Droni spia russi sulle centrali nucleari europee per un anno e mezzo
di Enrico FranceschiniLONDRA – Nell’ultimo anno e mezzo la Russia ha spiato centrali nucleari, basi militari e aeroporti civili in Europa, usando centinaia di droni lanciati da una flotta “fantasma” di navi cargo nel canale della Manica, nel mare del Nord e nel mar Baltico. Lo rivela un rapporto dell’Istituto Internazionale di Affari Strategici di Londra citato stamane dal Guardian, affermando che l’operazione si è svolta con “sostanziale impunità” e ha messo in luce la debolezza strategica delle difese antiaeree della Nato di fronte a una minaccia simile.
Nel mirino dei droni-spia sono finiti Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Svezia e altri Paesi dell’Alleanza Atlantica.“E’ altamente probabile che si sia trattato di una campagna pianificata e coordinata dal Cremlino”, dichiara Charlie Edward, il ricercatore del think tank londinese che ha guidato lo studio. “Ne sono rimasti vittima più di una dozzina di Paesi europei. L’operazione ha costituito un successo tattico per Mosca e un fallimento s…
LONDRA – Nell’ultimo anno e mezzo la Russia ha spiato centrali nucleari, basi militari e aeroporti civili in Europa, usando centinaia di droni lanciati da una flotta “fantasma” di navi cargo nel canale della Manica, nel mare del Nord e nel mar Baltico. Lo rivela un rapporto dell’Istituto Internazionale di Affari Strategici di Londra citato stamane dal Guardian, affermando che l’operazione si è svolta con “sostanziale impunità” e ha messo in luce la debolezza strategica delle difese antiaeree della Nato di fronte a una minaccia simile.
Nel mirino dei droni-spia sono finiti Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Svezia e altri Paesi dell’Alleanza Atlantica.“E’ altamente probabile che si sia trattato di una campagna pianificata e coordinata dal Cremlino”, dichiara Charlie Edward, il ricercatore del think tank londinese che ha guidato lo studio. “Ne sono rimasti vittima più di una dozzina di Paesi europei. L’operazione ha costituito un successo tattico per Mosca e un fallimento strategico per le difese della Nato, che sono concepite più per minacce aeree convenzionali che per droni a basso costo e bassa altitudine”.
L’obiettivo dell’operazione, secondo l’Istituto di Affari Strategici, era multiplo: sorveglianza delle strutture nucleari, generale ricognizione, schedatura delle basi militari e guerra psicologia per intimorire l’Occidente. Il rapporto indica che i droni vengono lanciati da una “flotta fantasma” russa, composta di petroliere, navi commerciali e imbarcazioni private di vario tipo, durante la navigazione lungo le coste nord-occidentali dell’Europa. In totale, più di 140 droni sono stati avvistati in prossimità di centrali nucleari e basi militari nei Paesi citati dall’inchiesta senza che venissero prese misure per abbatterli.
Tra gli incidenti riscontrati dal rapporto figurano intrusioni di droni nelle basi della Royal Air Force (Raf), l’aviazione militare britannica, a Lakenheath e a Fairford, in quella francese di Ile Longue, che ospita sottomarini armati con missili nucleari, nelle basi aeree di Kleine-Brogel in Belgio e di Volkel in Olanda, dove sono depositati ordigni atomici americani, e in una base di sottomarini nella Germania settentrionale. Nel settembre 2025 un altro incidente del genere ha costretto le autorità locali a chiudere l’aeroporto di Copenaghen: nello stesso periodo quattro petroliere “fantasma”, cioè battenti un’altra bandiera ma identificate come proprietà della Russia, navigavano nelle vicinanze della costa della Danimarca e sono state successivamente confiscate da commando delle forze speciali francesi.
Il maggior numero di avvistamenti, conclude il rapporto, si è verificato fra settembre e novembre dello scorso anno, con 30 droni sospetti individuati ogni mese intorno a strutture militari o civili europee. Ultimamente, da quando le forze navali britanniche e di altri Paesi hanno cominciato a sequestrare le navi della flotta fantasma russa, lo spionaggio dei droni è sensibilmente diminuito.