppletiva di Makerfield. Dove il sindaco di Manchester e nuovo faro della sinistra Labour, Andy Burnham, potrebbe vincere un seggio a Westminster e lanciare così la sfida finale per spodestare Sir Keir da Downing Street. Il primo ministro, che congeda i due con un «grazie, ma siamo al sicuro così e bisogna fare scelte oculate», giura ai suoi che lotterà fino alla fine. Di certo, ieri Starmer non ha trovato per ore un rimpiazzo per Healey, perché tutti rifiutavano. Fino a quando, in serata, l'ex veterano di guerra Dan Jarvis ha accettato di ereditare questo macigno.