Enormi colonne di fumo denso che si sollevano sulla città, raffiche di mitragliatrici e piccoli velivoli che planano tra i grattacieli e i missili lanciati per abbatterli. «L’ha mancato! Continua a volare!», si sente gridare una voce spaventata, tra le imprecazioni. «La contraerea funziona di merda», sbotta un altro residente. Sono le immagini diffuse online dell’ultimo attacco di droni contro Mosca, ormai simbolo di una fase della guerra che sembra aver raggiunto il cuore del Paese.
Quasi duecento droni ieri mattina hanno preso di mira la capitale, ha riferito il sindaco Sobyanin, forse un record dall’inizio del conflitto. Alcuni hanno superato la contraerea raggiungendo la raffineria di Kapotnya, appartenente a Gazprom Neft e colpita per la seconda volta in una settimana. Diversi video mostrano incendi all’interno dell’impianto, situato nel sud-est della città, e una potente esplosione che fa saltare in aria il tetto di uno dei serbatoi.
Enormi colonne di fumo denso che si sollevano sulla città, raffiche di mitragliatrici e piccoli velivoli che planano tra i grattacieli e i missili lanciati per abbatterli. «L’ha mancato! Continua a volare!», si sente gridare una voce spaventata, tra le imprecazioni. «La contraerea funziona di merda», sbotta un altro residente. Sono le immagini diffuse online dell’ultimo attacco di droni contro Mosca, ormai simbolo di una fase della guerra che sembra aver raggiunto il cuore del Paese.
Quasi duecento droni ieri mattina hanno preso di mira la capitale, ha riferito il sindaco Sobyanin, forse un record dall’inizio del conflitto. Alcuni hanno superato la contraerea raggiungendo la raffineria di Kapotnya, appartenente a Gazprom Neft e colpita per la seconda volta in una settimana. Diversi video mostrano incendi all’interno dell’impianto, situato nel sud-est della città, e una potente esplosione che fa saltare in aria il tetto di uno dei serbatoi.
Nel pomeriggio Sobyanin ha dichiarato che l’incendio era stato «in gran parte contenuto». La raffineria, che copre circa il 40% del fabbisogno di benzina di Mosca e della regione circostante, aveva già sospeso le attività dopo il primo attacco della settimana, secondo Reuters. A causa del raid di ieri, gli aeroporti della capitale hanno sospeso le operazioni per diverse ore, con decine di voli cancellati. A Sheremetyevo, per la prima volta dall’inizio della guerra, i passeggeri a bordo degli aerei sono stati evacuati e trasferiti nei rifugi di sicurezza. I droni hanno colpito anche altre località della regione, dove diversi edifici civili sono stati danneggiati e almeno diciassette persone, tra cui alcuni bambini, sono rimaste ferite, secondo i dati ufficiali.
Come riporta il sito di notizie Meduza, i residenti si lamentano dell’assenza di un adeguato sistema di allarme antiaereo. «Nessun sms, nessuna sirena. Tutte le informazioni si trovano nelle chat locali: lì ce ne sono molte più che in tv», ha detto un residente. Sembrano esserci conseguenze anche sul piano ambientale: nelle zone vicine alla raffineria alcuni cittadini hanno segnalato residui scuri dopo la pioggia, mentre le autorità hanno parlato di semplice fuliggine e assicurato che i livelli di inquinamento restano entro i limiti di sicurezza. I droni ucraini hanno attaccato anche la regione di Rostov, nel sud della Russia, dove le autorità locali hanno riferito di un morto e diversi feriti. Anche lì sarebbe stato colpito un deposito petrolifero, secondo il canale Osint Astra.
Come di consueto, gli attacchi di ieri sono stati rivendicati dal presidente ucraino Zelensky, che li ha definiti «una giusta risposta» ai recenti bombardamenti russi, in particolare al raid su Kiev di lunedì che ha ucciso cinque persone e causato un incendio nella storica Lavra delle Grotte. Anche ieri notte le forze russe hanno bombardato Kiev. «Se l’Ucraina brucerà, brucerà anche la vostra Mosca», ha dichiarato Zelensky, accusando nuovamente Putin di non voler porre fine alla guerra.
Il leader russo, impegnato nel summit Russia-Asean a Kazan, non ha commentato l’attacco sulla capitale. Al suo posto è intervenuto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha ribadito che la Russia continuerà a colpire regolarmente obiettivi in Ucraina. L’attacco «non avvicina» un possibile incontro tra Putin e Zelensky, ha aggiunto il consigliere del presidente, Yuri Ushakov. Mentre i tg nazionali hanno menzionato l’accaduto solo di sfuggita, sui social si sono scatenati i “blogger Z”, alcuni dei quali si sono scagliati contro i moscoviti che hanno filmato e diffuso online le immagini dell’attacco. «Anche pochi giorni fa degli idioti filmavano e pubblicavano video. Il nemico ha visto tutto, ha valutato la situazione e ha corretto il successivo attacco», ha scritto il blogger e giornalista Andrey Medvedev. «Questo è alto tradimento».