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Putin accusa i leader europei: “Si preparano alla guerra”

Secondo Mosca, la mediazione è fallita e i negoziati devono essere fatti sulla base di “Istanbul 2022 e di Anchorage”
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La Russia «è pronta a negoziati di pace con l’Ucraina sulla base di Istanbul 2022, di Anchorage e soprattutto della situazione maturata sul terreno», dice Putin. Dopo 54 mesi di guerra e gli estenuanti tentativi falliti di arrivare a un accordo mediato da Trump, il presidente russo ripesca la famosa bozza di accordo discussa un mese dopo l’invasione, a marzo 2022. L’Ucraina, allora, aveva i carri russi alle porte di Kiev. Oggi la situazione al fronte resta difficile, e Putin già dà per imminente la caduta di Kostantynivka che è una delle ultime città fortezza del Donbass rimaste agli ucraini; ma la Russia è sotto tiro di droni e missili di Kiev, e l’avanzata di Mosca è lenta e costosa sotto il profilo umano, economico e anche politico.

La bozza di accordo di Istanbul pretendeva da Kiev la neutralità permanente, e rinviava a negoziati futuri lo status di Donbass e Crimea. La formula di Anchorage del 2025 con la stretta di mano tra Trump e Putin, secondo Mosca aggiungeva la consegna ai …

La Russia «è pronta a negoziati di pace con l’Ucraina sulla base di Istanbul 2022, di Anchorage e soprattutto della situazione maturata sul terreno», dice Putin. Dopo 54 mesi di guerra e gli estenuanti tentativi falliti di arrivare a un accordo mediato da Trump, il presidente russo ripesca la famosa bozza di accordo discussa un mese dopo l’invasione, a marzo 2022. L’Ucraina, allora, aveva i carri russi alle porte di Kiev. Oggi la situazione al fronte resta difficile, e Putin già dà per imminente la caduta di Kostantynivka che è una delle ultime città fortezza del Donbass rimaste agli ucraini; ma la Russia è sotto tiro di droni e missili di Kiev, e l’avanzata di Mosca è lenta e costosa sotto il profilo umano, economico e anche politico.

La bozza di accordo di Istanbul pretendeva da Kiev la neutralità permanente, e rinviava a negoziati futuri lo status di Donbass e Crimea. La formula di Anchorage del 2025 con la stretta di mano tra Trump e Putin, secondo Mosca aggiungeva la consegna ai russi della parte non ancora conquistata del Donbass, e il suo riconoscimento immediato. «Aderiamo ai principi che ho delineato anni fa in un discorso al ministero degli Esteri», dice poi Putin e stavolta si riferisce alla pretesa che per la pace Kiev rinunci formalmente alla Nato, alla Crimea e alle regioni rivendicate da Mosca: il Donbass e quelle di Zaporizhzhia e Kherson.

Ma Mosca lancia altri messaggi all’Occidente. «Se prima si limitava a sostenere Kiev - dice Putin - ora afferma apertamente che si prepara a una guerra contro di noi, aumentando i budget militari. E per giustificare le spese e la radicale militarizzazione, i leader dei Paesi Nato e Ue fanno false dichiarazioni sulla presunta minaccia militare russa». Se «non sono ancora arrivati al punto di lanciare alcun attacco dal loro territorio», dice, è perché «sanno che ci sarebbe una rappresaglia. Ecco perché stanno facendo tutto il possibile per evitare questa eventualità: ad esempio, quando i droni ucraini sorvolano i Paesi baltici non puntano il dito contro Mosca. Dicono che sono droni ucraini e c’è stato un errore, un malfunzionamento, la guerra elettronica o altro. Ma non sono ancora arrivati al punto di usare direttamente il loro territorio. Sebbene stiano costruendo fabbriche di armi e garantiscano un grande flusso di armi al fronte».

La fiducia in una mediazione efficace dell’Occidente è svanita, dice il ministro degli Esteri Lavrov giudicando «un vero pasticcio» la posizione negoziale europea. Ma punta il dito anche verso gli Usa, «allineati a rafforzare la pressione sanzionatoria. Non voglio nemmeno sospettare che l’Alaska, come le azioni europee, fosse stata progettata per guadagnare tempo per riarmare Kiev; ma è andata come è andata».

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