Guerra in Iran, le news. Media: “Ok Iran-Usa a stop raid. Martedì incontro su Hormuz”

Guerra in Iran, le news. Media: “Ok Iran-Usa a stop raid. Martedì incontro su Hormuz”
L’Idf fa esplodere mega sito sotterraneo di Hezbollah nel sud del Libano. Trump: “Teheran ha violato cessate il fuoco”. E gli Usa rispondono. Araghchi: “Hormuz sotto il nostro controllo esclusivo per i prossimi 30 giorni”
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Stati Uniti e Iran hanno concordato di smettere di attaccarsi a vicenda e si vedranno martedì da Doha per discutere dello stretto di Hormuz. Lo ha riferito Axios citando una fonte Usa. "Abbiamo deciso di fermare tutta l'attività cinetica", ha spiegato un alto funzionario americano, usando il termine dell'esercito per gli attacchi.

Intanto l’Idf informa che "con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), è stata distrutta l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura

Media: “Ok Iran-Usa a stop raid. Martedì incontro su Hormuz”

Stati Uniti e Iran hanno concordato di smettere di attaccarsi a vicenda e si vedranno martedì da Doha per discutere dello stretto di Hormuz. Lo ha riferito Axios citando una fonte Usa. "Abbiamo deciso di fermare tutta l'attività cinetica", ha spiegato un alto funzionario americano, usando il termine dell'esercito per gli attacchi. Secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim, oggi erano previsti colloqui tecnici, ma l'Iran li ha annullati dopo i raid incrociati degli ultimi giorni

L’Idf fa esplodere mega sito sotterraneo di Hezbollah nel sud del Libano

"Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura

Usa: “Tutti i droni lanciati dall'Iran in questi giorni sono stati abbattuti o intercettati”

Tutti i droni e i missili lanciati dall'Iran nell'ultima ondata di attacchi sono stati abbattuti, intercettati o non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Lo ha detto un funzionario americano al New York Times. Secondo la fonte nessun militare americano è rimasto ferito e nessuna base militare Usa è stata colpita

Netanyahu: “Non sorgerà uno Stato palestinese tra il mare e il Giordano”

"Non sorgerà uno Stato palestinese tra il mare e il Giordano". Lo ha ribadito su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che "Israele è lo Stato-nazione del popolo ebraico. Israele si difenderà con le proprie forze. Israele garantirà a sé stesso indipendenza economica, energetica e di armamenti"

Usa: “Non resteremo a guardare mentre l'Iran controlla illegalmente Hormuz”

Mike Waltz, ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu, ha dichiarato che gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di "controllare illegalmente una via navigabile internazionale" come lo stretto di Hormuz. In un'intervista a Fox News, il rappresentante di Washington ha affermato che Donald Trump non "resterà a guardare mentre l'Iran continua ad attaccare il traffico marittimo internazionale senza subire alcuna reazione"

Cittadino del Qatar ucciso in mare da schegge “durante operazioni militari”

Un cittadino del Qatar a bordo di una imbarcazione è stato ucciso dalle schegge esplose durante "operazioni militari nella zona". Lo rende noto il Ministero dell'Interno del Qatar. "Il Ministero dell'Interno - si legge in una nota - chiarisce che, nell'ambito delle procedure di monitoraggio e verifica di routine delle imbarcazioni marittime condotte dalla Direzione Generale per la Sicurezza delle Coste e delle Frontiere, è stato constatato che un'imbarcazione con due persone a bordo non aveva fatto ritorno all'orario previsto. Le pattuglie marittime hanno immediatamente avviato le operazioni di ricerca nella serata di sabato 27 giugno 2026. Nelle prime ore di domenica 28 giugno 2026, la Squadra di Ricerca e Soccorso Marittimo della Direzione Generale per la Sicurezza delle Coste e delle Frontiere ha localizzato l'imbarcazione scomparsa. Le operazioni di ricerca hanno confermato che un cittadino del Qatar è deceduto a seguito delle ferite riportate a causa delle schegge esplose durante le operazioni militari nella zona. Anche un residente arabo è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale per le cure del caso. Le sue condizioni sono stabili". "Il Ministero dell'Interno porge le sue più sincere condoglianze e la sua più profonda solidarietà alla famiglia del defunto. Il Ministero prega inoltre per la pronta guarigione del ferito e conferma che le indagini e le procedure relative all'incidente proseguiranno in conformità con i quadri giuridici stabiliti"

