Nucleare, scontro tra Iran e Aiea. Grossi: “Le ispezioni si faranno”
di Gabriella ColarussoSe di Trump non si fidano, gli iraniani amano ancora meno Rafael Grossi, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che accusano di aver offerto una copertura politica alla prima guerra americana, nel 2025, con la mozione di censura che poneva l’accento sulle incongruenze del programma atomico di Teheran. Quando ieri Grossi ha detto che non bisogna dare troppo peso alle dichiarazioni politiche, e che le ispezioni nei siti nucleari iraniani ci saranno eccome, la reazione di Teheran è stata repentina e piccata: «Non c’è nessun programma per l’accesso agli impianti colpiti. Queste questioni verranno esaminate e risolte nell’ambito dell’accordo finale e in seguito a un’azione concreta per porre fine a tutte le sanzioni».
Il tira e molla sulle ispezioni va avanti da giorni, Trump ha interesse a vendere almeno un risultato del primo round negoziale - gli iraniani hanno «acconsentito» alle ispezioni, stanno facendo «grandi concessioni», «stiamo vincendo alla gran…
Se di Trump non si fidano, gli iraniani amano ancora meno Rafael Grossi, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che accusano di aver offerto una copertura politica alla prima guerra americana, nel 2025, con la mozione di censura che poneva l’accento sulle incongruenze del programma atomico di Teheran. Quando ieri Grossi ha detto che non bisogna dare troppo peso alle dichiarazioni politiche, e che le ispezioni nei siti nucleari iraniani ci saranno eccome, la reazione di Teheran è stata repentina e piccata: «Non c’è nessun programma per l’accesso agli impianti colpiti. Queste questioni verranno esaminate e risolte nell’ambito dell’accordo finale e in seguito a un’azione concreta per porre fine a tutte le sanzioni».
Il tira e molla sulle ispezioni va avanti da giorni, Trump ha interesse a vendere almeno un risultato del primo round negoziale - gli iraniani hanno «acconsentito» alle ispezioni, stanno facendo «grandi concessioni», «stiamo vincendo alla grande», ha ripetuto ancora ieri – mentre Teheran frena su tutto quello che riguarda il programma nucleare, di cui non vuole nemmeno parlare prima di aver ottenuto soldi cash e garanzie che le sanzioni verranno rimosse.
I team tecnici dei due Paesi si incontreranno di nuovo in Svizzera tra il 29 e il 30 giugno per il secondo round ma Lucerna non è l’unico binario su cui si muove un negoziato che è regionale e multinazionale.
Nella regione del Golfo è arrivato il segretario di Stato, Marco Rubio, per provare a rassicurare gli alleati americani rimasti scottati da un conflitto che non volevano e di cui hanno pagato il prezzo più alto. «Non faremo nulla che possa compromettere la sicurezza dei nostri alleati», ha promesso l’americano parlando ai giornalisti in Kuwait, seconda tappa del suo tour dopo lo stop negli Emirati. Rubio prova a rassicurare i partner mediorientali preoccupati soprattutto dal flusso di denaro che il Memorandum promette a Teheran, tra il fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e la rimozione delle sanzioni. Quei soldi potrebbero essere usati dai Pasdaran per riarmarsi e ricostituire la potenza missilistica e dronistica. Segnali ci sono già: Teheran sta cercando di riabilitare le sue forze aeree, e ha siglato un contratto con la Russia per acquistare elicotteri da trasporto mentre cerca di ottenere da Pechino i caccia Chengdu JB10.
L’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran ha lasciato fuori molte questioni sensibili per i Paesi del Golfo, inclusa la capacità missilistica balistica dell’Iran, e le monarchie ora vogliono ripensare le loro difese, anche diversificando le alleanze. L’Arabia Saudita, scrive l’Ap, starebbe preparando un vertice della riconciliazione tra l’Iran e gli stati Arabi del Golfo.