L’attacco più pesante su Kiev è scattato subito dopo l’una di notte. Il lancio di missili balistici è stato sincronizzato dai comandi russi con quello dei cruise partiti da almeno cinque bombardieri e da due navi nel Mar Caspio: una raffica di ordigni è arrivata simultaneamente sui bersagli, in modo da rendere più difficile l’opera della contraerea. Si parla di un’ondata di oltre trenta missili piombata sulla capitale in pochi minuti, un terribile primato che ha creato una situazione infernale.
A Kiev ci sono state decine di esplosioni, una dopo l’altra. L’orizzonte si è riempito di incendi colossali. Un grattacielo è stato letteralmente decapitato da un missile, che ha troncato l’edificio rendendolo simile a un vulcano, con la sommità da cui si alzano fiamme. Altri tre palazzi residenziali sono stati colpiti: uno di nove piani sarebbe crollato, intrappolando diverse persone sotto le macerie. Secondo alcune fonti è stat…
L’attacco più pesante su Kiev è scattato subito dopo l’una di notte. Il lancio di missili balistici è stato sincronizzato dai comandi russi con quello dei cruise partiti da almeno cinque bombardieri e da due navi nel Mar Caspio: una raffica di ordigni è arrivata simultaneamente sui bersagli, in modo da rendere più difficile l’opera della contraerea. Si parla di un’ondata di oltre trenta missili piombata sulla capitale in pochi minuti, un terribile primato che ha creato una situazione infernale.
A Kiev ci sono state decine di esplosioni, una dopo l’altra. L’orizzonte si è riempito di incendi colossali. Un grattacielo è stato letteralmente decapitato da un missile, che ha troncato l’edificio rendendolo simile a un vulcano, con la sommità da cui si alzano fiamme. Altri tre palazzi residenziali sono stati colpiti: uno di nove piani sarebbe crollato, intrappolando diverse persone sotto le macerie. Secondo alcune fonti è stata dilaniata una struttura sanitaria del pronto soccorso: cinque tra infermieri e medici sono stati feriti, uno è grave.
La seconda ondata ha fatto irruzione intorno alle tre e mezzo di notte, seminando altra distruzione. I roghi hanno reso rosso il cielo: ci sono state almeno dieci esplosioni. C'è un condominio in fiamme accanto alle Taryan Towers, i grattacieli di lusso in stile Dubai. Un missile ha danneggiato una fermata della metropolitana, facendo piovere calcinacci sulla folla di persone rifugiate nelle gallerie. Il bilancio è di almeno 17 morti e decine di feriti ma è una contabilità destinata a crescere.
Si tratta del momento più drammatico di un’offensiva cominciata subito dopo il tramonto con dozzine di droni che hanno attraversato il confine, per individuare la posizione delle batterie difensive. Sulla capitale sono arrivati diversi Geran-5 - ultima versione del derivato russo degli Shahed iraniani - che è spinta da un motore a reazione e ha un’ogiva molto più devastante. Uno di questi ordigni è scoppiato su un hotel a quattro stelle del centro, appiccando un incendio: si tratta del City Hotel, frequentato anche da giornalisti e diplomatici stranieri, a pochi metri dagli uffici del primo ministro.
L’appello di Zelensky, che ha invitato in serata la popolazione a raggiungere i rifugi per il timore di un raid massiccio, ha spinto gli abitanti di Kiev a correre in massa nelle gallerie della metropolitana. Il presidente ha interrotto la visita in Irlanda, che ha la presidenza di turno della Ue, per rientrare in patria. Poche ore prima, l’intelligence aveva segnalato il trasferimento di ben 12 bombardieri strategici russi Tu160 e Tu 95 sulle basi di attacco: ciascuno trasporta quattro missili XH101. Allo stesso tempo fregate dotate di missili da crociera Kalibr sono salpate. Ma all’ondata di fuoco si sono aggiunti pure i semoventi con i missili balistici Iskander: armi che possono essere intercettate solo dalle rare batterie di Patriot PAC3 in dotazione alle forze ucraine. Alcuni media sostengono che siano stati impiegati pure missili ipersonici: in pratica, l’intero arsenale d’attacco russo.
Non è stata presa di mira solo la capitale. Ci sono state distruzioni anche a Odessa - dove è andata in fiamme una fabbrica di materiale cartaceo -, a Kharkiv, a Zaporizzhizia, a Kherson e in altri capoluoghi. Una rappresaglia ordinata dal Cremlino in risposta ai raid dei droni ucraini sulle raffinerie e sui depositi di petrolio che hanno reso problematica la distribuzione del carburante in tutta la Russia. Solo che - stando alle notizie - la vendetta di Mosca si sta accanendo soprattutto su obiettivi civili.