Da Prima guerra mondiale a cyberguerra: Londra si prepara alla maggiore esercitazione di sempre
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Il Regno Unito terrà il prossimo anno la più grande esercitazione di difesa sul territorio nazionale degli ultimi decenni, per preparare meglio il Paese all'eventualità di una guerra. Battezzata "Operation Albiston Shadow", coinvolgerà ministri e centinaia di funzionari provenienti da tutto il governo e dal settore pubblico, e, come rivela Sky News, si svolgerà in parallelo a una più ampia esercitazione della Nato. Un alto esponente del governo ha inoltre annunciato alla tv britannica che entro la fine dell'anno sarà lanciata una nuova campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della resilienza nazionale.
Darren Jones, viceministro del Tesoro britannico, ha spiegato che l’esecutivo sta accelerando la pianificazione della difesa interna. Ciò comprende l'aggiornamento del cosiddetto “Government War Book”, il manuale governativo e strategico di guerra, inizialmente apparso durante la Prima gue…
LONDRA - Il Regno Unito terrà il prossimo anno la più grande esercitazione di difesa sul territorio nazionale degli ultimi decenni, per preparare meglio il Paese all'eventualità di una guerra. Battezzata "Operation Albiston Shadow", coinvolgerà ministri e centinaia di funzionari provenienti da tutto il governo e dal settore pubblico, e, come rivela Sky News, si svolgerà in parallelo a una più ampia esercitazione della Nato. Un alto esponente del governo ha inoltre annunciato alla tv britannica che entro la fine dell'anno sarà lanciata una nuova campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della resilienza nazionale.
Darren Jones, viceministro del Tesoro britannico, ha spiegato che l’esecutivo sta accelerando la pianificazione della difesa interna. Ciò comprende l'aggiornamento del cosiddetto “Government War Book”, il manuale governativo e strategico di guerra, inizialmente apparso durante la Prima guerra mondiale, che definisce il passaggio dell'intera società dallo stato di pace a quello di guerra e che prevede un maggiore coordinamento tra autorità militari e civili in caso di crisi. “Metteremo rigorosamente alla prova questi piani attraverso la più grande esercitazione di difesa del territorio britannico degli ultimi decenni, per assicurarci che, qualora dovesse accadere il peggio, saremo sempre pronti”, ha dichiarato Jones in una comunicazione scritta al Parlamento.
L'esercitazione servirà a testare la risposta del Paese ad attacchi ibridi, ossia al di sotto della soglia di una guerra convenzionale. Non sono state specificate le minacce che verranno simulate, ma potrebbero comprendere cyberattacchi, sabotaggi o assassinii mirati. Parallelamente, aggiunge Sky News, il ministero di Jones ha anche pubblicato una versione aggiornata del National Risk Register, il registro nazionale che monitora i principali rischi per il Regno Unito, dalla guerra su larga scala ai cyberattacchi, fino a siccità e pandemie. Per la prima volta, tra i rischi è stata inserita anche la possibilità di interferenze nel processo democratico britannico, insieme ad altre sei nuove minacce, tra cui la possibilità che l'intelligenza artificiale renda più sofisticati gli attacchi informatici contro infrastrutture dati, reti idriche e sistemi di polizia.
Il precedente manuale strategico di guerra “Government War Book” era stato accantonato negli anni successivi alla fine della Guerra Fredda. Ora, Londra lo sta riaggiornando, e in fretta. E, come scrive il New Statesman, riguarda molto più della semplice risposta delle forze armate. Difatti “definisce il modo in cui la società e l'economia possano rimanere resilienti e continuare a funzionare durante una crisi. La sua versione aggiornata dovrà stimolare un dibattito che coinvolga l'intera società e favorire la partecipazione dell'industria, delle imprese e delle istituzioni. Così elaborando piani per reclutare, formare e mobilitare la società civile, qualora fosse necessario, e prevedere misure per garantire il corretto funzionamento dei servizi pubblici, per sostenere una società sottoposta alle pressioni di un conflitto”.