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Crimea, ancora raid ucraini. Mosca: stato di emergenza

(ansa)

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Gli attacchi di Kiev sulle infrastrutture che collegano la penisola provocano da settimane una crisi del carburante
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SAN PIETROBURGO – Dopo settimane di attacchi ucraini che hanno messo sotto pressione la logistica e le infrastrutture energetiche della Crimea, le autorità russe hanno dichiarato lo stato di emergenza nella penisola.

Il provvedimento, in vigore dalle 13 di ieri (ora locale), è stato annunciato dal governatore nominato da Mosca, Sergey Aksënov. Nel tentativo di rassicurare la popolazione, Aksënov ha spiegato che le nuove misure servono principalmente a «semplificare la gestione dei rapporti finanziari, monetari, creditizi e contrattuali», oltre che delle procedure di risarcimento dei danni. Ha poi precisato che il regime di emergenza non comporta restrizioni per i cittadini, come limitazioni agli spostamenti o l’introduzione del coprifuoco.

La misura è stata introdotta al culmine di un’intensa campagna di attacchi di droni ucraini, il cui obiettivo, come ha affermato Robert Brovdi, comandante delle Forze dei sistemi senza pilota di Kiev, è «isolare la Crimea», interrompendo tutte le pr…

SAN PIETROBURGO – Dopo settimane di attacchi ucraini che hanno messo sotto pressione la logistica e le infrastrutture energetiche della Crimea, le autorità russe hanno dichiarato lo stato di emergenza nella penisola.

Il provvedimento, in vigore dalle 13 di ieri (ora locale), è stato annunciato dal governatore nominato da Mosca, Sergey Aksënov. Nel tentativo di rassicurare la popolazione, Aksënov ha spiegato che le nuove misure servono principalmente a «semplificare la gestione dei rapporti finanziari, monetari, creditizi e contrattuali», oltre che delle procedure di risarcimento dei danni. Ha poi precisato che il regime di emergenza non comporta restrizioni per i cittadini, come limitazioni agli spostamenti o l’introduzione del coprifuoco.

La misura è stata introdotta al culmine di un’intensa campagna di attacchi di droni ucraini, il cui obiettivo, come ha affermato Robert Brovdi, comandante delle Forze dei sistemi senza pilota di Kiev, è «isolare la Crimea», interrompendo tutte le principali vie di comunicazione che la collegano alla Russia. I risultati sono già visibili.

Gli attacchi contro i collegamenti marittimi sullo stretto di Kerch e contro l’autostrada Novorossya, che attraversa i territori occupati dell’Ucraina meridionale, hanno aggravato i collegamenti con la penisola, provocando da settimane una grave carenza di carburante.

Per far fronte all’emergenza, le autorità locali hanno sospeso da domenica scorsa la vendita di benzina ai privati, riservandola esclusivamente ai servizi pubblici essenziali.

Ieri mattina, secondo una chat locale, quasi duemila automobili erano in coda al posto di controllo del ponte di Crimea: a quanto pare si trattava di residenti della penisola che cercavano di raggiungere la vicina regione russa di Krasnodar per fare rifornimento.

Ai problemi di carburante si sono aggiunte diffuse interruzioni dell’energia elettrica. Da giovedì è in vigore in tutta la penisola un «regime temporaneo di limitazione dell’approvvigionamento elettrico», introdotto poco dopo un attacco ucraino contro la principale sottostazione elettrica di Sebastopoli. I blackout avrebbero provocato anche difficoltà nella fornitura di acqua potabile.

La crisi sta inoltre colpendo il settore turistico, uno dei principali dell’economia locale. Secondo il quotidiano russo Kommersant, le prenotazioni per luglio e agosto sono diminuite del 30% rispetto allo scorso anno, mentre i campi estivi per bambini sono stati cancellati.

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