✕

"Così noi scarafaggi sfidiamo il potere in India”

Ascolta l'audio

Parla Saurav Das, 26 anni, numero due del Cockroach Janta Party, la formazione che raccoglie il malcontento giovanile puntando sui social e l’ironia e ha già raccolto 22 milioni di di simpatizzanti. Lettera aperta a Modi e proteste nelle piazze
3 minuti di lettura

Il rumore degli scarafaggi in India è difficile da ignorare. A Jantar Mantar, nei pressi dell’osservatorio di Nuova Delhi, sbattono i cucchiai sul thali di acciaio, il tipico vassoio indiano, e con le maschere di blatte sul volto chiedono le dimissioni del ministro dell’Educazione, Dharmendra Pradhan, dopo lo scandalo delle irregolarità negli esami di accesso all’università e misure contro la disoccupazione giovanile. “Sono 15 giorni che portiamo avanti le nostre proteste e continueremo a farlo finché non verremo ascoltati e visti da un governo ormai sordo e cieco”, racconta a Repubblica Saurav Das, 26 anni, numero due del movimento che in India sta raccogliendo il malcontento della Generazione Z. Dal centro dell’industria tecnologica del sud del Paese, Bangalore, fino alla “Città Rosa” di Jaipur, nel nord dell’India.

(reuters)

Gli “scarafaggi” del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito popolare deg…

Il rumore degli scarafaggi in India è difficile da ignorare. A Jantar Mantar, nei pressi dell’osservatorio di Nuova Delhi, sbattono i cucchiai sul thali di acciaio, il tipico vassoio indiano, e con le maschere di blatte sul volto chiedono le dimissioni del ministro dell’Educazione, Dharmendra Pradhan, dopo lo scandalo delle irregolarità negli esami di accesso all’università e misure contro la disoccupazione giovanile. “Sono 15 giorni che portiamo avanti le nostre proteste e continueremo a farlo finché non verremo ascoltati e visti da un governo ormai sordo e cieco”, racconta a Repubblica Saurav Das, 26 anni, numero due del movimento che in India sta raccogliendo il malcontento della Generazione Z. Dal centro dell’industria tecnologica del sud del Paese, Bangalore, fino alla “Città Rosa” di Jaipur, nel nord dell’India.

(reuters)

Gli “scarafaggi” del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito popolare degli scarafaggi”, nell’ultima settimana hanno invaso il Paese fino ad arrivare oggi nella capitale. Secondo gli organizzatori, studenti, genitori e cittadini provenienti da diverse regioni dell’India si sono uniti alle mobilitazioni. Nel mirino c’è un governo accusato di ignorare il malcontento di una generazione sempre più frustrata. “Questo governo è diventato arrogante e sembra essersi dimenticato che è stato eletto dalle persone - continua il portavoce del movimento - Finora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. Sono rimasti sordi a ogni forma di protesta”.

La frustrazione per la disoccupazione giovanile

La frustrazione legata alla fuga di domande e tentativi di frode negli esami di accesso all’università di maggio si è presto trasformata in una protesta più ampia contro il sistema educativo indiano e le scarse possibilità lavorative. “Molti giovani provengono da famiglie povere e vedono negli studi e negli esami l’unica possibilità di migliorare la propria condizione”, spiega Saurav. I giovani indiani, circa un quarto della popolazione, si trovano a fare i conti con una crescente disoccupazione, l’aumento della disuguaglianza sociale e la polarizzazione religiosa alimentata dal partito nazionalista indù del premier Narendra Modi.

Negli ultimi anni una quota consistente della crescita economica dell’India si è concentrata nelle mani del 10% più ricco della popolazione, che oggi percepisce circa il 60% del reddito nazionale e detiene quasi due terzi della ricchezza del Paese. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro fatica ad assorbire i giovani qualificati: circa il 40% dei laureati sotto i 25 anni è disoccupato. “Le cose dovrebbero migliorare anno dopo anno, invece negli ultimi tempi sono peggiorate”, sostiene Saurav. “L’inflazione è alta, la disoccupazione giovanile cresce e manca trasparenza. Il governo non è più davvero responsabile nei confronti dei cittadini e anche il sistema giudiziario non funziona come dovrebbe. C’è bisogno di un cambiamento”.

I giovani disoccupati come “scarafaggi”.

A maggio, il presidente della Corte suprema indiana, Surya Kant, aveva paragonato i giovani disoccupati che si avvicinano al giornalismo e all’attivismo a degli scarafaggi. Il commento sugli “scarafaggi” era rivolto proprio a Saurav Das, per il suo lavoro giornalistico su temi legati alla giustizia. “Tutti sapevano che stavo lavorando su di lui. Abhijeet Dipk, fondatore del Cjp mi ha girato il suo commento e da lì abbiamo iniziato a parlare. “Ho sentito che era mio dovere fare qualcosa: come cittadino dovevo reagire”, ricorda Saurav che prima di occuparsi a tempo pieno del movimento lavorava come giornalista d’inchiesta. “E’ se tutti gli scarafaggi si unissero”, si sono chiesti i due ragazzi e così, pochi giorni dopo, il 16 maggio, è nato il Cockroach Janta Party (Cjp), una parodia del Bharatiya Janata Party (Bjp) di Modi. “La voce dei giovani in burnout e di tutti coloro che il sistema ha smesso di contare. Zero sponsor, cinque rivendicazioni, infinita pazienza”, si legge sul sito del movimento.

Il Cjp non è un partito politico formale, ed è ancora troppo presto per pensare che possa diventarlo secondo Saurav, ma un movimento nato online e costruito sulla satira politica. Tra i criteri ironici di adesione figurano l’essere disoccupati, passare molto tempo online e possedere “la capacità di inveire in modo professionale”. In soli quattro giorni il profilo Instagram del movimento ha raggiunto oltre 10 milioni di follower, oggi ne conta più di 22 superando l’account ufficiale del Bjp. La crescita del Cjp ha spinto il governo ad agire per far bloccare gli account sui social degli scarafaggi, come è avvenuto per il primo profilo creato su X. “Sapevamo che ci sarebbero stati rischi. Abbiamo ricevuto minacce e mi è stato detto che esistono già piani per colpirci. Ma abbiamo deciso che non ci tireremo indietro. Si può mettere a tacere qualcuno per un po’, ma non si può cancellare la verità”, Saurav non ha paura ed è determinato ad andare avanti fino a quando il ministro dell’Educazione non annuncerà le sue dimissioni.

La lettera a Modi

Venerdì, Dipke ha scritto una lettera aperta a Modi chiedendo di agire per il bene dei più giovani. “Nelle ultime settimane, abbiamo tragicamente perso 11 giovani studenti ”, ha scritto Dipke. Nelle ultime settimane, dopo l'annullamento e la ripetizione degli esami a causa dello scandalo delle fughe di domande, diversi media indiani hanno riportato nuovi casi di suicidio tra candidati travolti dall'incertezza e dalla necessità di sostenere nuovamente l'esame. “Tutto ciò che noi studenti desideriamo è che qualcuno si assuma la responsabilità di questa perdita di vite umane”, continua la lettera. È questo il cuore della protesta: la convinzione che, quando il sistema educativo perde credibilità, siano i giovani a pagarne il prezzo più alto. “Quando il sistema tradisce, i giovani vengono privati del loro futuro. Per noi lo scarafaggio è un simbolo di speranza: significa prendere nelle nostre mani la responsabilità del futuro e chiedere un Paese migliore”, conclude Saurav, prima di unirsi di nuovo al fragore di piatti e cucchiai che accompagna la manifestazione.

Leggi i commenti