La firma digitale e l’attesa per il vertice tra Vance e Ghalibaf
di Massimo BasileNEW YORK – La firma digitale all’accordo tra Stati Uniti e Iran è stata messa domenica dal presidente statunitense Donald Trump, dal suo vice, JD Vance, e dal presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf. La notizia è stata confermata da Vance, intervenendo al programma “Good Morning America” di Abc. Vance ha aggiunto che «non è stato erogato alcun fondo» all’Iran e che «la situazione non cambierà». La firma ufficiale avverrà venerdì a Ginevra, in Svizzera.
L’evento verrà organizzato dal Pakistan, Paese mediatore assieme al Qatar, come ha annunciato il premier Shehbaz Sharif in un intervento all’Assemblea nazionale di Islamabad. La presenza di Trump è in dubbio. Nonostante un funzionario Usa abbia rivelato che il presidente ha voluto firmare il documento «perché desiderava dimostrare il suo impegno a trovare una soluzione favorevole», il tycoon potrebbe non esserci. «Dipende - ha detto parlando ai giornalisti in Francia - verrà Vance, era previsto fir…
NEW YORK – La firma digitale all’accordo tra Stati Uniti e Iran è stata messa domenica dal presidente statunitense Donald Trump, dal suo vice, JD Vance, e dal presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf. La notizia è stata confermata da Vance, intervenendo al programma “Good Morning America” di Abc. Vance ha aggiunto che «non è stato erogato alcun fondo» all’Iran e che «la situazione non cambierà». La firma ufficiale avverrà venerdì a Ginevra, in Svizzera.
L’evento verrà organizzato dal Pakistan, Paese mediatore assieme al Qatar, come ha annunciato il premier Shehbaz Sharif in un intervento all’Assemblea nazionale di Islamabad. La presenza di Trump è in dubbio. Nonostante un funzionario Usa abbia rivelato che il presidente ha voluto firmare il documento «perché desiderava dimostrare il suo impegno a trovare una soluzione favorevole», il tycoon potrebbe non esserci. «Dipende - ha detto parlando ai giornalisti in Francia - verrà Vance, era previsto firmasse lui. Io probabilmente me ne sarò già andato a quel punto. Ma staremo qui a lungo, quindi potrei esserci come no».
Resta l’incertezza su chi rappresenterà l’Iran, se Ghalibaf o il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Ma intanto la firma è stata messa, anche se in remoto e sulla validità dell’atto nessuno nutre dubbi. Con le nuove tecnologie vengono utilizzati dati biometrici e certificati digitali per verificare l’identità della parti. Una volta chiuso, il documento viene crittografato e inserito in una procedura di controllo, che prevede la verifica delle identità, con data, ora della firma e posizione geografica dei firmatari. Per evitare che una delle parti possa cambiare i contenuti, i file hanno codici che non corrisponderebbero più in caso di variazione.