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Vic, la first lady riluttante che consiglia Starmer sul dilemma delle dimissioni

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Il capo del governo britannico con la moglie e i fedelissimi per decidere se cedere alle pressioni per l’addio dopo la vittoria a Makerfield di Andy Burnham
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LONDRA - Il 22 novembre 1990, Margaret Thatcher decise di dimettersi da prima ministra, dopo tante resistenze, solo perché la convinse il fidatissimo marito e consigliere Denis, preoccupato anche delle declinanti condizioni di salute della moglie: “Maggie, time’s up”. È finita. Ora lo stesso potrebbe accadere per Sir Keir Starmer. Perché l’attuale premier britannico è rinchiuso in un bunker politico da stamattina, le pressioni affinché si dimetta sono crescenti dopo la vittoria a Makerfield del suo ambiziosissimo sfidante Andy Burnham e dunque Starmer si è ritirato con la famiglia e gli amici più stretti per decidere il suo destino: lasciare Downing Street? Oppure no? L’ultima parola, forse, l'avrà la sua amata, fidata e misteriosa consorte, Victoria Alexander, alias “Lady Starmer”.

Perché fu Victoria, come confermano più fonti, a convincere Keir a non dimettersi da leader del Labour nel 2021, allora all'opposizione, dopo la madornale sberla della sconfitta alle elezioni suppletive di…

LONDRA - Il 22 novembre 1990, Margaret Thatcher decise di dimettersi da prima ministra, dopo tante resistenze, solo perché la convinse il fidatissimo marito e consigliere Denis, preoccupato anche delle declinanti condizioni di salute della moglie: “Maggie, time’s up”. È finita. Ora lo stesso potrebbe accadere per Sir Keir Starmer. Perché l’attuale premier britannico è rinchiuso in un bunker politico da stamattina, le pressioni affinché si dimetta sono crescenti dopo la vittoria a Makerfield del suo ambiziosissimo sfidante Andy Burnham e dunque Starmer si è ritirato con la famiglia e gli amici più stretti per decidere il suo destino: lasciare Downing Street? Oppure no? L’ultima parola, forse, l'avrà la sua amata, fidata e misteriosa consorte, Victoria Alexander, alias “Lady Starmer”.

Perché fu Victoria, come confermano più fonti, a convincere Keir a non dimettersi da leader del Labour nel 2021, allora all'opposizione, dopo la madornale sberla della sconfitta alle elezioni suppletive di Hartlepool, uno storico feudo laburista e operaio dove trionfarono i conservatori e Boris Johnson, allora sulla cresta dell’onda. Allora, in cuor suo Starmer aveva deciso di mollare, ma alla fine Victoria lo convinse a non farlo: “Keir, non è il momento. Devi continuare a lottare”. Ebbe ragione. Di lì a poco, Johnson sarebbe clamorosamente caduto, e in maniera rovinosa dopo lo scandalo Partygate nell’era Covid, spianando così la strada a Starmer verso il Numero 10 di Downing Street. Dove Sir Keir si è insediato due anni fa, dopo un eccezionale trionfo elettorale. Chi lo avrebbe mai detto?

Ora invece, come Johnson, è Starmer sull’orlo delle dimissioni. L’ex sindaco di Manchester e “re del Nord” Burnham ha stravinto in un feudo operaio e brexiter come Makerfield. Dunque, potrà tornare in Parlamento a Westminster e lanciare la sfida finale a Starmer, visto anche l’enorme sostegno che sta conquistando tra i deputati laburisti e anche qualche ministro pesante del governo. Burnham vuole evitare le primarie e uno scontro campale per la leadership. Perciò sta provando a convincere Keir, a picco nei sondaggi, a lasciare “con onore”, ed evitare così l’umiliazione della sconfitta anche per mano degli iscritti al Labour.

Ma Starmer non vuole mollare: “Se ci sarà uno scontro per la leadership, io correrò, al 100%”, ha detto ieri pubblicamente. Dietro le quinte, però, la sua determinazione è più sfumata. Anche lui ha capito di esser arrivato probabilmente al capolinea. Ma allo stesso tempo Sir Keir è un incorreggibile cocciuto e crede di essere ancora l’uomo giusto per il Labour e salvare il Regno dall’avanzata di Nigel Farage. Un dilemma amletico, al quale Starmer darà risposta nelle prossime ore, soltanto dopo aver chiesto consiglio a sua moglie “Vic”, come la chiama lui.

Victoria Starmer non ha mai parlato in pubblico, se non in alcune, rapidissime dichiarazioni di circostanza. “E mai rilascerà un’intervista ai giornali", aveva assicurato il marito in campagna elettorale due anni fa. Di lei non si conosce nemmeno la vera età. La coppia ha due figli i cui nomi non sono stati resi noti. La donna, ex legale come il marito, molto amica di Amal e George Clooney e oggi manager della Sanità pubblica britannica Nhs, è devota alla privacy sua e della famiglia. Vic tiene moltissimo al marito e quelle poche volte che è apparsa con lui lo ha fatto sempre mostrando affetto verso Keir, con il sorriso contagioso e in forma smagliante.

Ma chi è Victoria Starmer? Famiglia affluente, figlia di Bernard ragioniere di famiglia ebraica di origine polacca e Barbara dottoressa, cresciuta nella ricca Gospel Oak a Londra, iscritta al Labour dal 1997 quando divenne giovanissima volontaria per Blair, dovrebbe avere dieci anni in meno del 63enne marito, ma di ciò non c’è certezza. Studi legali come Keir, si conoscono quando lavorano insieme per un processo e lui, avvocato perfezionista, la tempesta di chiamate: “Ma sei sicura che è così? Hai fatto tutto?”. Al punto che l’esasperata Vic si sfoga con i colleghi: “Ma chi caz.. si crede di essere questo?”.

Poi, però, una cena di lavoro. Starmer, dopo varie amanti, la invita al pub Lord Stanley, a Camden. I due si fidanzano, Keir le chiede la mano in vacanza in Grecia e poi ordina una bottiglia di pinot grigio. Si sposano 19 anni fa a Fennes, nell’inglese Essex, hanno due figli (un maschio e una femmina) di cui difendono strenuamente la privacy. Vic, ebrea e vegetariana come la prole, è una figura cruciale anche per la grande simbiosi dell’ateo (e pescetariano) Keir con la comunità ebraica, almeno fino alla guerra di Gaza. Tutti insieme cenano e pregano il venerdì sera con famiglia e amici, da tradizione Shabbat. Lui la accompagna ogni settimana in sinagoga insieme ai figli.

Tutti i suoi amici assicurano che Victoria sia una donna simpatica, umile, modesta, stakanovista, per qualcuno “straordinaria", che vuole semplicemente condurre una vita normale. Difatti, ancora oggi, ogni tanto si concede un gin & tonic al pub preferito da lei e Keir a Kentish Town, il “Pineapple”. Visto che suo marito è stato nominato “Sir” per il suo lavoro da ex procuratore generale della Corona, lei è diventata automaticamente “Lady” Starmer, secondo tradizione britannica. Ma alla “First Lady” (improprio prestito dall’americano) questo appellativo non piace.

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