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Attentato a Monaco, ferito l’oligarca ucraino Ermolaev. Alla moglie amputate le gambe. La pista delle frodi dei call center

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L’esplosione in un palazzo nel Principato attorno alle 21. Dalle telecamere di sorveglianza del palazzo si vede un uomo lasciare uno zaino nell’atrio: il sospettato sarebbe fuggito in Francia
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Attacco nel cuore del Principato di Monaco. Una violenta esplosione ha scosso la città nella serata, poco prima delle 21, a pochi passi dal confine con la Francia. Il bilancio provvisorio è di tre feriti, due dei quali in condizioni gravissime. Tutti membri della stessa famiglia, tutti ucraini. «Si tratta probabilmente di un attentato», aveva dichiarato in un primo momento il ministro di Stato Christophe Mirmand. Tra le vittime, infatti, c’è anche Vadym Ermolaev, oligarca ucraino di 58 anni e tra gli uomini più ricchi del Paese, a capo di un impero che spazia dal settore immobiliare a quello industriale, fino quello agricolo. L’uomo, che nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina optando per quella di Cipro, risiede a Monaco da diversi anni e da dicembre 2023 è soggetto a sanzioni da parte dell’Ucraina per aver continuato le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa.

Attacco nel cuore del Principato di Monaco. Una violenta esplosione ha scosso la città nella serata, poco prima delle 21, a pochi passi dal confine con la Francia. Il bilancio provvisorio è di tre feriti, due dei quali in condizioni gravissime. Tutti membri della stessa famiglia, tutti ucraini. «Si tratta probabilmente di un attentato», aveva dichiarato in un primo momento il ministro di Stato Christophe Mirmand. Tra le vittime, infatti, c’è anche Vadym Ermolaev, oligarca ucraino di 58 anni e tra gli uomini più ricchi del Paese, a capo di un impero che spazia dal settore immobiliare a quello industriale, fino quello agricolo. L’uomo, che nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina optando per quella di Cipro, risiede a Monaco da diversi anni e da dicembre 2023 è soggetto a sanzioni da parte dell’Ucraina per aver continuato le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa.

Ermolaev e la moglie, a cui sono state amputate entrambe le gambe, sono ricoverati in condizioni gravissime all’ospedale di Nizza, mentre il figlio tredicenne ha riportato lesioni lievi e non sarebbe in pericolo di vita.

I tre erano le uniche persone presenti nell’edificio al momento dell’esplosione e proprio per questo l’ipotesi che prende corpo è che siano stati proprio loro il bersaglio dell’attacco. Per questo motivo, per la magistratura la qualificazione giuridica più appropriata del fatto potrebbe non essere quella di attentato, trattandosi di un attacco rivolto verso un gruppo determinato di persone. “Non può essere classificato come terrorismo", ha detto il procuratore generale di Monaco Stéphane Thibault in una conferenza stampa di questa mattina, per questo si indaga “per tentato omicidio”.

La deflagrazione è avvenuta in Rue Révérend Père Louis Frolla, una strada residenziale. Le immagini delle telecamere di sorveglianza costituiscono al momento uno degli elementi chiave delle indagini. Un uomo con cappellino e abiti scuri sarebbe stato ripreso mentre lasciava uno zaino davanti all'edificio per poi allontanarsi rapidamente a piedi in direzione di Beausoleil, sul versante francese del confine. Pochi istanti dopo si è verificata l'esplosione.

L'ordigno, ha spiegato il ministro Mirmand, sarebbe stato confezionato con bulloni e frammenti metallici per aumentarne il potenziale offensivo, mentre continuano le ricerche degli investigatori per ricostruire con precisione la dinamica e catturare il presunto responsabile dell’attacco, che – riferisce il ministro Mirmand – “sembra essere partito per la Francia".

Fonti investigative citate da Ukrainska Pravda riferiscono che una delle ipotesi al vaglio è il coinvolgimento della criminalità organizzata. Tra le piste esaminate figurerebbe anche un possibile collegamento con i call center dediti alle frodi attivi nella città ucraina di Dnipro, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali.

Sul luogo dell'esplosione sono intervenuti gli artificieri e la polizia giudiziaria del Principato, mentre la Gendarmeria ha rafforzato i controlli ai valichi con la Francia, in particolare nell'area di La Turbie, nel tentativo di intercettare il sospetto ripreso dalle telecamere. «Per quanto ne so, è la prima volta che Monaco si trova ad affrontare un episodio di questo genere», aveva dichiarato ieri sera il procuratore Stéphane, sottolineando l'eccezionalità dell'accaduto.

L'attentato ha suscitato immediate reazioni oltre i confini monegaschi. Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha espresso il proprio sgomento sui social, parlando di «tragedia» e manifestando vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e alla popolazione del Principato. Messaggi di solidarietà sono arrivati anche dal presidente del Consiglio dipartimentale delle Alpi Marittime, Charles Ange Ginésy, che ha espresso il proprio sostegno alle persone coinvolte e alla comunità.

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