Wsj: “Colloqui Usa-Iran previsti in Svizzera già questo weekend, poi saltati”

Gli ultimi scontri tra Stati Uniti e Iran avrebbero fatto saltare una seconda fase di colloqui tra Usa e Iran che sarebbe stata prevista già durante questo fine settimana in Svizzera. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti informate. Al centro di questi colloqui, riferisce il quotidiano, le questioni più controverse, tra cui quella relativa al programma nucleare iraniano

Axios: “Gli Usa hanno chiesto ad Israele di accettare il ritiro da un villaggio nel sud del Libano”

Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele due modifiche al testo per garantire l'accordo con il Libano. Lo rivela Axios precisando che i punti sono stati il ritiro israeliano da un villaggio nel Libano meridionale attualmente sotto occupazione israeliana e una dichiarazione esplicita che ciò segnerebbe l'inizio di un più ampio processo di ridispiegamento fuori dal Libano

Attacco israeliano a Khan Younis, un morto e molti feriti

L'attacco di un drone israeliani a Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza, ha causato almeno un morto e numerosi feriti. Lo riferisce Al Jazeera. Un pesante fuoco di artiglieria viene intanto segnalato a Ovest di Beit Lahia, nel Nord del territorio palestinese

Usa: “Continueremo a colpire se ci saranno ancora minacce su Hormuz”

Washington continuerà a colpire le infrastrutture militari di Teheran se l'Iran continuerà a minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, in un'intervista a Fox News. "Se il regime iraniano pensa anche solo per un secondo che il presidente Trump resterà a guardare mentre continua ad attaccare le navi mercantili internazionali o le nostre basi senza reagire, si sbaglia di grosso", ha aggiunto Waltz.

Netanyahu: “Prendiamo molto seriamente le minacce di Erdogan”

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato durante la riunione di gabinetto di oggi che "non passa quasi giorno senza che Erdogan invochi la distruzione dello Stato di Israele", a proposito delle indiscrezioni secondo cui gli Usa starebbero valutando la fornitura alla Turchia di caccia F-35 e motori a reazione avanzati. Lo riporta Ynet. "Prendiamo queste parole molto seriamente", ha aggiunto Netanyahu, "se abbiamo imparato qualcosa nella storia del nostro popolo, è che quando qualcuno dice di voler distruggerti, bisogna prenderlo sul serio. Noi prendiamo sul serio queste dichiarazioni e le porteremo all'attenzione dei nostri amici americani. Non le ignoriamo"

20 milioni di persone previste ai funerali di Ali Khamenei

L'agenzia di stampa iraniana Mehr, citando funzionari del governo di Teheran, ha affermato che le autorità iraniane prevedono una partecipazione di circa 20 milioni di persone alle cerimonie funebri per l'ex Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo israelo-americano alla fine di febbraio. Le cerimonie funebri inizieranno il 4 luglio a Teheran e nella città di Qom. La sepoltura avrà luogo il 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, nel nord-est del Paese. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr, con temperature che dovrebbero raggiungere i 40 gradi le autorità stanno collaborando con la polizia e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie per garantire che gli eventi si svolgano senza intoppi.

Tajani: “Ferma condanna ad attacchi in Kuwait e Bahrein”

"Esprimo la più ferma condanna per i nuovi attacchi iraniani che hanno colpito nelle scorse ore Bahrein e Kuwait, a cui vanno la piena solidarietà del Governo italiano. E' indispensabile evitare ogni escalation che possa compromettere le intese faticosamente raggiunte". Così in un post su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "L'Italia ribadisce il proprio impegno per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e per arrivare in tempi rapidi ad un Medio Oriente di pace e stabilità", aggiunge.

