✕

La guerra ucraina senza umani: sul Dnipro sbarca il tank robot che sostituisce i marines

Ascolta l'audio

Nuovo primato di Kiev: una nave senza equipaggio ha sbarcato un cingolato da combattimento autonomo nelle isole occupate dai russi che è andato a distruggere i bunker nemici. Potrebbero farlo su grande scala in Crimea
2 minuti di lettura

Una volta c’erano i marines, adesso i robot sono pronti a sostituirli. Non si tratta di simulazioni, ma dell’ultima incursione ucraina contro le postazioni russe nel delta del fiume Dnipro. Una barca senza equipaggio ha fatto sbarcare sulla spiaggia un cingolato da combattimento autonomo. Come i tank americani sulle spiagge di Iwo Jima, il piccolo veicolo blindato si è diretto a tutta velocità nell’entroterra, sparando con una mitragliera su un avamposto nemico.

Si tratta di un altro primato delle forze armate di Kiev, che stanno rivoluzionando le tattiche di guerra grazie a strumenti tecnologici sempre più avanzati: sistemi che vanno in battaglia facendo a meno degli esseri umani. “E’ un approccio nuovo alla guerra, dove i compiti più pericolosi sono svolti da macchine – sottolinea il comunicato diffuso sui social dalla 123ma brigata di Difesa Territoriale –. I militari ucraini stanno riscrivendo le regole dei conflitti moderni”.

Per l’Ucraina si tratta di un investimento strate…

Una volta c’erano i marines, adesso i robot sono pronti a sostituirli. Non si tratta di simulazioni, ma dell’ultima incursione ucraina contro le postazioni russe nel delta del fiume Dnipro. Una barca senza equipaggio ha fatto sbarcare sulla spiaggia un cingolato da combattimento autonomo. Come i tank americani sulle spiagge di Iwo Jima, il piccolo veicolo blindato si è diretto a tutta velocità nell’entroterra, sparando con una mitragliera su un avamposto nemico.

Si tratta di un altro primato delle forze armate di Kiev, che stanno rivoluzionando le tattiche di guerra grazie a strumenti tecnologici sempre più avanzati: sistemi che vanno in battaglia facendo a meno degli esseri umani. “E’ un approccio nuovo alla guerra, dove i compiti più pericolosi sono svolti da macchine – sottolinea il comunicato diffuso sui social dalla 123ma brigata di Difesa Territoriale –. I militari ucraini stanno riscrivendo le regole dei conflitti moderni”.

Per l’Ucraina si tratta di un investimento strategico: producono migliaia di droni terrestri, cercando di compensare la superiorità demografica della Russia. Sono veicoli ruotati o cingolati, con un profilo basso e motori elettrici che hanno tracce termiche molto ridotte. Dispongono di una telecamera anteriore con un software per evitare gli ostacoli e vengono pilotati tramite un antenna satellitare Starlink. Spesso agiscono in coppia con quadricotteri che dall’alto segnalano problemi sul percorso o minacce avversarie. L’impiego principale è la logistica: trasportano munizioni e cibo nella gigantesca “zona grigia” che ha sostituito il fronte, un “campo di morte” dominato da sciami di droni volanti pronti a lanciarsi contro qualsiasi bersaglio. Molto diffusi i barellieri-robot che vanno a prelevare i feriti e li trasferiscono nelle retrovie: sono l’unica speranza di salvezza per chi è stato colpito, perché in quella situazione nessun ufficiale rischia due uomini per salvarne uno.

Da oltre un anno Kiev ha intensificato anche la costruzione delle macchine combattenti, dotate di mitragliatrici, lanciagranate o missili controcarro. Alcune dispongono di intelligenza artificiale che riconosce gli obiettivi e decide da sola di aprire il fuoco: in Ucraina ormai gli automi killer stanno dilagando, senza forme di limitazione. Uno dei compiti principali affidati a queste macchine è la vigilanza sulla frontiera bielorussa: fanno la guardia ai reticolati e ai campi minati, permettendo di mandare i fanti nella prima linea. In genere le sentinelle ruotate si coordinano con i quadricotteri spia, formando una rete in grado di intervenire immediatamente in caso di allarme.

La presenza dei robot d’attacco sta aumentando pure negli scontri nel Donbass e nella pianura di Zaporizhzhia. Usano le loro doti meccaniche per tendere agguati, soprattutto di notte: si appostano tra i cespugli, attivano il risparmio di energia e restano silenti in attesa di localizzare con i visori a infrarossi le pattuglie nemiche, contro cui sparano raffiche micidiali. I loro rivali più agguerriti sono i quadricotteri, che cercano di prenderli alle spalle ossia nell’angolo cieco. Per questo sugli ultimi modelli viene inserita pure una telecamera posteriore rivolta verso l’alto.

La missione di sbarco non è stata simbolica. Fa parte delle azioni per conquistare il Kinburn Spit, una striscia di terra lunga quaranta chilometri che dalla foce del Dnipro si inoltra nel Mar Nero. I russi l’hanno occupata nel marzo del 2022 e l’utilizzano per dirigere i bombardamenti contro l’altra sponda e le coste verso Odessa. Da settimane gli ucraini cercano di impossessarsene e ci sono scontri continui.

La 123ma brigata della Difesa Territoriale ha usato la nave e la mitragliera robottizzata per neutralizzare un radar russo che sorvegliava i movimenti sul fiume. Sono sbarcati in una insenatura e da lì l’automa ha scaricato la mitragliatrice pesante contro l’obiettivo. Questa azione può aprire la strada all’arrivo sulla spiaggia di altri mezzi anfibi per stabilire una testa di ponte. E non è escluso che prossimamente operazioni del genere si ripetano su scala più grande sulle coste della Crimea: nel 2023 ci sono stati piccoli raid di incursori della marina, adesso gli ucraini stanno pensando a qualcosa di più spettacolare.

Leggi i commenti