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Crosetto: “Con gli Usa ricuciremo. Infiltrazioni russe, sono ovunque”

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Il ministro della Difesa: “Trump ce l’ha con noi per l’Iran ma non ridurrà le basi. Rispetteremo gli impegni con la Nato”
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ANKARA – «Non abbiamo gli anticorpi» per contrastare la penetrazione russa, ammette Guido Crosetto nella hall dello Sheraton di Ankara. Sicurezza da città sotto assedio, polizia ovunque, controlli maniacali. Il ministro non è sorpreso dagli arresti nel cuore della Difesa. «Per nulla. Sono ovunque, non solo al mio ministero». Non lo dice, ma intende: ovunque per davvero, a tutti i livelli, in tutte le strutture politiche e istituzionali. «La differenza – aggiunge - è che nel mio ministero li becchiamo». E ancora: «Non potrei essere sorpreso perché sono anni che dico, anzi, che metto in guardia dal rischio di penetrazione».

Ma l’offensiva è solo di Mosca? «Non solo dei russi. Ma i russi sono i più bravi nello spionaggio». «Fate un’analisi dei bot e ve ne renderete conto. L’aumento c’è stato con i social». E comunque, prosegue il ministro, esiste un quesito: l’Italia è pronta a gestire questo allarme? «No, non siamo pronti. Anche perché quando li becchiamo e veniamo attaccati, non possia…

ANKARA – «Non abbiamo gli anticorpi» per contrastare la penetrazione russa, ammette Guido Crosetto nella hall dello Sheraton di Ankara. Sicurezza da città sotto assedio, polizia ovunque, controlli maniacali. Il ministro non è sorpreso dagli arresti nel cuore della Difesa. «Per nulla. Sono ovunque, non solo al mio ministero». Non lo dice, ma intende: ovunque per davvero, a tutti i livelli, in tutte le strutture politiche e istituzionali. «La differenza – aggiunge - è che nel mio ministero li becchiamo». E ancora: «Non potrei essere sorpreso perché sono anni che dico, anzi, che metto in guardia dal rischio di penetrazione».

Ma l’offensiva è solo di Mosca? «Non solo dei russi. Ma i russi sono i più bravi nello spionaggio». «Fate un’analisi dei bot e ve ne renderete conto. L’aumento c’è stato con i social». E comunque, prosegue il ministro, esiste un quesito: l’Italia è pronta a gestire questo allarme? «No, non siamo pronti. Anche perché quando li becchiamo e veniamo attaccati, non possiamo arrivare fino a loro e fermarli definitivamente».

Il problema è complesso, a suo avviso inquietante. «È una cosa con cui conviviamo da anni. C’è una manipolazione non delle elezioni, ma dell’opinione pubblica. Guardate in giro per la rete. Guardate anche alcuni opinionisti che preferiscono farsi influenzare da alcuni messaggi piuttosto che dire la verità». Chiediamo a questo punto a Crosetto se lo preoccupa questa dinamica di spionaggio in vista delle elezioni politiche. E soprattutto: pensa di proporre un patto a tutti i partiti contro queste interferenze? «Lo propongo da sempre. Un accordo per difendere la democrazia. E penso che andrebbe fatto sottoscrivere a tutti».

Non è chiaro se tutti ci starebbero. Ad esempio, crede che lo firmerebbe anche il generale Roberto Vannacci, che esprime spesso posizioni filo-russe? «Vannacci credo che lo firmerebbe. Non mi risulta che ci siano mai state segnalazioni su di lui». La conversazione resta sul fondatore di Futuro nazionale, ma si sposta sul terreno delle previsioni politiche, o fantapolitiche. E quindi: pensa che ritroverà un leader politico come Vannacci al suo fianco in consiglio dei ministri? «E uno di voi è presidente del consiglio…», ride Crosetto. «Non riconosco la parola leader» legata a Vannacci. «O almeno, non adesso, magari in prospettiva…». Non ci crede, evidentemente.

La conversazione vira su Donald Trump e sui nuovi attacchi a Giorgia Meloni e ai paesi europei: Italia, Germania e Francia. «Cosa ha detto Trump? Ah, vedete, ha detto “Meloni mi piace”. Bene, quindi…», e sorride. Poi, più seriamente: «I rapporti tra Stati continuano anche se due leader discutono». Restano però gli affondi durissimi contro la presidente del Consiglio. Ma qual è la ragione profonda che induce Trump a insistere? «Non è per Sigonella, no – è la tesi di Crosetto - ce l’ha con noi perché non abbiamo partecipato agli attacchi in Iran». Per non essere stati belligeranti al loro fianco. «E infatti oggi Trump ha attaccato anche Francia e Germania». Non per questo, il titolare della Difesa pensa che al momento ci sarà una riduzione del numero di militari americani nelle basi italiane. «No, non credo». Il nodo con il Presidente degli Stati Uniti è geopolitico, ma anche di politica interna. Ad essere contestati da lui, Crosetto, ci perdete o guadagnate in termini di consenso? «Nessuna delle due cose. Lui ci attacca perché parla al suo elettorato».

Qui ad Ankara l’Italia si presenta senza aver investito in difesa quanto il ministro avrebbe voluto. Eppure, sostiene che adesso Roma si presenta alla Nato «con i conti fatti» e una traiettoria di crescita. Sono i diciannove miliardi nel 2027-2028, di cui ha riferito Repubblica. Ma è un impegno che potrebbe spettare al prossimo governo, Crosetto? «No, saremo noi a finanziarli, perché la manovra è triennale e li prevederemo nella legge di bilancio. Il prossimo governo si troverà il lavoro già fatto».

Al vertice Nato è presente anche Volodymyr Zelensky. Trump sembra pronto a confermare una linea favorevole a Kiev, inaugurata in occasione del G7 di Evian. «Sì – è l’ultimo ragionamento di Crosetto - perché è pragmatico. Ha cambiato idea vedendo cosa sta succedendo sul campo».

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