Zelensky restituisce l’onoreficenza alla Polonia. Budanov: “Nemmeno a Mussolini era stata ritirata”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniA Leopoli e nell’ovest dell’Ucraina non accade di rado di imbattersi nell’effigie inconfondibile di Stepan Bandera, collaborazionista nazista e capo politico degli indipendentisti fascisti ucraini durante la Seconda guerra mondiale. L’Upa, l’esercito insurrezionalista ucraino che ne rappresentò l’ala militare, aveva accolto i nazisti come liberatori salvo poi ribellarsi contro di loro quando ne capì l’intento imperialista, combatté contro l’Armata rossa ma si macchiò anche della persecuzione degli ebrei e del massacro di oltre centomila polacchi in Volinia e Galizia.
Non meraviglia, dunque, che la Polonia abbia vissuto male la mossa di Volodymyr Zelensky di intitolare a fine maggio un’unità dell’esercito ucraino in onore dell’Upa. Il capo di gabinetto del presidente ucraino, Kyrylo Budanov, ha cercato di placare gli animi parlando con diplomatici e rappresentanti del governo polacchi, rifiutando però la richiesta di Varsavia di cancellare la decisione. I combattenti dell’Upa sono cons…
A Leopoli e nell’ovest dell’Ucraina non accade di rado di imbattersi nell’effigie inconfondibile di Stepan Bandera, collaborazionista nazista e capo politico degli indipendentisti fascisti ucraini durante la Seconda guerra mondiale. L’Upa, l’esercito insurrezionalista ucraino che ne rappresentò l’ala militare, aveva accolto i nazisti come liberatori salvo poi ribellarsi contro di loro quando ne capì l’intento imperialista, combatté contro l’Armata rossa ma si macchiò anche della persecuzione degli ebrei e del massacro di oltre centomila polacchi in Volinia e Galizia.
Non meraviglia, dunque, che la Polonia abbia vissuto male la mossa di Volodymyr Zelensky di intitolare a fine maggio un’unità dell’esercito ucraino in onore dell’Upa. Il capo di gabinetto del presidente ucraino, Kyrylo Budanov, ha cercato di placare gli animi parlando con diplomatici e rappresentanti del governo polacchi, rifiutando però la richiesta di Varsavia di cancellare la decisione. I combattenti dell’Upa sono considerati partigiani antisovietici in Ucraina, assassini filonazisti in Polonia. "Sono convinto che questo gesto del presidente della Polonia non abbia nulla a che fare con la giustizia o altro”, ha detto Budanov, “dopotutto, di che giustizia possiamo parlare se, ad esempio, il dittatore fascista italiano e complice di Hitler Benito Mussolini non è ancora stato privato dell'Ordine dell'Aquila Bianca?".
Il presidente sovranista Karol Nawrocki, che aveva assunto toni anti-ucraini anche nella sua campagna elettorale dell’anno scorso, ha deciso quindi di ritirare all’Ucraina la più alta onorificenza polacca, l’Ordine dell’Aquila bianca. Kiev ha reagito definendo il gesto una “mancanza di rispetto” e un “errore strategico”. E il premier polacco centrista, Donald Tusk, ha invitato il capo dello Stato a calmare gli animi piuttosto che aumentare le tensioni.
Ma Zelensky si muove su un crinale pericoloso: la Polonia è sempre stata tra i più convinti sostenitori dell’Ucraina. E a fine giugno è prevista una conferenza per la ricostruzione con l’Ue e il G7 organizzata da Kiev e Varsavia. Per ił quotidiano Rzeczpospolita rischia di trasformarsi in un appuntamento difficile: la Polonia non può accettare la glorificazione dell’Upa, ma non può neanche mollare il ruolo che si è ritagliata in questi anni di guerra in Ucraina: quello di bastione a Est della sicurezza europea e della Nato e alleato di ferro di Kiev.