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La coppia a bordo dello yacht intercettato dai russi: “Non eravamo vicini ma hanno sparato”

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Alla Bbc il racconto dei due britannici sulla “Bright Future” contro cui ha sparato una nave da guerra di Mosca nella Manica. Jane e Alan Kelvey smentiscono di comunicazioni via radio e di essere su una “rotta pericolosa”
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LONDRA – “Non abbiamo fatto nulla di sbagliato, eppure i russi hanno sparato. È stata un'esperienza surreale”. I pensionati inglesi Jane e Alan Kelvey parlano dopo l’inquietante episodio avvenuto alle 11.40 di martedì 16 giugno nella Manica, ossia gli spari della nave da guerra russa Admiral Grigorovich come avvertimento nei confronti della coppia, sulla loro barca a vela da crociera, a 500 metri di distanza. Un evento inedito nella storia recente. Non solo. I due britannici smentiscono alcuni punti della versione di Mosca, per cui i Kelvey, a uno 40ina di chilometri dall’Isola di Wight (al di fuori delle acque territoriali britanniche), “stavano seguendo una rotta pericolosa” e si sarebbero avvicinati troppo alla fregata con il loro yacht di nome Bright Future.

Parlando alla Bbc, Jane e Alan Kelley, rispettivamente 68 e 70 anni e che qualche giorno fa sono partiti per un viaggio di 8 settimane postando tutto in un diario online, hanno risposto di “non essere affatto in rotta di coll…

LONDRA – “Non abbiamo fatto nulla di sbagliato, eppure i russi hanno sparato. È stata un'esperienza surreale”. I pensionati inglesi Jane e Alan Kelvey parlano dopo l’inquietante episodio avvenuto alle 11.40 di martedì 16 giugno nella Manica, ossia gli spari della nave da guerra russa Admiral Grigorovich come avvertimento nei confronti della coppia, sulla loro barca a vela da crociera, a 500 metri di distanza. Un evento inedito nella storia recente. Non solo. I due britannici smentiscono alcuni punti della versione di Mosca, per cui i Kelvey, a uno 40ina di chilometri dall’Isola di Wight (al di fuori delle acque territoriali britanniche), “stavano seguendo una rotta pericolosa” e si sarebbero avvicinati troppo alla fregata con il loro yacht di nome Bright Future.

Parlando alla Bbc, Jane e Alan Kelley, rispettivamente 68 e 70 anni e che qualche giorno fa sono partiti per un viaggio di 8 settimane postando tutto in un diario online, hanno risposto di “non essere affatto in rotta di collisione” con la fregata russa. "La nave da guerra ha emesso cinque segnali con la sirena, che significano: ‘Ci avete visti?’”, racconta Jane, “abbiamo immediatamente virato di due gradi affinché potessero vedere che avevamo modificato deliberatamente la rotta e che quindi li avevamo avvistati. Circa un minuto dopo hanno emesso altri cinque segnali acustici, seguiti immediatamente da quattro o cinque colpi d’arma. Non erano diretti contro di noi: erano colpi di avvertimento sparati in aria, almeno così crediamo. Ma non ci hanno contattato via radio, come dicono”.

Ieri Mosca aveva commentato: “Lo yacht si stava avvicinando pericolosamente alla nostra nave, abbiamo fatto diversi tentativi per avvertire i suoi occupanti, via radio e anche con razzi, prima di sparare. Abbiamo rispettato le norme internazionali”. Ma i Kelvey non ci stanno: “Non abbiamo fatto nulla di sbagliato”, insistono, “non eravamo assolutamente in rotta di collisione. Per quanto ci riguardava, non si trattava nemmeno di un incidente finché non sono iniziati gli spari. Il fuoco di avvertimento è stato del tutto inutile e quanto accaduto è un pericolo per la navigazione. Abbiamo rispettato tutte le norme anti-collisione... la minima distanza raggiunta è stata di 500 metri... e non appena abbiamo sentito gli spari abbiamo acceso il motore”. Quando la nave da guerra ha sparato, in condizioni nebbiose, la signora Kelvey si è “accovacciata" per cercare riparo.

Ieri il ministero della Difesa britannico e altre fonti hanno cercato per tutto il giorno di sminuire l’accaduto, parlando di malinteso non legato al fatto che domenica scorsa i Royal Marine Commandos avevano intercettato, sempre nella Manica, una petroliera della “flotta ombra” russa che trasportava petrolio soggetto a sanzioni. Stamattina, invece, il primo ministro Sir Keir Starmer è stato più netto: "Quanto accaduto nel Canale è profondamente preoccupante. È stato sconsiderato. Il Ministero della Difesa ha effettuato una valutazione. La sua conclusione è che la nave russa stava procedendo alla deriva e che si è trattato di colpi di avvertimento”.

Le navi russe attraversano abitualmente la Manica, in acque internazionali. Ma la Admiral Grigorovich è un caso particolare. Come racconta una fonte Nato alla Bbc, tempo fa Mosca ha ordinato alla fregata di scortare proprio le navi della “flotta ombra” nel mirino di Londra. Sono mesi che la Admiral Grigorovich si aggira intorno alla Manica, tanto che è stata rifornita più volte dalla nave di appoggio russa PM-82.

L’episodio arriva in un momento delicato perché proprio due giorni fa un’inchiesta della Bbc aveva dimostrato come ci sia proprio Vladimir Putin dietro gli attacchi incendiari dell’anno scorso, per mano di tre giovani est-europei reclutati da un diplomatico di Mosca su Telegram, contro l’abitazione del premier britannico Sir Keir Starmer e alcune automobili legate a lui. “Una dichiarazione di guerra”, secondo il dissidente ed ex campione di scacchi russo Gary Kasparov.

Non solo. L’inchiesta Bbc ha spiegato come il Cremlino fomenti tensioni sociali e rivolte razziali nel Regno Unito reclutando scagnozzi freelance per sabotaggi e attentati. Due estati fa pacchi legati a Mosca e destinati a voli cargo europei erano esplosi in Inghilterra, Germania e Polonia, sfiorando la strage. Ieri l’ex capo dell’MI6 Richard Moore è stato lapidario: “La Russia sta espandendo il campo di battaglia in Gran Bretagna con sabotaggi, incendi e cybercrimini perché sta soffrendo in Ucraina e vuole minare il sostegno all’estero”.

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