Trump-Meloni, Zampolli a Repubblica: “Il messaggio di oggi non si può fraintendere, è una rottura”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - "Il presidente si è espresso, il messaggio che ha pubblicato sul social è ora la linea ufficiale dell’amministrazione degli Stati Uniti". Paolo Zampolli, amico personale di Donald Trump da oltre trent’anni e oggi inviato speciale del governo americano per le Global Partnership, ha appena letto il commento del capo della Casa Bianca sul rapporto con la premier italiana Meloni, e spiega: "Non siamo più al livello di una conversazione con un giornalista che può essere fraintesa o meno. Questa è la linea ufficiale e al momento documenta una chiara rottura".
Cosa è successo e cosa ha determinato questa escalation?
"Basta leggere il messaggio, è molto chiaro. Il presidente si aspettava l’aiuto dell’Italia durante le operazioni in Iran, ma non lo ha ricevuto. Ha fatto molto per il paese e aveva dato una chiara investitura politica alla premier Meloni, su varie questioni, senza poi ricevere sostegno su una iniziativa di grande importanza".
Durante gli incontri al G7 appena concluso…
New York - "Il presidente si è espresso, il messaggio che ha pubblicato sul social è ora la linea ufficiale dell’amministrazione degli Stati Uniti". Paolo Zampolli, amico personale di Donald Trump da oltre trent’anni e oggi inviato speciale del governo americano per le Global Partnership, ha appena letto il commento del capo della Casa Bianca sul rapporto con la premier italiana Meloni, e spiega: "Non siamo più al livello di una conversazione con un giornalista che può essere fraintesa o meno. Questa è la linea ufficiale e al momento documenta una chiara rottura".
Cosa è successo e cosa ha determinato questa escalation?
"Basta leggere il messaggio, è molto chiaro. Il presidente si aspettava l’aiuto dell’Italia durante le operazioni in Iran, ma non lo ha ricevuto. Ha fatto molto per il paese e aveva dato una chiara investitura politica alla premier Meloni, su varie questioni, senza poi ricevere sostegno su una iniziativa di grande importanza".
Durante gli incontri al G7 appena concluso in Francia ha detto che si è sentito abbandonato dagli alleati. Ci sono anche motivazioni personali dietro a questa sua scelta?
"Dal punto di vista pratico quanto è successo è chiaro, perché lo stesso presidente scrive della sua delusione per il mancato appoggio nelle operazioni relative all’Iran. E’ una questione politica, come si capisce anche dai commenti che fa sulla situazione elettorale e l’interesse della premier a rilanciare il rapporto ora che la guerra è finita, a causa delle sue difficoltà interne. Queste sono cose che ha scritto, non speculazioni mie".
Lei però lo conosce bene anche sul piano personale, non ritiene che questo aspetto abbia avuto un impatto sul rapporto tra lui e Meloni?
"La mia amicizia con lui dura da oltre trent’anni ed è chiaro che la lealtà è "king", è la cosa più importante a cui tiene di più. Io non ero presente alle conversazioni fra Trump e Meloni e quindi non posso esprimermi su aspetti del loro rapporto di cui non ho una conoscenza diretta. So però il peso che lui attribuisce all’amicizia e alla lealtà, che in genere hanno un impatto significativo sulle sue relazioni anche dal punto di vista personale. Che il presidente avesse dato un’investitura politica a Meloni è chiaro, basta guardare le dichiarazioni pubbliche che aveva fatto in suo sostegno. Evidentemente quanto è accaduto con la premier non ha corrisposto alle sue aspettative".
Almeno a giudicare dal tono del messaggio, questa sembra una rottura definitiva.
"Il messaggio è pubblico, lo avete letto tutti, il contenuto è chiaro. Fino a quando si era trattato di rapide conversazioni giornalistiche potevamo pensare che ci fosse stato qualche fraintendimento, oppure che si trattasse di una reazione dettata dall’umore del momento. Ora però siamo di fronte ad un messaggio pensato e scritto, che ovviamente rappresenta la linea dell’intera amministrazione".
In fondo Trump ha bombardato l’Iran, provocando la morte della guida suprema Khamenei, ma ora ha appena firmato un accordo con il figlio. Il suo pragmatismo non potrebbe aprire comunque la porta ad una ricostruzione del rapporto?
"Fino a ieri pensavo che si potesse risolvere la questione con qualche gesto, ad esempio se il ministro degli Esteri Tajani fosse venuto a Miami per il forum previsto sull’economia e avesse avuto una conversazione con il segretario di Stato Rubio. Si poteva anche pensare di invitare la Premier sul campo da golf con il presidente, per favorire un chiarimento più informale. Ora la situazione è cambiata. L’unico suggerimento che mi sento di dare è quello di guardare agli altri leader con cui il rapporto non si è incrinato, come ad esempio il presidente rumeno con cui ho lavorato io stesso, per capire come agire allo scopo di risalire da questa situazione difficile".