Colloqui tra Iran e Iraq per pianificazione delle esequie di Ali Khamenei

Sono in corso colloqui tra Iran e Iraq per pianificare le esequie dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un attacco aereo israelo-statunitense alla fine di febbraio. Lo riporta l'agenzia Mehr, secondo la quale è prevista una cerimonia anche presso il santuario sciita di Karbala, in Iraq. Le autorità iraniane prevedono la partecipazione di circa 20 milioni di persone alle cerimonie funebri, che inizieranno il 4 luglio a Teheran e nella città di pellegrinaggio di Qom. La sepoltura avrà luogo il 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, nel nord-est del Paese.

Khamenei: “Processare per crimini di guerra Usa e Israele”

"Dovrebbero essere avviati procedimenti giudiziari per i crimini di guerra, tra cui l'uccisione di persone durante le due guerre imposte (da Stati Uniti e Israele), i danni fisici e psicologici inflitti al nostro Paese e a qualsiasi cittadino iraniano all'interno o anche all'esterno del Paese, le operazioni di uccisione di bambini e i crimini di guerra senza precedenti commessi a Minab e Lamard, gli attacchi ai centri medici e, soprattutto, il martirio della guida suprema Ali Khamenei". Lo ha affermato affermato il leader iraniano Mojtaba Khamenei aggiungendo che "questi casi dovrebbero essere perseguiti con serietà nei tribunali iraniani e internazionali".
"Le confessioni e persino lo spudorato orgoglio di alcuni leader del nemico americano-sionista riguardo ai propri crimini costituiscono senza dubbio un'ammissione di colpa e hanno creato i presupposti per il ripristino dei diritti violati della nazione in modo adeguato", ha concluso la guida suprema.

Il Bahrein chiede l’azione internazionale per fermare l’aggressione dell’Iran

"Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana". La dichiarazione si legge in un post sull'account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.

Il nodo della stabilità nel Golfo, l’Iraq si propone come mediatore

Il ministro degli Esteri Fuad Hussein ha dichiarato che l'Iraq si è appena offerto di mediare tra gli otto Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, più Iran e Iraq, per allentare le tensioni e ristabilire la stabilità nella regione.

I pasdaran: “Risponderemo con maggiore forza agli attacchi Usa”

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha avvertito che "risponderà con ancora maggiore forza e fermezza" a qualsiasi attacco statunitense.
"Come avevamo previsto, il nemico è un nemico che non rispetta gli impegni, è ingannevole e non è affidabile. In qualsiasi momento, in qualsiasi fase dei negoziati, potrebbe intraprendere determinate azioni", ha dichiarato il portavoce dell'Irgc, Hossein Mohebi, alla televisione di stato Snn.
"Qualunque azione intraprenda il nemico a questo proposito, noi abbiamo già reagito e continueremo a farlo. Ripetiamo: se il nemico non rispetta gli impegni e viola il cessate il fuoco, risponderemo con maggiore forza rispetto a prima, e sottolineiamo che risponderemo con ancora maggiore forza. Consideriamo tali mosse del nemico come naturali, perché conosciamo la sua natura", ha affermato Mohebi.

Morto soldato israeliano in scontri con Hezbollah nel sud del Libano

Un soldato israeliano, un capitano di 21 anni della Brigata Golani originario di Ashkelon, è morto in uno scontro a fuoco con un miliziano di Hezbollah avvenuto la notte scorsa nel sud del Libano. Lo confermano i militari israeliani, come riportano i media locali. Un altro soldato è rimasto lievemente ferito.

