LONDRA – «Trump è dalla parte della Russia, ancora non ve ne siete accorti?». Negli Stati Uniti c’è una nuova polemica, quella delle “rivelazioni sui biolaboratori ucraini” dell’ex direttrice trumpiana dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, e a Repubblica parla Sir Bill Browder, 62 anni, finanziere brit-americano, padre del Magnitsky Act approvato dal congresso Usa (Sergey Magnitsky era il suo avvocato anti-corruzione fatto morire da Putin in carcere nel 2009) e ribattezzato dalla Bbc come “il nemico numero uno di Putin” oltremanica. Tanto che l’altro giorno lo zar ha sanzionato anche il figlio 17enne di Browder, Alexander, per una inchiesta online sul riciclaggio di denaro sporco della Russia. È il primo minorenne nel mirino ufficiale di Mosca: «Sono orgoglioso di lui. All’inizio era spaventato, ma ora sa che è un onore».
Browder, perché Trump sarebbe dalla parte di Putin?
«Perché il presidente americano ha tagliato il sostegno militare a Kiev, insulta costantemente Zelensky, ha …
LONDRA – «Trump è dalla parte della Russia, ancora non ve ne siete accorti?». Negli Stati Uniti c’è una nuova polemica, quella delle “rivelazioni sui biolaboratori ucraini” dell’ex direttrice trumpiana dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, e a Repubblica parla Sir Bill Browder, 62 anni, finanziere brit-americano, padre del Magnitsky Act approvato dal congresso Usa (Sergey Magnitsky era il suo avvocato anti-corruzione fatto morire da Putin in carcere nel 2009) e ribattezzato dalla Bbc come “il nemico numero uno di Putin” oltremanica. Tanto che l’altro giorno lo zar ha sanzionato anche il figlio 17enne di Browder, Alexander, per una inchiesta online sul riciclaggio di denaro sporco della Russia. È il primo minorenne nel mirino ufficiale di Mosca: «Sono orgoglioso di lui. All’inizio era spaventato, ma ora sa che è un onore».
Browder, perché Trump sarebbe dalla parte di Putin?
«Perché il presidente americano ha tagliato il sostegno militare a Kiev, insulta costantemente Zelensky, ha cercato di costringere l’Ucraina a cedere territori a Mosca che non riesce a conquistare sul campo, non ha mai posto vera pressione su Putin per negoziare e all’Onu gli Stati Uniti oramai votano costantemente con Russia, Iran e Corea del Nord. Cos’altro?».
Putin vuole negoziare solo con Trump difatti, snobbando Zelensky e gli europei. Che peso possono avere questi ultimi dopo il vertice a quattro (Starmer, Macron, Merz e Zelensky) di domenica scorsa a Londra?
«In realtà credo che l’Europa abbia più peso di quanto si pensi, perché Trump ha alleggerito l’influenza dell’America in Ucraina e paradossalmente adesso ha anche meno leva. Oramai sono gli europei che pagano gran parte della resistenza di Kiev, e anche per questo gli ucraini vogliono uscire da questo conflitto senza il coinvolgimento troppo attivo degli americani, vedi la recente lettera di Zelensky a Putin. Tuttavia, gli europei potrebbero fare ancora di più, come confiscare subito i 200 miliardi di asset russi congelati e fondere le proprie difese con quelle dell’Ucraina, una volta entrata nella Ue».
Ma gli Stati Uniti restano vitali come intelligence, satelliti, infrastrutture belliche.
«Ma sempre di meno. Come ha scritto il Wall Street Journal, gli ucraini oramai ricevono sempre più intelligence da compagnie satellitari private, non dall’esercito Usa».
Quindi crede che Kiev possa prevalere sulla Russia anche senza il sostegno degli Stati Uniti?
«No. Dico che la Russia non può prevalere sull’Ucraina. Kiev è sempre più letale, vedi l’utilizzo dei droni al fronte che blocca l’avanzata di Mosca. Oramai è chiaro che Putin non può vincere questa guerra. Alla Russia è rimasta solo la carta del terrore, ossia bombardare civili a caso. Ma militarmente non può più prevalere».
Quindi fa bene l’Ucraina a colpire sempre più in profondità in Russia?
«Certo. È l’unica strategia. Bisogna portare la guerra in Russia. Putin non può passarla liscia, tanto più dal momento che prova a demoralizzare il popolo ucraino con attacchi ai civili. Per fermare questo conflitto, anche Mosca deve pagare un costo».
E cosa risponde a chi parla di rischio escalation o della minaccia nucleare di Putin?
«Anche se Mosca vi ricorresse, che cosa guadagnerebbe, a parte instillare nuovo terrore? Nulla, tantomeno sul campo di battaglia, visto che i territori colpiti sarebbero radioattivi. A quel punto la Russia avrebbe tutto il mondo contro di lei, forse persino quei vergognosi politici e presentatori italiani che ancora sostengono Putin».
È il momento peggiore per Putin dall’inizio della guerra nel 2022?
«Sì. E anche la sua reputazione e autorità nel Paese non se la passano bene. Ciò non significa che ora Putin cercherà un compromesso, anche perché la repressione del suo regime è ancora decisamente spietata. Ma Putin sta provando dolore che non aveva mai provato prima, a differenza degli ucraini».