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Mosca minaccia la Polonia: “Se fornisce droni è a rischio”. Putin apre alla Casa Bianca

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In vista del summit in Turchia che si apre domani lo zar sente il tycoon e Zelensky si prepara a incontrarlo. Il leader ucraino denuncia: “Pronti nuovi raid russi”. Peskov: l’Occidente aiuta Kiev, è in corso una vera guerra
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Varsavia «farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza», dice il Cremlino alla vigilia del vertice Nato di Ankara di domani, lasciando cadere sul tavolo, con apparente nonchalance, una minaccia gravissima alla Polonia e alla stabilità europea. Rispondendo alle notizie secondo cui i servizi di intelligence americani avrebbero avvertito la Polonia di prepararsi a possibili «provocazioni» russe per testare la prontezza delle difese occidentali, Mosca versa benzina sul fuoco. La Polonia «ha messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina», e la Difesa russa ha «pubblicato gli indirizzi» delle fabbriche, dice il portavoce Peskov invitando Varsavia a «riflettere». Definisce «racconti horror» quelli «sui media occidentali» di un possibile attacco russo alla Polonia. E tuttavia avverte che «non c’è nulla di buono» nella presenza di «molte fabbriche di droni che poi vengono lanciati contro di noi».

Peskov ha poi allargato il raggio delle minacce: «L’opera…

Varsavia «farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza», dice il Cremlino alla vigilia del vertice Nato di Ankara di domani, lasciando cadere sul tavolo, con apparente nonchalance, una minaccia gravissima alla Polonia e alla stabilità europea. Rispondendo alle notizie secondo cui i servizi di intelligence americani avrebbero avvertito la Polonia di prepararsi a possibili «provocazioni» russe per testare la prontezza delle difese occidentali, Mosca versa benzina sul fuoco. La Polonia «ha messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina», e la Difesa russa ha «pubblicato gli indirizzi» delle fabbriche, dice il portavoce Peskov invitando Varsavia a «riflettere». Definisce «racconti horror» quelli «sui media occidentali» di un possibile attacco russo alla Polonia. E tuttavia avverte che «non c’è nulla di buono» nella presenza di «molte fabbriche di droni che poi vengono lanciati contro di noi».

Peskov ha poi allargato il raggio delle minacce: «L’operazione militare speciale russa si sta gradualmente trasformando in una guerra su vasta scala, poiché i finanziatori occidentali stanno di fatto partecipando ai combattimenti a fianco di Kiev». E ancora: «È in corso una guerra, una vera guerra», ha osservato, «perché Berlino, Parigi, L’Aia, Oslo e, purtroppo, Washington sono alle spalle di Kiev», ha aggiunto.

E intanto russi e ucraini si accusano reciprocamente di preparare provocazioni in vista del vertice. L’intelligence di Kiev si concentra però su qualcosa di più concreto: «Abbiamo nuove informazioni secondo cui i russi preparano un nuovo attacco massiccio», dice il presidente Zelensky.La nuova ondata di attacchi arriverebbe dopo che nell’ultima settimana la Russia ha spedito in Ucraina «2.200 droni, oltre 1.730 bombe aeree guidate e 106 missili, metà dei quali balistici».

È questo il clima con cui domani si aprirà il summit Nato di Ankara, in cui la guerra in Ucraina sarà uno dei capitoli più rilevanti. Sia Zelensky che Putin lo hanno preparato con colloqui separati con Trump, in occasione del 4 luglio. Il leader ucraino proseguirà il dialogo di persona in Turchia. Ma Zelensky sa bene di non poter contare sull’appoggio pieno degli Stati Uniti, che mantengono un contatto diretto e costante con Mosca. Il Cremlino ha infatti definito «costruttiva» la conversazione tra Putin e Trump, nel corso della quale il presidente americano ha ribadito la disponibilità a lavorare per la pace in Ucraina.

«Esiste una reale prospettiva di porre fine a questa guerra e la determinazione degli Stati Uniti sarà cruciale», dice Zelensky. Ma secondo il consigliere del Cremlino, Ushakov, sabato Putin ha parlato per un’ora e mezza con Trump nella quarta conversazione tra i due leader dall’inizio dell’anno. E il presidente americano gli ha detto che i suoi inviati, Witkoff e Kushner, continueranno a mediare e sono pronti ad andare a Mosca. «Sono sempre benvenuti», commenta Peskov.

Si torna dunque a parlare di pace mentre si armano missili e polemiche, ma le posizioni di partenza restano lontanissime. Putin ha ribadito a Trump di «preferire una soluzione diplomatica» ma partendo dalle «note posizioni fondamentali della Russia». E ha accusato Kiev e gli europei di «puntare a prolungare e aggravare il conflitto», visto che «il partito europeo della guerra ha una percezione errata della situazione al fronte». Entrambi i presidenti in guerra dicono di aver illustrato a Trump la «reale situazione», in cui ciascuno rivendica il «pieno controllo» di Kostyantynivka, una delle ultime roccaforti del Donbass. Il rischio, per Kiev, è il posto scomodo tra le ganasce della morsa. «Ho parlato con Macron — dice Zelensky — l’Europa deve essere parte del processo diplomatico: la sua voce deve avere peso».

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