«La Crimea sarà isolata nel prossimo futuro». È l’avvertimento lanciato da Robert Brovdi, comandante delle Forze ucraine dei Sistemi Senza Pilota, in un'intervista a Reuters di pochi giorni fa. Le unità di droni sotto il suo comando sono al centro della campagna che, dal mese scorso, colpisce le linee logistiche russe verso la Crimea e ha innescato una crisi del carburante senza precedenti nella penisola.
Nel mirino c’è il cosiddetto "corridoio terrestre" che collega la Crimea, annessa da Mosca nel 2014, alla Russia continentale attraverso i territori occupati dell'Ucraina meridionale. Proprio questo lembo di terra, considerato una delle più importanti conquiste strategiche ottenute da Mosca durante l'invasione, appare oggi sempre più difficile da difendere: i droni "middle strike", capaci di colpire bersagli, anche mobili, fino a 150 chilometri di distanza, tengono sotto fuoco costante l'autostrada Novorossiya, la principale arteria che dal 2022 viene usata per il rifornimento d…
«La Crimea sarà isolata nel prossimo futuro». È l’avvertimento lanciato da Robert Brovdi, comandante delle Forze ucraine dei Sistemi Senza Pilota, in un'intervista a Reuters di pochi giorni fa. Le unità di droni sotto il suo comando sono al centro della campagna che, dal mese scorso, colpisce le linee logistiche russe verso la Crimea e ha innescato una crisi del carburante senza precedenti nella penisola.
Nel mirino c’è il cosiddetto "corridoio terrestre" che collega la Crimea, annessa da Mosca nel 2014, alla Russia continentale attraverso i territori occupati dell'Ucraina meridionale. Proprio questo lembo di terra, considerato una delle più importanti conquiste strategiche ottenute da Mosca durante l'invasione, appare oggi sempre più difficile da difendere: i droni "middle strike", capaci di colpire bersagli, anche mobili, fino a 150 chilometri di distanza, tengono sotto fuoco costante l'autostrada Novorossiya, la principale arteria che dal 2022 viene usata per il rifornimento di carburante della Crimea e per il sostegno logistico delle forze russe nel sud dell'Ucraina. Secondo Brovdi, la campagna avrebbe già ridotto di oltre due terzi il traffico lungo i circa 400 chilometri dell'autostrada, oggi disseminata di carcasse di camion distrutti. Attaccato ripetutamente anche i ponti che collegano la Crimea alla regione di Kherson controllata dalla Russia.
Il risultato è una crisi del carburante senza precedenti. Da settimane ormai la benzina viene razionata e venduta attraverso un sistema di buoni e codici qr. Nel frattempo, si sono formate lunghe code alle stazioni di servizio, con un conseguente aumento dei prezzi, che alcuni giorni fa avrebbero superato del 20% quelli di Mosca. Per stabilizzare il mercato locale, le autorità della Crimea hanno raggiunto un accordo con le principali reti di distributori, ha annunciato sabato Sergey Aksënov, il governatore della penisola nominato da Mosca. Commentando la situazione, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha parlato di «allarmismo del tutto infondato», aggiungendo che le autorità stanno lavorando per evitare carenze.
La crisi sta però già avendo un impatto evidente sulla stagione turistica della penisola, tradizionalmente una delle destinazioni preferite da milioni di russi: secondo dati riportati dal quotidiano Kommersant, tra il 24 maggio e il 6 giugno le prenotazioni in Crimea sono diminuite del 31% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre a Sebastopoli il calo ha raggiunto il 40%. Un rappresentante del tour operator TurEtno, intervistato da Rbc, prevede la cancellazione dell'80% dei soggiorni prenotati per giugno e di circa il 50% di quelli previsti per luglio e agosto. L'isolamento della Crimea non sembra avere un obiettivo strettamente militare, osserva l'analista militare di Meduza Dmitry Kuznets in un commento a Repubblica, quanto piuttosto una funzione dimostrativa e psicologica. Un isolamento completo della penisola appare comunque improbabile, afferma Kuznets: i rifornimenti possono ancora transitare attraverso il Ponte di Crimea sullo stretto di Kerch e tramite i traghetti che attraversano lo stretto, infrastrutture protette da un fitto sistema di difesa antiaerea.
Gli attacchi ucraini contro le raffinerie petrolifere stanno provocando problemi di approvvigionamento anche in altre regioni della Russia: alcune reti di distributori hanno introdotto limiti alla vendita di carburante persino a Mosca e San Pietroburgo. Secondo i dati di Bloomberg, nel corso di maggio l'Ucraina ha lanciato un record di almeno 30 attacchi contro infrastrutture petrolifere russe, costringendo molte raffinerie della Russia centrale a sospendere o ridurre la produzione. Sempre secondo Bloomberg, la raffinazione del petrolio in Russia è diminuita del 13% a maggio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo il livello più basso dal 2009.