✕

Monaco, svolta nell'attentato all'oligarca: “L'autrice è una donna ucraina”

(ansa)

Ascolta l'audio

Fonti a conoscenza delle indagini hanno rivelato a Le Figaro che il responsabile dell’attacco all’oligarca Ermolaev non sarebbe un uomo come sospettato all’inizio
1 minuti di lettura

MONTECARLO — Non un attentatore, ma un’attentatrice. Continuano le ricerche tra Montecarlo, la Costa Azzurra e ora anche le regioni italiane confinanti, per rintracciare la persona che ha tentato di uccidere l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, ancora ricoverato insieme al figlio tredicenne e alla compagna. Secondo fonti investigative citate dal Figaro, la persona ripresa dalle telecamere mentre depone il pacco-bomba nell’androne della palazzina dove abitava Ermolaev sarebbe una donna ucraina di una trentina d’anni.

La sospetta, ripresa con gilet nero, pantaloni bianchi, scarpe da ginnastica e cappello scuro, avrebbe atteso l’oligarca per quasi un’ora dopo aver fatto diversi sopralluoghi nei giorni precedenti per studiare le abitudini della famiglia. Lunedì sera si sarebbe apposta per seguire i movimenti dell'oligarca fino a quando l’auto è entrata nel parcheggio adiacente al condominio. A quel punto avrebbe depositato il pacco esplosivo nell’ingresso dell’edificio, restando nelle vicin…

MONTECARLO — Non un attentatore, ma un’attentatrice. Continuano le ricerche tra Montecarlo, la Costa Azzurra e ora anche le regioni italiane confinanti, per rintracciare la persona che ha tentato di uccidere l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, ancora ricoverato insieme al figlio tredicenne e alla compagna. Secondo fonti investigative citate dal Figaro, la persona ripresa dalle telecamere mentre depone il pacco-bomba nell’androne della palazzina dove abitava Ermolaev sarebbe una donna ucraina di una trentina d’anni.

La sospetta, ripresa con gilet nero, pantaloni bianchi, scarpe da ginnastica e cappello scuro, avrebbe atteso l’oligarca per quasi un’ora dopo aver fatto diversi sopralluoghi nei giorni precedenti per studiare le abitudini della famiglia. Lunedì sera si sarebbe apposta per seguire i movimenti dell'oligarca fino a quando l’auto è entrata nel parcheggio adiacente al condominio. A quel punto avrebbe depositato il pacco esplosivo nell’ingresso dell’edificio, restando nelle vicinanze abbastanza a lungo da farlo esplodere alle 20.58, nel momento in cui l’oligarca ucraino, la compagna e il figlio tredicenne stavano rientrando a casa. Poi la fuga a piedi verso Beausoleil, il comune francese che comincia a poche decine di metri e dove probabilmente era attesa da qualche complice.

Il precedente che torna alla memoria è quello del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, nel mar Baltico. La giustizia tedesca ha incriminato un cittadino ucraino, accusato di aver coordinato il commando che nel 2022 fece esplodere le condotte che portavano il gas russo verso la Germania. Secondo le ricostruzioni emerse nell’indagine, il gruppo sarebbe stato composto da più persone, tra cui anche una donna. Anche nel caso di Monaco, si rafforza l’ipotesi di una vendetta legata au servizi segreti ucraini. Ermolaev era stato inserito da Kiev in una lista di sanzioni del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, promulgata da Volodymyr Zelensky, per le sue attività commerciali in Crimea, la penisola occupata e annessa dalla Russia. Secondo l’ex agente dell’intelligence estera francese Claude Moniquet, citato da Nice-Matin, l’oligarca avrebbe avuto intenzione di parlare davanti al parlamento europeo per denunciare la corruzione in Ucraina.

Le versioni per ora si accavallano e diventano terreno di propaganda. Da Kiev si insinua invece che l’attentato potrebbe essere legato a una ritorsione di Mosca, visto che Ermolaev e la sua famiglia sarebbero stati coinvolti anche in un sistema di truffe ai danni di cittadini russi attraverso call center. Per ora le autorità monegasche e francesi non si sbilanciano anche se l'identità della persona che ha innescato l'esplosione, se confermata, porterebbe più verso Kiev. Il presidente ucraino sarà presto di nuovo a Parigi, invitato d’onore alla parata militare del 14 luglio. Emmanuel Macron, che ha fatto del sostegno a Kiev uno degli assi della sua politica estera, rischia dí trovarsi davanti a una vicenda imbarazzante.

Leggi i commenti