BERLINO – Cronaca dell’ennesimo massacro: mercoledì Volodymyr Zelensky aveva messo in guardia, citando fonti dell’intelligence, dalla possibile imminenza di un massiccio attacco russo. E nella notte, l’Ucraina è stata flagellata da «oltre 70 missili di vario tipo, quasi la metà dei quali balistici, e quasi 500 droni d’attacco, inclusi i droni kamikaze Shahed» ha comunicato ieri mattina il presidente ucraino. Il bilancio, per ora, è di almeno 25 morti. I feriti sono oltre ottanta. La città più colpita è Kiev: il sindaco Vitali Klitschko ha parlato dell’attacco «più massiccio» dall’inizio del conflitto. E non è finita. Perché da Mosca arrivano minacce di un’ulteriore escalation. La Russia intende «continuare ad aumentare la pressione» sull’Ucraina, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Il Cremlino «vuole ottenere il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissata». Dal vertice di Anchorage dell’agosto scorso tra Donald Trump e Vladimir Putin, i russi non si sono mos…
BERLINO – Cronaca dell’ennesimo massacro: mercoledì Volodymyr Zelensky aveva messo in guardia, citando fonti dell’intelligence, dalla possibile imminenza di un massiccio attacco russo. E nella notte, l’Ucraina è stata flagellata da «oltre 70 missili di vario tipo, quasi la metà dei quali balistici, e quasi 500 droni d’attacco, inclusi i droni kamikaze Shahed» ha comunicato ieri mattina il presidente ucraino. Il bilancio, per ora, è di almeno 25 morti. I feriti sono oltre ottanta. La città più colpita è Kiev: il sindaco Vitali Klitschko ha parlato dell’attacco «più massiccio» dall’inizio del conflitto. E non è finita. Perché da Mosca arrivano minacce di un’ulteriore escalation. La Russia intende «continuare ad aumentare la pressione» sull’Ucraina, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Il Cremlino «vuole ottenere il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissata». Dal vertice di Anchorage dell’agosto scorso tra Donald Trump e Vladimir Putin, i russi non si sono mossi di un millimetro dalle loro richieste massimaliste, a partire da quella che Kiev consegni alla Russia l’intero Donbas.
Ma nelle ultime settimane Kiev è riuscita a colpire la Russia in profondità distruggendo molti obiettivi strategici come le raffinerie di petrolio e sta progressivamente isolando la Crimea bombardando le vie di approvvigionamento. Ieri mattina Zelensky ha chiesto un maggiore sostegno agli alleati occidentali sul fronte delle difese aeree, in particolare, una licenza dagli Stati Uniti per la produzione di missili Patriot: «Contiamo molto anche su una decisione degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i Patriot e ad altre forme di cooperazione. Sono queste le misure che possono fermare questa guerra e prevenire attacchi come questo». Qualche ora dopo ha annunciato che l’Ucraina «reagirà sicuramente» al massiccio attacco russo su Kiev.
Durante una visita ai luoghi bombardati nella capitale, Zelensky ha detto che «la Russia sta colpendo obiettivi civili» per «creare una spaccatura tra la società civile e l’esercito». Putin, ha aggiunto, «sta perdendo questa guerra» e sta cercando di proiettare un’immagine di forza, pur non avendo «alcun muscolo sul campo di battaglia». Ma il capo di Stato ucraino ha anche puntato il dito contro gli americani: «Se i nostri partner avessero consegnato quanto promesso nei tempi previsti, credo che avremmo potuto salvare più case e più vite». L’Ucraina, ha sottolineato, avrebbe bisogno di almeno 140 missili Patriot per intercettare circa 70 missili balistici.
Ucraina, il quartiere di Kiev devastato dai raid della notte: la vista dal drone
Le operazioni di ricerca e soccorso sono continuate ieri senza sosta in diverse aree della capitale. Il sindaco Klitschko, ha parlato di 86 feriti, 70 dei quali ricoverati in ospedale. «È stata una notte terribile per Kiev», ha detto, aggiungendo che «ci sono stati danni in tutti i quartieri della città». Tra gli obiettivi distrutti da Mosca c’è anche un magazzino della Croce Rossa ucraina. In serata si scavava ancora sotto alle macerie di un grattacielo venuto giù: i dispersi erano almeno otto.
Da Bruxelles, in vista del vertice di Ankara dove gli europei intendono discutere un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev, come annunciato mercoledì dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, rimbalzano intanto dettagli raccolti dall’Ansa. «È importante che l’impegno di assistenza a Kiev sia biennale. Anche se la guerra dovesse finire. Perché dobbiamo trasformare l’Ucraina in un porcospino: è la migliore garanzia di sicurezza affinché ciò non accada mai più» ha riferito un’alta fonte diplomatica della Nato. La dichiarazione finale del vertice dell’Alleanza atlantica dovrebbe includere la promessa di assistenza militare all’Ucraina per 70 miliardi nel 2026 e nel 2027.