NEW YORK – Quando l’accordo con l’Iran sarà firmato, gli europei potranno tornare ad avere un ruolo aiutando lo sminamento e la riapertura dello Stretto di Hormuz. A dirlo è un alto funzionario della Casa Bianca, presentando ai giornalisti l’agenda di Trump al G7. Il presidente incontrerà alcuni leader mediorientali e vedrà Zelensky, per discutere le prospettive di pace in Ucraina, che sta frenando l’avanzata russa. «Sarà candido» con gli europei che ha criticato, non solo perché è la sua natura, ma anche per fare progressi sull’Iran, la condivisione dei pesi nella Nato e gli squilibri commerciali.
La Casa Bianca indica come obiettivi del vertice «la crescita economica e lo sviluppo, la resilienza delle catene di approvvigionamento, l’immigrazione illegale e l’intelligenza artificiale. Il presidente riformulerà il dibattito sullo sviluppo per concentrarsi su partnership di investimento reciprocamente vantaggiose. Collaborerà con i nostri partner del G7 per rafforzare le risposte all’i…
NEW YORK – Quando l’accordo con l’Iran sarà firmato, gli europei potranno tornare ad avere un ruolo aiutando lo sminamento e la riapertura dello Stretto di Hormuz. A dirlo è un alto funzionario della Casa Bianca, presentando ai giornalisti l’agenda di Trump al G7. Il presidente incontrerà alcuni leader mediorientali e vedrà Zelensky, per discutere le prospettive di pace in Ucraina, che sta frenando l’avanzata russa. «Sarà candido» con gli europei che ha criticato, non solo perché è la sua natura, ma anche per fare progressi sull’Iran, la condivisione dei pesi nella Nato e gli squilibri commerciali.
La Casa Bianca indica come obiettivi del vertice «la crescita economica e lo sviluppo, la resilienza delle catene di approvvigionamento, l’immigrazione illegale e l’intelligenza artificiale. Il presidente riformulerà il dibattito sullo sviluppo per concentrarsi su partnership di investimento reciprocamente vantaggiose. Collaborerà con i nostri partner del G7 per rafforzare le risposte all’immigrazione illegale e al traffico di droga».
Sull’Iran «ci sono molte cose che i membri del G7 hanno detto che possono fare: c’è una coalizione guidata da Regno Unito e Francia, hanno già alcune navi vicine. Sarà utile per riportare tutto alla normalità il prima possibile».
Non ci sarà Netayahu, ma Trump vedrà i leader di Qatar, Emirati ed Egitto, anche perché fra le altre cose i paesi della regione dovrebbero offrire soluzioni per le compensazioni economiche di Teheran, che il presidente non vuole pagare in prima persona per evitare le stesse critiche fatte a Obama.
Si parlerà del futuro della Nato, mentre il Pentagono ordina la riduzione delle truppe in Europa: «Siamo stati molto chiari. Quando parliamo privatamente con i paesi europei, capiscono che lo spostamento dei pesi è una priorità non solo degli Stati Uniti, ma di tutti. Gli Usa non possono essere leader in ogni singola regione del mondo, ci sono paesi in Europa che hanno una capacità enorme di assumersi una maggiore responsabilità. È una delle ragioni principali per cui il presidente ha spinto così a lungo per aumentare la spesa per la difesa. Ci permette di ritirarci e poterci concentrare su altre parti del mondo». Si discuterà dell’uso delle basi, negate anche dall’Italia in certi casi sull’Iran, e lo sviluppo dell’industria della difesa, dove però Washington vuole che gli europei continuino a comprare armi americane, invece indirizzare le risorse sulle proprie.
I dazi continuano a provocare tensioni, ma Trump tornerà a lamentare che «il sistema commerciale globale è totalmente squilibrato, guidato da grandi paesi in surplus come la Cina, ma anche la Ue. Noi stiamo agendo con varie misure, però siamo felici di cooperare e coordinarci», per invertire la tendenza e far tornare la manifattura negli Usa.
Non è previsto un bilaterale con la premier italiana Meloni, ma è probabile che ci sia un colloquio informale. La collaborazione sull’Iran può aiutare ad allentare le tensioni, però la Casa Bianca avverte: «Il presidente è sempre stato sincero con i suoi colleghi. Non abbiamo paura di avere queste conversazioni difficili e dirette. Gli Usa sono stati assolutamente chiari riguardo le aspettative».