NEW YORK – Vietare alle donne incinte di venire negli Stati Uniti. In attesa di vedere se il Congresso accetterà la sollecitazione di Trump a cancellare o limitare lo ius soli, oppure di convincere un giudice della Corte Suprema a cambiare idea, questa sembra la prima ipotesi a cui pensa l’amministrazione, per far rientrare dalla finestra quello che non è riuscita a far passare dalla porta. Iniziare dal “turismo delle nascite”. E pazienza se così anche Folarin Balogun, eroe della nazionale Usa ai Mondiali nato per caso a Brooklyn, non sarebbe cittadino e non potrebbe giocare.
Dopo la sentenza del massimo tribunale che ha confermato il diritto alla cittadinanza per chi nasce nel territorio americano, la Casa Bianca …
NEW YORK – Vietare alle donne incinte di venire negli Stati Uniti. In attesa di vedere se il Congresso accetterà la sollecitazione di Trump a cancellare o limitare lo ius soli, oppure di convincere un giudice della Corte Suprema a cambiare idea, questa sembra la prima ipotesi a cui pensa l’amministrazione, per far rientrare dalla finestra quello che non è riuscita a far passare dalla porta. Iniziare dal “turismo delle nascite”. E pazienza se così anche Folarin Balogun, eroe della nazionale Usa ai Mondiali nato per caso a Brooklyn, non sarebbe cittadino e non potrebbe giocare.
Dopo la sentenza del massimo tribunale che ha confermato il diritto alla cittadinanza per chi nasce nel territorio americano, la Casa Bianca ha tenuto una riunione d’emergenza a cui hanno partecipato Trump, il segretario del dipartimento alla Homeland Security Markwayne Mullin, il consigliere politico Stephen Miller e lo “zar dei confini” Tom Homan. La prima opzione resta una legge del Congresso, che cancelli lo ius soli o lo limiti, definendo chi può essere considerato soggetto alle leggi degli Stati Uniti e quindi autorizzato a diventare cittadino, sulla base del Quattordicesimo emendamento. È difficile, in particolare perché al Senato servirebbero 60 voti per scavalcare il filibustering, ma non impossibile. La seconda sarebbe tornare in qualche modo davanti alla Corte Suprema, perché la sentenza chiave è passata con soli 5 voti a favore contro 4, perciò basterebbe cambiare la posizione dei due conservatori Roberts e Barrett, o sperare nel ritiro della liberal malata Sotomayor, per rovesciare il verdetto.
Entrambe queste ipotesi però richiedono tempo, e quindi nel frattempo l’amministrazione potrebbe puntare a bandire le donne incinta: «Ci sono visti turistici - ha detto Mullin a Fox News - per cui possono entrare negli Usa o nei nostri territori semplicemente per partorire. Arrivano all’ottavo mese, forse una, due, tre settimane di gestazione rimaste, e partoriscono qui. Hanno un figlio che potrebbe tornare in Cina, crescere in un regime comunista anche se è cittadino americano, e tornare qui. In alcuni casi vanno all’università, rubando proprietà intellettuale. È assolutamente una questione di sicurezza nazionale».
Secondo le stime del Center for Migration Studies, nel 2020 i bambini del “turismo delle nascite” sono stati tra 20.000 e 26.000, ossia meno dell’1%, su un totale di 3,6 milioni di persone venute al mondo negli Usa. Quindi è un fenomeno raro, ma contrastarlo consentirebbe comunque a Trump di rivendicare di aver iniziato ad agire. In realtà le leggi e i regolamenti americani già vieterebbero di venire negli Usa al solo scopo di partorire. Il dipartimento di Stato ha la facoltà di negare i visti a chi usa la frode per ottenerli, e basterebbe dimostrare che una persona ha mentito nella domanda per escluderla. Poi magari qualche caso finirebbe comunque in tribunale, ma intanto Trump potrebbe sostenere di aver iniziato a cancellare lo ius soli.