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L’ex generale Shirreff: “Ma quale riconciliazione, presto Mosca attaccherà e noi saremo impreparati”

(afp)

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Intervista all’ex vicecomandante della Nato in Europa: “Il Vecchio continente si deve convincere che ormai deve garantire la propria difesa senza aiuti esterni”
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Sir Richard Shirreff, 69 anni, è un ex generale dell’esercito britannico, già vicecomandante della Nato in Europa ed è decisamente pessimista sul vertice dell’Alleanza Atlantica che inizia oggi ad Ankara: «Accadrà che Trump attaccherà di nuovo gli europei sulle spese militari, il segretario Rutte con gli altri farà a gara per adularlo e ci ritroveremo al punto di partenza. In un mondo ideale, invece, in questo summit dovrebbero accadere tre cose».

Quali?

«Un controllo rigoroso dell’impegno degli Alleati europei sulla Difesa, che metterebbe in imbarazzo diversi Paesi come il mio Regno Unito, ma che è necessario per colmare il vuoto che stanno lasciando gli americani. Un chiaro accordo della Nato su come sostenere l’Ucraina fino a quando sarà sconfitta la Russia, poiché un cessate il fuoco non durerà a lungo. E una roadmap per cui la Nato si appresta a essere guidata dagli europei, con il sostegno del Canada».

Sir Richard Shirreff, 69 anni, è un ex generale dell’esercito britannico, già vicecomandante della Nato in Europa ed è decisamente pessimista sul vertice dell’Alleanza Atlantica che inizia oggi ad Ankara: «Accadrà che Trump attaccherà di nuovo gli europei sulle spese militari, il segretario Rutte con gli altri farà a gara per adularlo e ci ritroveremo al punto di partenza. In un mondo ideale, invece, in questo summit dovrebbero accadere tre cose».

Quali?

«Un controllo rigoroso dell’impegno degli Alleati europei sulla Difesa, che metterebbe in imbarazzo diversi Paesi come il mio Regno Unito, ma che è necessario per colmare il vuoto che stanno lasciando gli americani. Un chiaro accordo della Nato su come sostenere l’Ucraina fino a quando sarà sconfitta la Russia, poiché un cessate il fuoco non durerà a lungo. E una roadmap per cui la Nato si appresta a essere guidata dagli europei, con il sostegno del Canada».

Quindi crede che il disengagment, ossia la retromarcia degli Stati Uniti dall’Alleanza, sia oramai inevitabile?

«Gli Stati Uniti purtroppo non sono più affidabili. Dobbiamo farcene una ragione. L’America di Trump ha danneggiato la difesa collettiva, continua a minacciare la Groenlandia e con essa un membro Nato come la Danimarca, e sta ritirando le truppe dal fronte orientale dell’Alleanza. Cos’altro deve succedere per far capire agli europei che dovranno presto pensarci da soli? Se attaccata dalla Russia, l’Europa non potrà contare sul sostegno Usa e la Nato deve prepararsi il prima possibile a questa eventualità, aumentando le risorse alla Difesa».

Crede che presto Putin possa attaccare la Nato, o Paesi come la Polonia accusati di essere in guerra contro Mosca per il loro sostegno all’Ucraina?

«Certo, e lo sostiene la stessa intelligence americana. Putin è in grossa difficoltà in Russia, dove oramai si raziona la benzina, e l’Ucraina attacca sempre più spesso raffinerie e centri energetici. La guerra è arrivata anche a Mosca. Dunque, sì, Putin potrebbe presto rispondere attaccando la Nato, convinto anche dal crescente disinteresse di Trump per la Nato. L’unica strada è sconfiggere la Russia».

Cosa intende per “sconfiggere” Mosca?

«Che non sia mai più in grado di attaccare Kiev e i Paesi europei. Ciò si ottiene rendendo l’Ucraina sempre più forte, anche a livello tecnologico, oltre che con armi e addestramento. E poi facendo entrare Kiev nella Nato al più presto. In più, sanzioni devastanti contro la Russia per far rovesciare Putin. È l’unica via affinché l’Europa possa rimanere libera e al sicuro in futuro».

Se Putin attaccasse oggi, saremmo davvero vulnerabili?

«Esattamente. Per questo Europa e Canada devono fare sul serio, e al più presto. Ma purtroppo solo la Germania, i Baltici e Paesi orientali come la Polonia l’hanno capito. Altri, come Regno Unito, Italia e la stessa Francia, sinora sono stati pessimi. Starmer, per esempio, fa solo finta di dare soldi alla Difesa. È solo fuffa. È patetico».

L’addio di Trump alla Casa Bianca, che si presuppone tra due anni e mezzo, non potrebbe riportare l’America sulla “retta via”?

«Premesso che le relazioni militari restano comunque basate sulla fiducia e sul rispetto, a livello politico Trump ha cambiato completamente le dinamiche. Non penso che, con qualunque successore, l’America tornerà al precedente status quo nei rapporti con l’Europa».

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