NEW YORK – Si scrive “civilizational bonds”, ossia legami di civiltà, ma va tradotta come l’ultima iniziativa dell’amministrazione Trump per ridisegnare l’Europa a propria immagine e somiglianza. Parliamo dei finanziamenti rivelati dal Financial Times, che il dipartimento di Stato elargirà a gruppi della società civile, ong, istituzioni culturali allineate con la visione sovranista di Washington, per promuovere le sue idee nel Vecchio Continente: dall’immigrazione alla censura, passando per le regole che imbrigliano le compagnie americane in particolare nel digitale.
Per capire cosa sta accadendo è necessario un passo indietro. Già nel primo mandato l’amministrazione Trump aveva manifestato la propria insofferenza per l’Europa di Bruxelles, col desiderio neanche troppo nascosto di demolire l’Unione Europea, insieme alle denunce di una presunta decadenza continentale che si poteva vedere nelle strade di Parigi, Londra o Berlino, provocata dall’immigrazione senza controlli e la criminal…
NEW YORK – Si scrive “civilizational bonds”, ossia legami di civiltà, ma va tradotta come l’ultima iniziativa dell’amministrazione Trump per ridisegnare l’Europa a propria immagine e somiglianza. Parliamo dei finanziamenti rivelati dal Financial Times, che il dipartimento di Stato elargirà a gruppi della società civile, ong, istituzioni culturali allineate con la visione sovranista di Washington, per promuovere le sue idee nel Vecchio Continente: dall’immigrazione alla censura, passando per le regole che imbrigliano le compagnie americane in particolare nel digitale.
Per capire cosa sta accadendo è necessario un passo indietro. Già nel primo mandato l’amministrazione Trump aveva manifestato la propria insofferenza per l’Europa di Bruxelles, col desiderio neanche troppo nascosto di demolire l’Unione Europea, insieme alle denunce di una presunta decadenza continentale che si poteva vedere nelle strade di Parigi, Londra o Berlino, provocata dall’immigrazione senza controlli e la criminalità. Per contrastarla l’amministrazione aveva coltivato i rapporti con governi e forze politiche affini, a partire dall’Ungheria di Orbán, dove la lobby conservatrice Cpac organizzava le sue kermesse transatlantiche. O l’Italia, dove non a caso l’ex consigliere Steve Bannon voleva aprire la sua “Accademia dei gladiatori” nella Certosa di Trisulti - e ancora vorrebbe farlo - per addestrare i combattenti culturali e politici europei a diffondere il verbo sovranista.
Una volta tornato al potere Trump ha rilanciato la crociata, prima con il provocatorio discorso del suo vice J D Vance alla Conferenza per la sicurezza di Monaco, dove aveva denunciato «l’allontanamento dai valori comuni», e poi con la nuova Strategia di Sicurezza Nazionale (Nss) che definisce l’Europa un blocco in declino, avviato verso la «cancellazione» della propria civiltà. Partendo dalla censura, che prenderebbe di mira i conservatori per metterli a tacere.
Allo scopo di aiutare l’Europa a evitare questo “baratro”, il dipartimento di Stato intende finanziare gruppi e persone impegnate in progetti per promuovere la sovranità nazionale, le politiche restrittive sull’immigrazione, la libertà di parola per chi la pensa come l’amministrazione e la cancellazione delle regole digitali che penalizzano le compagnie americane. Pochi soldi, ma è un inizio. In tutto circa 5 milioni di dollari, che andranno e due o tre fortunati, selezionati attraverso bandi già attivi in scadenza il 12 agosto.
Interpellato da Repubblica, il dipartimento di Stato non ha escluso italiani tra i vincitori: «L’amministrazione Trump - ci ha detto un portavoce - rimane impegnata a difendere democrazia e diritti umani in tutto il mondo, compresa l’Europa. Il loro rispetto condiviso è alla base della relazione transatlantica. La programmazione in Europa mira a sostenere i nostri alleati europei nella difesa di quei diritti e principi, insieme all’autostima della propria civiltà e sovranità, da chi cerca di minarli». Il bando accusa espressamente i governi europei di «allontanarsi da queste fondamenta, attraverso burocrazie sovranazionali».
Sarà un caso, ma questa campagna parte proprio alla vigilia dell’incontro che il dipartimento di Stato ospiterà oggi per contrastare il terrorismo politico riemergente, a cui sono invitati 70 paesi fra cui l’Italia. Lo scopo è combattere il movimento antifa, magari stabilendo collegamenti fra gruppi europei accusati di violare la legge e oppositori americani, in modo da poterli perseguire più duramente.