È Esmail Baghaei, di prima mattina, a dare fuoco alle polveri: la Nato è stata complice dell’«aggressione americano-israeliana» contro l’Iran, scrive il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e l’Italia e la Romania, insieme agli altri paesi che l’hanno sostenuta, «devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di atrocità di massa contro la popolazione iraniana». Risponde così alle parole improvvide del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che nel tentativo di compiacere Trump aveva parlato di migliaia di voli transitati dall’Europa durante la guerra e in particolare di 500 voli passati dalle basi americane in Italia per prendere parte all’operazione Epic Fury. Rutte si era spinto fino a dire che la Romania aveva persino ridotto il traffico commerciale «perché doveva utilizzare gli aeroporti per le infrastrutture di rifornimento in volo» durante il conflitto.
L’Italia ha un trattato segreto con gli americani che risale agli anni Ci…
È Esmail Baghaei, di prima mattina, a dare fuoco alle polveri: la Nato è stata complice dell’«aggressione americano-israeliana» contro l’Iran, scrive il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e l’Italia e la Romania, insieme agli altri paesi che l’hanno sostenuta, «devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di atrocità di massa contro la popolazione iraniana». Risponde così alle parole improvvide del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che nel tentativo di compiacere Trump aveva parlato di migliaia di voli transitati dall’Europa durante la guerra e in particolare di 500 voli passati dalle basi americane in Italia per prendere parte all’operazione Epic Fury. Rutte si era spinto fino a dire che la Romania aveva persino ridotto il traffico commerciale «perché doveva utilizzare gli aeroporti per le infrastrutture di rifornimento in volo» durante il conflitto.
L’Italia ha un trattato segreto con gli americani che risale agli anni Cinquanta e che regola l’uso delle basi. Le operazioni logistiche sono di routine, per usi di natura diversa serve l’autorizzazione del governo e in alcuni casi del Parlamento. Almeno una volta, durante il conflitto, Roma l’ha negata. Ma per l’Iran le parole di Rutte sono la prova inconfutabile di quello che i suoi alti funzionari denunciano da quattro mesi, ovvero una «guerra illegale» di cui la Nato «è stata complice attiva» con «una flagrante violazione delle norme del diritto internazionale».
Dopo l’uscita di Teheran, ieri Rutte durante una conferenza all’Atlantic Council ha precisato: «L’Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Usa, e nulla di più». Un chiarimento che arriva a valle anche di una telefonata distensiva, ieri, tra il ministro Tajani e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi — l’Italia «non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare» contro l’Iran, precisa — e Roma a prendere le distanze ma senza riuscire del tutto a placare le tensioni. In visita nel Golfo, il segretario di Stato Marco Rubio torna sul tema del presunto “tradimento” dell’Italia, o almeno di quello che Trump percepisce come tale. «Le nostre relazioni con l’Italia proseguono senza intoppi a tutti i livelli. Ovviamente Trump è molto deluso con l’Italia e altri Paesi» sull’Iran, dice, perché «ritiene che, in un momento in cui affrontavamo una minaccia che riguardava non solo noi ma l’intera Europa, molti Paesi europei non si sono dimostrati all’altezza della situazione e non hanno fatto abbastanza. Purtroppo l’Italia è tra questi». Rubio parla mentre è in visita in Bahrain, terza tappa di un tour nel Golfo che doveva servire a rassicurare gli alleati arabi che un accordo con Teheran non lascerà fuori i loro interessi, obiettivo riuscito solo in parte.
Le monarchie del Golfo restano preoccupate dagli sviluppi che potrebbe generare il Memorandum di intesa sull’Iran, se, come prevede il testo, a Teheran arriverà un fiume di denaro che i Pasdaran potrebbero usare per il riarmo. Dopo l’incontro con il segretario di Stato Usa, i ministri degli esteri del consiglio di cooperazione del Golfo hanno rilasciato una nota in cui chiedono che i negoziati affrontino anche due temi cruciali rimasti finora fuori dal tavolo, i proxies iraniani nella regione e il programma missilistico. Altrimenti, scrivono, sarà impossibile arrivare a una «pace duratura».