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Sale la tensione tra Ucraina e Bielorussia: dopo l’ultimatum di Zelensky, Putin incontra Lukashenko

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Il presidente ucraino aveva chiesto a Minsk di rimuovere entro una settimana i ponti radio usati dai droni russi per colpire Kiev
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La tensione sul confine tra Ucraina e Bielorussia continua a salire e aumenta i timori di escalation. Ieri Mosca ha preso posizione nella crisi, annunciando un colloquio tra Putin e Lukashenko per valutare gli sviluppi. Il nuovo scontro nasce dall’ultimatum lanciato venerdì scorso dal presidente Zelensky, che ha chiesto a Minsk di rimuovere entro una settimana i ponti radio usati dai droni russi per bombardare Kiev e di cessare la raffinazione di petrolio destinato agli invasori: “Altrimenti lo faremo noi”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha parlato di “una minaccia aggressiva alla sovranità della Bielorussia”: “Sono convinto che Minsk sia pienamente in grado di difendersi”.

Il comandante in capo delle forze ucraine, il generale Syrsky, da settimane diffonde l’allarme su una possibile offensiva russa da nord, lungo le stesse direttrici dell’attacco scagliato nella primavera 2022, con l’obiettivo di creare un secondo fronte e dare così soccorso alle brigate di Mosca in d…

La tensione sul confine tra Ucraina e Bielorussia continua a salire e aumenta i timori di escalation. Ieri Mosca ha preso posizione nella crisi, annunciando un colloquio tra Putin e Lukashenko per valutare gli sviluppi. Il nuovo scontro nasce dall’ultimatum lanciato venerdì scorso dal presidente Zelensky, che ha chiesto a Minsk di rimuovere entro una settimana i ponti radio usati dai droni russi per bombardare Kiev e di cessare la raffinazione di petrolio destinato agli invasori: “Altrimenti lo faremo noi”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha parlato di “una minaccia aggressiva alla sovranità della Bielorussia”: “Sono convinto che Minsk sia pienamente in grado di difendersi”.

Il comandante in capo delle forze ucraine, il generale Syrsky, da settimane diffonde l’allarme su una possibile offensiva russa da nord, lungo le stesse direttrici dell’attacco scagliato nella primavera 2022, con l’obiettivo di creare un secondo fronte e dare così soccorso alle brigate di Mosca in difficoltà nelle regioni meridionali. Lì l’ultima generazione di droni introdotta da Kiev – gli Hornet pilotati dall’intelligenza artificiale – sta decimando le colonne di rifornimenti in marcia verso la prima linea. In Bielorussia invece i collegamenti sono sicuri e un assalto metterebbe alla prova l’esercito ucraino, a corto di soldati.

Attualmente però i satelliti non hanno individuato movimenti di truppe o raggruppamenti di mezzi corazzati, anche se in passato Mosca ha dimostrato di sapere trasferire rapidamente grandi unità grazie alle ferrovie. L’opposizione bielorussa in esilio ieri ha corroborato le preoccupazioni di Kiev con un dossier. Sostiene che Lukashenko si prepari a entrare in guerra al fianco di Putin: dal 2022 il numero di militari volontari è aumentato di una volta e mezzo; i 289 mila riservisti subiscono mobilitazioni con frequenza straordinaria; armi nucleari tattiche russe sono state schierate in Bielorussia per venire usate dai reparti locali in caso di conflitto.

Alcuni analisti leggono nell’ultimatum di Zelensky un’iniziativa politica per contrastare l’apertura della Casa Bianca verso Lukashenko: gli Usa stanno riducendo le sanzioni e incentivando i commerci. Una strategia che punta a dividere Minsk da Mosca ma che secondo Kiev si trasforma in un vantaggio per Putin, perché amplia la capacità di sfruttare l’alleato per potenziare la sua macchina bellica: in particolare le raffinerie di Mozyr e Novopolotsk starebbero lavorando al massimo ritmo per compensare quelle russe bersagliate dai raid ucraini.

Ed ecco che la questione delle antenne per orientare la rotta dei droni killer, rese necessarie dopo l’interruzione delle connessioni satellitari Starlink decisa a gennaio dalla compagnia di Elon Musk, ha offerto a Zelensky il pretesto perfetto per stigmatizzare l’attività bielorussa. Lukashenko dall’estate 2022 ha evitato di lasciarsi trascinare nel conflitto ma ha migliorato la preparazione delle sue truppe, grazie anche all’arrivo dei reduci della Wagner. La sua autonomia dal Cremlino però è molto limitata e questo potrebbe compromettere la situazione sulla frontiera ucraina.

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