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Si suicida un sopravvissuto della strage di Manchester

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Adam Regan-Brooks era uscito illeso dall’attentato del 2017, poi il disturbo da stress post traumatico e il senso di colpa del sopravvissuto lo hanno portato a togliersi la vita
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LONDRA – L’atroce rimorso del sopravvissuto ha fatto un’altra vittima. «È la 23esima della strage di Manchester al concerto di Ariana Grande», sostiene Hannah, sorella di Adam Regan-Brooks. Il 27enne di Oldham è stato ritrovato morto lo scorso maggio, nove anni dopo il massacro. I risultati tossicologici devono ancora arrivare ma per Hannah non ci sono dubbi. Adam si è tolto la vita, come aveva provato a fare in più occasioni in questi anni, l’ultima volta rimanendo anche invalido: «Ho sempre sperato che mio fratello riuscisse a passare dall’essere una vittima all’essere un sopravvissuto – racconta la donna al Sunday Times – ma purtroppo non è mai arrivato a quel punto».

Il 22 maggio del 2017 un terrorista dell’Isis, il britannico di origine so…

LONDRA – L’atroce rimorso del sopravvissuto ha fatto un’altra vittima. «È la 23esima della strage di Manchester al concerto di Ariana Grande», sostiene Hannah, sorella di Adam Regan-Brooks. Il 27enne di Oldham è stato ritrovato morto lo scorso maggio, nove anni dopo il massacro. I risultati tossicologici devono ancora arrivare ma per Hannah non ci sono dubbi. Adam si è tolto la vita, come aveva provato a fare in più occasioni in questi anni, l’ultima volta rimanendo anche invalido: «Ho sempre sperato che mio fratello riuscisse a passare dall’essere una vittima all’essere un sopravvissuto – racconta la donna al Sunday Times – ma purtroppo non è mai arrivato a quel punto».

Il 22 maggio del 2017 un terrorista dell’Isis, il britannico di origine somala Salman Abedi, si fa esplodere nel foyer alla fine del concerto della popstar americana: 22 morti, tra cui tantissimi adolescenti, e centinaia di feriti. Adam Regan-Brooks è illeso e riesce anche a portare fuori un amico. Eppure, da quel momento, come raccontano i suoi familiari che hanno condiviso la sua drammatica storia per sensibilizzare il pubblico, Adam entra in una spirale fatale, di depressione, tormenti e disperazione: insonnia cronica, abuso di alcol, comportamenti autodistruttivi ed erratici, la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico e le cure ritardate dalla sanità pubblica, le 10mila sterline di sostegno alle vittime della strage sperperate in pochi giorni, vari tentativi di togliersi la vita.

«Soffriva profondamente del senso di colpa del sopravvissuto – racconta il marito Michael Regan-Brooks, 34 anni, che ha sposato Adam nell’ottobre del 2021 – diceva sempre che avrebbe voluto non andarsene e restare lì ad aiutare le persone».

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