Aoun condanna gli attacchi contro il Bahrein e il Kuwait

Gli "atti di escalation" che denunciano di aver subito Bahrein e Kuwait "costituiscono una flagrante violazione della sovranità statale e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione". Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun in un comunicato diffuso dal suo ufficio e citato da Al Jazeera, affermando di considerare gli attacchi iraniani in corso come un tentativo di minare "tutti gli sforzi e le iniziative regionali e internazionali volti a porre fine alla guerra e a contenere le tensioni". La situazione "richiede un intervento urgente da parte dei promotori del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e della comunità internazionale" ha aggiunto Aoun ribadendo la "piena solidarietà del Libano con il Bahrein e il Kuwait".

Araghchi: “La responsabilità degli attacchi di Israele sul Libano è degli Usa”

“La responsabilità per i continui attacchi del regime sionista contro il Libano ricade sugli Stati Uniti, che hanno violato il proprio impegno contenuto nel memorandum d'intesa relativo alla cessazione degli attacchi israeliani e al ritiro delle proprie forze". Lo ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi in conferenza stampa.

Araghchi: “Qualsiasi interferenza su Hormuz aggraverà la situazione”

"Qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa tenuta domenica a Baghdad insieme al suo omologo iracheno Fuad Hussein.

Una portacontainer francese è uscita da Hormuz

Una nave portacontainer battente bandiera francese e appartenente al gruppo Cma-Cgm "è riuscita a lasciare lo Stretto di Hormuz questa mattina". Lo ha annunciato in un comunicato la terza compagnia di navigazione al mondo. Dieci navi del gruppo rimangono bloccate nello stretto, ha precisato Cma-Cgm. Tuttavia, "questo passaggio costituisce un passo importante in un contesto regionale che rimane complesso e richiede costante vigilanza", ha aggiunto il gruppo nel suo comunicato. Cma-Cgm "continua a monitorare attentamente l'evolversi della situazione e rimane pienamente impegnata a garantire la sicurezza dei suoi equipaggi", ha aggiunto.i

Araghchi: “Come da intesa gli Usa fermino i raid israeliani sul Libano”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato gli Stati Uniti a spingere Israele a fermare gli attacchi contro il Libano e a ritirarsi. Il capo della diplomazia iraniana ha ribadito che tutte le clausole del Memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti devono essere rispettate, comprese quelle relative al Libano.
"Purtroppo, l'entità sionista continua con i suoi attacchi aerei contro il Libano", ha dichiarato Araghchi in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo iracheno a Baghdad, sottolineando che il Memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran è stato accettato anche da Israele. Washington "dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e costringere" Israele a porre fine agli attacchi in Libano per porre fine alla guerra nel Paese. Araghchi ha inoltre esortato gli Stati Uniti a spingere Israele a ritirarsi dalle aree occupate in Libano. "Questa era la prima clausola del Memorandum d'intesa", ha affermato.

Araghchi: “Hormuz rimane sotto il controllo esclusivo dell’Iran per i prossimi 30 giorni”

"Lo Stretto di Hormuz rimane sotto la completa supervisione e gestione dell'Iran per i prossimi 30 giorni e, una volta rimossi tutti gli ostacoli, la piena capacità di navigazione del canale sarà ripristinata. E' su questo che stiamo lavorando". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una visita in Iraq e l'incontro con il suo omologo iracheno Fuad Hussein.
"Ho informato il mio omologo sugli ultimi sviluppi della guerra imposta all'Iran e anche sugli sviluppi relativi al memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti", ha affermato Araghchi.

Il ministro degli esteri dell’Iraq ad Araghchi: “La guerra deve finire”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il suo omologo iracheno Fuad Hussein nella capitale irachena. "La guerra continua nella regione, seppur in una forma diversa, e si verificano scontri militari ai margini dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hussein nel corso di una conferenza stampa congiunta a Baghdad.
"Porre fine alla guerra nella regione è una priorità per tutti noi. La sicurezza della regione deve essere responsabilità dei suoi abitanti. La regione può proteggersi in diversi modi e chiediamo un incontro tra gli Stati del Golfo, l'Iraq e l'Iran", ha sottolineato. Il capo della diplomazia irachena ha ribadito durante l'incontro con Araghchi l'importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz e di revocare il blocco navale.

