SAN PIETROBURGO – Il presidente russo Vladimir Putin ha invocato misure eccezionali per far fronte alla crisi del carburante che da settimane affligge il Paese, causata dall’intensificarsi degli attacchi ucraini contro le raffinerie. «I problemi, sia per gli automobilisti che per le imprese, persistono: purtroppo ci sono ancora code ai distributori di carburante e non sempre è possibile trovare il tipo di benzina desiderato», ha ammesso Putin durante una rara riunione dedicata all’approvvigionamento di carburante delle regioni russe.
I problemi con il carburante
Nonostante le riserve nazionali di benzina siano soltanto il 4% inferiori a quelle dell’anno scorso, ha detto Putin, la carenza persiste e per stabilizzar…
SAN PIETROBURGO – Il presidente russo Vladimir Putin ha invocato misure eccezionali per far fronte alla crisi del carburante che da settimane affligge il Paese, causata dall’intensificarsi degli attacchi ucraini contro le raffinerie. «I problemi, sia per gli automobilisti che per le imprese, persistono: purtroppo ci sono ancora code ai distributori di carburante e non sempre è possibile trovare il tipo di benzina desiderato», ha ammesso Putin durante una rara riunione dedicata all’approvvigionamento di carburante delle regioni russe.
I problemi con il carburante
Nonostante le riserve nazionali di benzina siano soltanto il 4% inferiori a quelle dell’anno scorso, ha detto Putin, la carenza persiste e per stabilizzare il mercato interno sono necessarie «misure sistematiche». Tra queste, oltre al blocco totale delle esportazioni di benzina, già in vigore da aprile, il governo starebbe valutando anche la sospensione delle esportazioni di diesel, la cui produzione in Russia è abitualmente molto superiore al fabbisogno interno.
Nel frattempo, ha aggiunto il presidente, le capacità produttive delle raffinerie sono sfruttate al massimo e gli interventi di manutenzione sono stati ridotti o rinviati. Le parole del leader russo sottolineano l’intensità della crisi, che ha colpito in diversa misura decine di regioni, dove la vendita di carburante è stata limitata o, come nel caso della Crimea, completamente sospesa. A Mosca, come testimoniano le foto pubblicate dal sito Meduza, sono visibili lunghe code alle stazioni di servizio. La crisi ha raggiunto anche la regione di Irkutsk, in Siberia, dove ieri è stato dichiarato il regime di massima allerta e il governatore Igor Kobzev ha raccomandato alle forze dell’ordine di reprimere i tentativi di vendita di carburante “in violazione della legge”.
Le prossime elezioni
Nonostante la turbolenza che sta scuotendo la Russia, le elezioni per la Duma di Stato si terranno a settembre come previsto, ha detto ieri Putin durante un congresso del partito Russia Unita. Secondo il presidente russo, le elezioni rappresentano un fattore di stabilità in un contesto di crescente pressione da parte dell’Occidente che, a suo dire, non riuscendo a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia in Ucraina, starebbe cercando di destabilizzarla sul piano interno. Nel corso del congresso sono stati inoltre annunciati, per la prima volta, i nomi dei candidati che guideranno le liste federali di Russia Unita, tra i quali figurano il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin, la commissaria presidenziale per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova, l’inviato di guerra della VGTRK Evgeny Poddubny e il capo di stato maggiore di Yunarmiya, Vladislav Golovin. Anche decine di veterani della cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina parteciperanno alla campagna elettorale del partito, ha annunciato il presidente di Russia Unita e vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev.