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Gotland, l’isola svedese che rischia l’invasione in caso di attacco russo alla Nato

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Stoccolma è tornata a militarizzare questo avamposto dei tempi della Guerra fredda: “Chi la prende controlla il Baltico”. E un’esercitazione con i piloti ucraini di droni ha dato risultati allarmanti
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La chiamano “la portaerei inaffondabile”. L’isola di Gotland, in Svezia, è al centro dell’attenzione occidentale perché – a causa dell’escalation delle minacce e delle provocazioni russe – potrebbe rappresentare per Mosca un facile obiettivo per testare l’unità e le risposte della Nato.

Dov’è Gotland

Popolata da meno di 70mila persone, situata a 275 chilometri dall’enclave russa di Kaliningrad e a 87 dalle coste della Svezia, Gotland è nota anche per il grande festival politico di Almedalen, che si tiene ogni anno da quando lo fondò nel 1968 il leader socialdemocratico Olof Palme.

(mappa di Atlantic Council) 

All’apice della Guerra fredda, l’isola ospitava quattro reggimenti e potenzialmente fino a 25mila soldati. Nel 2005, però, è stato chiuso il suo ultimo reggimento, il P18, che solo dal 2018 è stato ricostruito, a una velocità via via sempre maggiore man mano che aumentava la minacc…

La chiamano “la portaerei inaffondabile”. L’isola di Gotland, in Svezia, è al centro dell’attenzione occidentale perché – a causa dell’escalation delle minacce e delle provocazioni russe – potrebbe rappresentare per Mosca un facile obiettivo per testare l’unità e le risposte della Nato.

Dov’è Gotland

Popolata da meno di 70mila persone, situata a 275 chilometri dall’enclave russa di Kaliningrad e a 87 dalle coste della Svezia, Gotland è nota anche per il grande festival politico di Almedalen, che si tiene ogni anno da quando lo fondò nel 1968 il leader socialdemocratico Olof Palme.

(mappa di Atlantic Council) 

All’apice della Guerra fredda, l’isola ospitava quattro reggimenti e potenzialmente fino a 25mila soldati. Nel 2005, però, è stato chiuso il suo ultimo reggimento, il P18, che solo dal 2018 è stato ricostruito, a una velocità via via sempre maggiore man mano che aumentava la minaccia russa, che con l’invasione dell’Ucraina nel 2022 ha spaventato le pacifiche Svezia e Finlandia a tal punto da spingerle ad abbandonare la loro storica neutralità ed entrare nel 2024 nella Nato.

Un’isola strategica

Si teme infatti che, in caso di scontro con l’Alleanza, Putin possa decidere di occuparla: permetterebbe alla Russia di minacciare il passaggio delle navi alleate nel Baltico, di impedire il rifornimento marittimo di Estonia, Lettonia e Lituania e di continuare ad assicurare gli approvvigionamenti dell’exclave Kaliningrad.

Nei piani di difesa svedesi per il periodo 2025-2030, un attacco a sorpresa a Gotland – via aria o via mare – è stato indicato come uno dei sette scenari potenziali che richiedono una pianificazione prioritaria. "Chi controlla Gotland, controlla anche il Mar Baltico", ha dichiarato al Guardian il colonnello Andreas Gustafsson, comandante dell'esercito svedese a Gotland: "Dobbiamo quindi mantenere il controllo di Gotland, per la Svezia ma anche per la Nato".

Oggi lo scenario di un’invasione rimane per fortuna improbabile, si temono più che altro sabotaggi o spionaggio, ma in caso di cessate il fuoco in Ucraina la Russia avrebbe truppe sufficienti per imprese come queste.

Un’esercitazione allarmante

Così, da allegra meta di vacanze estive, è diventata luogo di esercitazioni Nato. Centinaia di reclute in questi giorni si aggirano intorno alla base vicina alle mura medievali della cittadina di Visby, nell’ambito di quel processo di rapida remilitarizzazione che coinvolge tutti i Paesi europei e che è tra i temi del summit dell’Alleanza che si tiene ad Ankara domani e mercoledì. E la società civile studia come dovrebbe fare scorte di cibo e acqua in caso di attacco. La speranza è che il riarmo funga da deterrente. E Gotland continui ad essere una meta di turisti e non di soldati russi. Due mesi fa, però, durante un’esercitazione, piloti ucraini di droni hanno inscenato un attacco all’isola e hanno “fatto a pezzi” le truppe svedesi, dimostrando come in una guerra di droni gli eserciti europei siano ancora drammaticamente indietro. Putin deve aver preso nota. E per una volta si sarà rallegrato di un “successo” ucraino.

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