Raid nel sud del Libano in due città della zona di sicurezza israeliana

I media libanesi riferiscono di un raid aereo israeliano attuato nel Libano meridionale questa mattina. L'attacco è avvenuto vicino alle città di Deir Siryan e Taybeh, secondo l'Agenzia Nazionale di Notizie libanese (Nna).
Entrambe le città si trovano all'interno della zona di sicurezza israeliana nel Libano meridionale. Non ci sono notizie immediate di vittime e le Forze di Difesa Israeliane (Idf)non hanno ancora rilasciato commenti in merito.
L'attacco odierno si è verificato il giorno dopo una serie di attacchi israeliani nel Libano meridionale che hanno causato un morto, secondo il ministero della Salute libanese.
Queste violenze si registrano meno di due giorni dopo la firma, da parte di Israele, Libano e Stati Uniti, di un accordo quadro volto a spianare la strada a un eventuale accordo di pace duratura tra i due storici avversari mediorientali. Israele ha affermato che continuerà ad agire contro il gruppo terroristico Hezbollah.

Araghchi vola a Baghdad per colloqui

Visita a Baghdad per Abbas Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha lasciato Teheran alla volta della capitale irachena per una visita ufficiale, riferisce l'agenzia iraniana Irna. Previsti, si limitano a riportare dalla Repubblica islamica, colloqui con responsabili iracheni di alto livello incentrati su relazioni bilaterali e sviluppi nella regione e a livello internazionale. In agenda anche, scrive ancora l'Irna, contatti per il coordinamento necessario con le autorità irachene per i funerali di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno di operazioni israeliane e statunitensi contro la Repubblica islamica. Le commemorazioni in onore dell'ayatollah si svolgeranno tra il 4 e il 9 luglio.

L’Ue condanna i raid sul Bahrain

L'Unione Europea ha condannato gli ultimi attacchi iraniani contro il Bahrain e ha invitato l'Iran a "rispettare pienamente" il memorandum d'intesa per porre fine alla guerra, firmato la scorsa settimana con gli Stati Uniti.
"L'Unione Europea condanna fermamente gli ultimi attacchi con droni iraniani contro il Bahrain. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Bahrain", si legge in un comunicato stampa del portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna. Il portavoce ha aggiunto che gli attacchi iraniani "sono inaccettabili e ingiustificati e costituiscono violazioni del diritto internazionale".
Il portavoce ha inoltre esortato il Paese "a cessare immediatamente gli attacchi contro gli Stati vicini, a rispettare pienamente il memorandum d'intesa recentemente firmato e ad attuare pienamente la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite".

Teheran: “Determinati a difenderci da aggressione Usa”

L'Iran afferma di essere "determinato a difendere" la sua "sovranità". La Repubblica islamica "condanna con forza i raid aerei effettuati alle prime ore di domenica dall'esercito terroristico americano contro vari siti di sorveglianza e monitoraggio lungo la costa meridionale del Paese". Una nota del ministero degli Esteri insiste sulla "determinazione a difendere la sovranità nazionale dell'Iran" di fronte all' "aggressione" americana.

Kuwait denuncia un nuovo attacco iraniano contro il suo territorio

All’alba un nuovo attacco iraniano ha colpito il Kuwait. Le Forze Armate del Kuwait "hanno intercettato due missili balistici ostili". Lo riferisce l'agenzia Kuna, precisando che non ci sono state conseguenze, né danni né vittime. La notizia arriva dopo che il ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato "con forza i ripetuti attacchi iraniani".

