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Colpo al cuore di Kiev, droni sulla cattedrale: “Nuova barbarie russa”

(afp)

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In fiamme la chiesa della Dormizione, luogo sacro per gli ortodossi. Distrutto il tetto, salvate le icone. Undici morti nell’ondata di attacchi
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BERLINO – È un colpo al cuore della Chiesa cristiana, ai pellegrini che da secoli vengono a pregare i santi ortodossi e a visitare le tombe dei principi lituani custoditi sotto alle sue cupole dorate: la cattedrale della Dormizione di Kiev è stata devastata domenica notte da un micidiale attacco russo. Uno dei luoghi più sacri d’Europa, fondato nel 1073 da due eremiti ucraini del Monte Atos, Antonio di Pečersk e il suo discepolo Teodosio, è andato in fiamme dopo essere stato colpito dai droni russi. La “Cattedrale della Dormizione della Madre di Dio” è il nocciolo della “Pechersk Lavra”, la Lavra delle Grotte, un maestoso complesso monastico affacciato sul fiume Dnipro e dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

I droni russi hanno divelto il tetto della cattedrale e danneggiato la facciata, i pompieri sono stati al lavoro per ore per domare le fiamme. Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, «è come se fosse stata bombardata Notre-Dame o Saint-Denis: è totalment…

BERLINO – È un colpo al cuore della Chiesa cristiana, ai pellegrini che da secoli vengono a pregare i santi ortodossi e a visitare le tombe dei principi lituani custoditi sotto alle sue cupole dorate: la cattedrale della Dormizione di Kiev è stata devastata domenica notte da un micidiale attacco russo. Uno dei luoghi più sacri d’Europa, fondato nel 1073 da due eremiti ucraini del Monte Atos, Antonio di Pečersk e il suo discepolo Teodosio, è andato in fiamme dopo essere stato colpito dai droni russi. La “Cattedrale della Dormizione della Madre di Dio” è il nocciolo della “Pechersk Lavra”, la Lavra delle Grotte, un maestoso complesso monastico affacciato sul fiume Dnipro e dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

I droni russi hanno divelto il tetto della cattedrale e danneggiato la facciata, i pompieri sono stati al lavoro per ore per domare le fiamme. Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, «è come se fosse stata bombardata Notre-Dame o Saint-Denis: è totalmente inaccettabile». L’Unesco teme «danni importanti sia all’esterno sia all’interno» della cattedrale e fa sapere che anche «le strutture storiche adiacenti, compresi elementi del complesso fortificato della Lavra e la Torre di Ivan Kushnik sarebbero state colpite». Mille anni fa Antonio di Pečersk e i suoi discepoli trasformarono la chiesa ricavata da una grotta in uno dei centri spirituali più importanti della Rus’di Kiev.

Ancora oggi il vasto complesso ecclesiastico che nei secoli divenne una vera e propria fortezza contro gli assalti continui degli invasori è collegato da un labirinto di grotte. E la cattedrale è morta risorta mille volte, sopravvissuta a secoli di catastrofi: al terremoto che devastò la capitale nel 1230, ai saccheggi dei mongoli di Batu Khan, alle invasioni dei tartari e dei cumani, a un grande incendio nel 1718 e persino al tentativo delle truppe sovietiche, assediate dai nazisti, di farla saltare con le bombe durante la Seconda guerra mondiale. Secondo il grande storico Serhii Plokhy il caratteristico barocco ucraino nacque proprio nella cattedrale, dopo il devastante incendio di tre secoli fa. Ma domenica notte la chiesa ha assaggiato la furia dei bombardamenti di Mosca.

Costruita dalle maestranze di Costantinopoli che l’eremita Antonio, successivamente dichiarato santo, si era portato con sé, prestigiosa scuola di pittori di icone, la cattedrale custodiva dipinti preziosi, mosaici e reliquie che per fortuna sono in gran parte scampati alle esplosioni, secondo le autorità religiose di Kiev. Peraltro, è un luogo conteso tra gli ortodossi del patriarcato russo e ucraino: dopo la sconsacrazione dell’era sovietica, la cattedrale era stata affittata alla chiesa moscovita, ma tre anni fa Kiev l’ha strappata a sé dopo che il Patriarca russo aveva deciso di sostenere la guerra in Ucraina. E ieri il metropolita ucraino Epifanio, che ha parlato di un «crimine contro l’umanità, la storia e la cristianità» ha fatto appello ai suoi concittadini «per salvare questo santuario dalla distruzione». Il Lavra delle Grotte, il “Pechersk Lavra” è talmente importante da aver battezzato anche il quartiere di Kiev che lo circonda, il Pecherskyi.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, tenendosi in equilibrio sulle impalcature montate in poche ore dai pompieri sul luogo del disastro, ha parlato di «barbarie russa», «dell’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità». Da Mosca è prontamente arrivata la smentita propagandistica: sarebbe stato un Patriot americano lanciato dagli ucraini a distruggere la cattedrale.

Intanto il bilancio dell’ennesima notte di bombardamenti sull’Ucraina è tragico: 11 morti e 53 feriti. Nella capitale, 140mila appartamenti sono rimasti senza elettricità. Secondo le autorità ucraine, a Kharkiv i russi avrebbero usato la tattica del “double tap”, del “doppio colpo”: dopo un primo attacco ne avrebbero sferrato un secondo all’arrivo dei pompieri. Quattro sono morti. Altri bombardamenti sono stati registrati a Dnipro e nella regione di Sumy.

La violenta notte di fuoco arriva nel primo giorno del G7 di Evian e dopo che sia Zelensky sia Putin hanno avuto una conversazione telefonica con Donald Trump sull’eventuale percorso per la pace. E le bombe hanno oscurato una notizia storica, arrivata ieri sera: l’Unione europea ha avviato ufficialmente i negoziati di adesione con l’Ucraina. La riunione dei ministri degli Esteri ha aperto il primo “cluster” delle trattative, bloccato a lungo da Viktor Orban. Per la commissaria Ue all’Allargamento Marta Kos «è il passo più importante verso l’adesione dell’Ucraina all’Ue dall’inizio dei negoziati nel dicembre 2023».

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