Gli italiani non si fanno illusioni. Già preoccupati per un mondo in subbuglio e per le prospettive economiche delle famiglie, guardano con pessimismo alla tregua raggiunta da Stati Uniti e Iran, la guerra più importante del momento per le sue ripercussioni globali. Secondo l’ultimo sondaggio Ispi realizzato da Ipsos Doxa, oltre la metà dei rispondenti (il 57%) ritiene che l’intesa siglata il 17 giugno abbia prodotto una tregua fragile che potrebbe saltare in qualsiasi momento.
Il conflitto in Medio Oriente
Solo un italiano su 10 attribuisce all’accordo una vera funzione stabilizzatrice, e d’altronde le cronache di questi ultimi giorni non fanno che rafforzare questa convinzione.
Più della metà (55%) pensa che non ci si sia nessun vero vincitore, ma la maggioranza relativa (22%) stima che a vincere sia stata Teheran, contro il 14% che incorona invece gli Stati Uniti, mentre è significativo che più di un italiano su…
Gli italiani non si fanno illusioni. Già preoccupati per un mondo in subbuglio e per le prospettive economiche delle famiglie, guardano con pessimismo alla tregua raggiunta da Stati Uniti e Iran, la guerra più importante del momento per le sue ripercussioni globali. Secondo l’ultimo sondaggio Ispi realizzato da Ipsos Doxa, oltre la metà dei rispondenti (il 57%) ritiene che l’intesa siglata il 17 giugno abbia prodotto una tregua fragile che potrebbe saltare in qualsiasi momento.
Il conflitto in Medio Oriente
Solo un italiano su 10 attribuisce all’accordo una vera funzione stabilizzatrice, e d’altronde le cronache di questi ultimi giorni non fanno che rafforzare questa convinzione.
Più della metà (55%) pensa che non ci si sia nessun vero vincitore, ma la maggioranza relativa (22%) stima che a vincere sia stata Teheran, contro il 14% che incorona invece gli Stati Uniti, mentre è significativo che più di un italiano su tre (36%, soprattutto giovani e anziani) vorrebbe che Stati Uniti ed Europa ostacolassero le politiche di Israele verso Gaza, il Libano e l’Iran (solo il 6% è invece totalmente dalla parte dello Stato ebraico).
C’era una volta l’America
Lo scetticismo nei confronti dell’intesa si può spiegare anche con quello verso l’America di Trump, che solo per un italiano su quattro (26%) è ancora un alleato affidabile per l’Italia e l’Europa, contro un 51% che lo considera invece inaffidabile.
La guerra in Ucraina e il gas russo
Il conflitto in Ucraina e le sue prospettive future dividono gli italiani. Il 34% degli intervistati sostiene ancora che Bruxelles e Washington dovrebbero convincere Kiev ad accettare un accordo di pace con Mosca, anche a costo di rinunciare a parte del proprio territorio. E il 15%, soprattutto a destra, è addirittura a favore di una totale interruzione del sostegno.
Una posizione però non condivisa da un numero crescente di cittadini (dal 15% di dicembre al 23% di oggi) che invece dichiara che Unione europea e Stati Uniti dovrebbero continuare a sostenere l’Ucraina fino a quando avrà riconquistato i territori perduti.
E se l’ingresso di Kiev nella Ue divide (il 41% è a favore, ma il 34% è contro), una maggioranza del 52% vorrebbe che l’Italia riprendesse a importare gas russo, anche se per la metà solo dopo la firma del cessate il fuoco.
La sorpresa cinese
Infine, risposte sorprendenti sulla Cina. Nonostante anni di accuse di concorrenza sleale nell’“invasione” dei mercati europei, un italiano su due percepisce Pechino più come un partner che come un avversario.