Idf conferma: “Uccisi ieri terroristi di Hezbollah nella zona di Nabatieh”

"Soldati dell'Idf ieri hanno identificato, colpito ed eliminato diversi terroristi di Hezbollah armati di lanciarazzi che operavano nella zona di Nebatieh, nei pressi della zona di sicurezza nel sud del Libano.
In un altro attacco nella zona, i soldati hanno distrutto un lanciarazzi di Hezbollah che rappresentava una minaccia". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

Pasdaran: “Basi Usa in M.O. vivranno un inferno"

Dopo i raid statunitensi ad asset iraniani nello Stretto di Hormuz, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha lanciato un avvertimento: le basi Usa nella regione del Golfo vivranno un inferno nei prossimi giorni. Nella notte l'Iran ha lanciato diversi missili e droni verso i paesi vicini, tra cui Bahrein e Kuwait, come rappresaglia ai raid statunitensi sul territorio iraniano. I Pasdaran hanno affermato che ulteriori azioni riceveranno una "risposta implacabile".

Le Guardie rivoluzionarie rivendicano raid contro Kuwait e Bahrein

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato gli attacchi contro Kuwait e Bahrein come rappresaglia ai raid statunitensi sul territorio iraniano, avvertendo che ulteriori azioni riceveranno una "risposta implacabile". In un comunicato, il corpo militare ha dichiarato di aver colpito e distrutto otto importanti installazioni militari statunitensi, tra cui la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein. "Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti (...) riceverà una risposta implacabile", hanno aggiunto le Guardie rivoluzionarie.

Usa: condotti attacchi contro 10 obiettivi Iran nello stretto di Hormuz

“Questa notte, caccia della Marina e dell'Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all'interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco con droni dell'Iran contro la petroliera Kiku". Lo scrive il Comando Centrale Usa in un post su X.

Missili e droni iraniani contro Kuwait e Bahrain

Gli iraniani stanno lanciando missili e droni contro Kuwait e Bahrain. In Kuwait stanno prendendo di mira l'aeroporto Ali Al Salem, il più importante dell'Emirato dove sono ospitate le forze Usa. In Bahrain l'obiettivo è la base dell'Us Navy, colpita più volte dall'inizio della guerra. Gli attacchi sono la ritorsione per i pesanti raid Usa di questa sera, che hanno preso di mira almeno cinque località diverse.

Trump: “L'Iran non esisterà più se gli Usa intensificano lo scontro”

Donald Trump ha avvertito l'Iran che "non esisterà più" se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro. "Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l'accordo di cessate il fuoco... ancora una volta!", scrive il presidente americano su Truth confermando quanto annunciato dal Comando centrale Usa. "È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l'opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica Islamica dell'Iran cesserà di esistere!", ha avvertito Trump.

Centcom: raid Usa su asset iraniani in Stretto di Hormuz

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato di aver condotto attacchi contro obiettivi iraniani nell'area dello Stretto di Hormuz, in risposta all'azione di Teheran contro la petroliera commerciale Kiku. In una nota, il Centcom ha precisato che i raid hanno colpito infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione, postazioni di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine. "Dopo gli attacchi americani di venerdì in risposta all'offensiva iraniana contro la nave Ever Lovely, all'Iran è stata offerta l'opportunità di rispettare l'accordo di cessate il fuoco - si legge nella nota del Centcom - tuttavia, il Paese ha scelto di non farlo quando ieri ha lanciato un drone contro la petroliera Kiku". Il transito delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz prosegue. Le forze Usa rimangono vigili, letali e pronte all'azione, sottolinea ancora il Comando Centrale americano.

Axios: nuovi raid Usa su zona Stretto di Hormuz

"L'esercito statunitense sta conducendo attacchi su obiettivi iraniani nella zona dello stretto di Hormuz in rappresaglia per l'attacco iraniano di questa mattina su una petroliera commerciale". Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense.

Iran: udite esplosioni a Sirik, la stessa località colpita ieri

Sono state udite delle esplosioni a Sirik, nel sud dell'Iran. Lo riporta la tv di Stato Irib. Si tratta della stessa località colpita ieri nei raid americani.

Trump: “L'Iran ha lanciato 4 droni contro navi ad Hormuz”

"La Repubblica Islamica dell'Iran ha lanciato almeno quattro droni contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Ovviamente, si tratta di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco". Lo scrive Donald Trump su Truth.

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