Dieci anni dall'omicidio di Jo Cox, il monito ignorato nel Regno Unito
di Enrico FranceschiniLONDRA – Sembrava l’omicidio politico che avrebbe evitato la Brexit: l’assassinio di una deputata laburista filoeuropea, uccisa da un fanatico brexitiano, a pochi giorni dal referendum sulla Ue, sollevò inizialmente un’ondata di unanime indignazione. Spingendo i leader dei maggiori partiti a invocare “una politica più tollerante e gentile”. Invece la tragica morte di Jo Cox nel giugno 2016 non solo non fermò l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ma a dieci anni di distanza appare come un monito che non è stato ascoltato, in un Paese prigioniero di intolleranza, estremismo e violenza.
“Le cose che abbiamo in comune sono più di quelle che ci dividono: questo era il convincimento di Jo”, ha ricordato il primo ministro Keir Starmer nel decimo anniversario dell’omicidio. “Parole che sono sopravvissute alla sua scomparsa”. Ma quel messaggio è davvero sopravvissuto o invece è andato perduto, in un mondo dominato da contrapposizioni radicali, animate dal populismo? “A prevalere”, …
LONDRA – Sembrava l’omicidio politico che avrebbe evitato la Brexit: l’assassinio di una deputata laburista filoeuropea, uccisa da un fanatico brexitiano, a pochi giorni dal referendum sulla Ue, sollevò inizialmente un’ondata di unanime indignazione. Spingendo i leader dei maggiori partiti a invocare “una politica più tollerante e gentile”. Invece la tragica morte di Jo Cox nel giugno 2016 non solo non fermò l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ma a dieci anni di distanza appare come un monito che non è stato ascoltato, in un Paese prigioniero di intolleranza, estremismo e violenza.
“Le cose che abbiamo in comune sono più di quelle che ci dividono: questo era il convincimento di Jo”, ha ricordato il primo ministro Keir Starmer nel decimo anniversario dell’omicidio. “Parole che sono sopravvissute alla sua scomparsa”. Ma quel messaggio è davvero sopravvissuto o invece è andato perduto, in un mondo dominato da contrapposizioni radicali, animate dal populismo? “A prevalere”, conclude amaramente il Guardian, “oggi è l’intolleranza”. Concorda Kim Leadbeater, sorella minore di Cox, che ne ha preso il posto vincendo – sempre per il Labour – il suo seggio in parlamento: “Con rincrescimento e tristezza, dobbiamo ammettere che nei dieci anni dal suo assassinio le cose sono peggiorate”.
Non è stato necessario aspettare dieci anni per accorgersene. Poche ore dopo l’omicidio della deputata, Nigel Farage, il promotore della Brexit, tappezzò le strade del regno con un controverso poster in cui si vedevano masse di rifugiati siriani ai confini dell’Europa: non c’entrava con il referendum sulla Ue, anche perché la frontiera della Gran Bretagna, fuori dagli accordi di Schengen, non poteva essere attraversata senza controlli. Ma il manifestò contribuì a fare dell’immigrazione il capro espiatorio dell’auspicato divorzio britannico dall’Europa unita. Il 23 giugno la Brexit vinse il referendum, 52 a 48 per cento, e la morte di Jo Cox fu presto dimenticata.
Poi sono venute altre violenze. Nel 2021 un deputato conservatore, David Amess, è stato assassinato da un simpatizzante dell’Isis, il sedicente stato islamico terrorista. Nell’estate del 2024 sono scoppiati tafferugli alle dimostrazioni di estrema destra contro gli immigrati, accusati ingiustamente di essere dietro l’omicidio di tre bambine in un asilo. L’estate scorsa ci sono stati nuovi disordini a sfondo razziale. E quest’anno Farage, alla testa di Reform, un nuovo partito anti immigrati, ha esortato a rispondere con “pura, fredda rabbia” alla morte di un ragazzo bianco pugnalato da un Sikh e ammanettato da poliziotti che non avevano capito la situazione. Dall’America di Trump all’Europa, divisione e fanatismo appaiono in aumento ovunque.
“E’ l’aumento delle diseguaglianze ad avere fatto crescere l’intolleranza, il razzismo, l’estremismo”, sostiene l’ex-leader laburista Jeremy Corbyn, tra coloro che facevano appello a una “politica più gentile” all’indomani dell’omicidio della parlamentare europeista. “Ma accanto al peggio dell’umanità, in dieci anni abbiamo ricevuto tante testimonianze che esiste anche il meglio e dobbiamo impegnarci ad amplificare il bene anziché soltanto il male”, commenta la sorella della deputata, con una critica ai social e ai media tradizionali. “Continueremo a onorare la memoria di Jo Cox”, afferma il premier Starmer, “difendendo il suo messaggio di unità e di speranza”.