Via il ministro dei droni, Zelensky silura Fedorov
di Daniele Castellani PerelliIn una delle fasi più incoraggianti della guerra contro la Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha licenziato dopo soli sei mesi il suo ministro della Difesa Mikhailo Fedorov, apprezzatissimo in patria e in Occidente, nonostante sia il simbolo di questa svolta favorevole nel conflitto. Ed è di nuovo “House of Cards” a Kiev. Dopo aver cacciato a sorpresa dopo nemmeno un anno la premier Yulia Svyrydenko – costretta lunedì alle dimissioni per fare posto probabilmente a Serhiy Koretskyi, proposto da Zelensky al Parlamento – Zelensky prosegue nel rimpasto di governo e mette alla porta il ministro della Difesa. Che paga le battaglie contro la corruzione e le sue proposte di riforma dell’esercito, invise al potente ma discusso comandante dell’esercito Oleksandr Syrskyi, generale 60enne di scuola post-sovietica che i critici accusano di essere legato alla corruzione del mondo militare.
La decisione è arrivata dopo un ultimo incontro a tre tra il leader e i due contendenti, al…
In una delle fasi più incoraggianti della guerra contro la Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha licenziato dopo soli sei mesi il suo ministro della Difesa Mikhailo Fedorov, apprezzatissimo in patria e in Occidente, nonostante sia il simbolo di questa svolta favorevole nel conflitto. Ed è di nuovo “House of Cards” a Kiev. Dopo aver cacciato a sorpresa dopo nemmeno un anno la premier Yulia Svyrydenko – costretta lunedì alle dimissioni per fare posto probabilmente a Serhiy Koretskyi, proposto da Zelensky al Parlamento – Zelensky prosegue nel rimpasto di governo e mette alla porta il ministro della Difesa. Che paga le battaglie contro la corruzione e le sue proposte di riforma dell’esercito, invise al potente ma discusso comandante dell’esercito Oleksandr Syrskyi, generale 60enne di scuola post-sovietica che i critici accusano di essere legato alla corruzione del mondo militare.
La decisione è arrivata dopo un ultimo incontro a tre tra il leader e i due contendenti, al termine del quale Zelensky aveva solo espresso la necessità del dialogo tra il ministero della Difesa e l’esercito, i cui generali chiedevano a Fedorov più missili e munizioni, non solo droni.
Tecnocrate di 35 anni, già ministro della trasformazione digitale dal 2019 al gennaio scorso, a Fedorov è riconosciuto il merito di aver sviluppato i mezzi che hanno portato oggi le forze di Kiev a un vantaggio tattico contro la Russia, in particolare la disattivazione di Starlink per il nemico e l’uso dei droni contro la logistica. Grazie all’amicizia con i capi della Silicon Valley, come il boss di Palantir Alex Karp, ha sviluppato l’uso dell’Ia nell’esercito.
Al suo posto dovrebbe traslocare il meno ambizioso ministro degli Interni uscente, Ihor Klymenko, mentre Sergii Koretskyi, manager dell’azienda pubblica Naftogaz, dovrebbe diventare premier. Se il Parlamento, ovviamente, sarà d’accordo.
Ieri Fedorov ha annunciato le “dimissioni” elencando in 22 punti tutti i successi del suo team. Tra questi: disabilitare Starlink per i russi (ottenuto da Fedorov convincendo personalmente Elon Musk, che aveva conosciuto quando era ministro della trasformazione digitale); lanciare un programma di supporto per unità d’assalto dotate di droni moderni; acquistare per la prima volta migliaia di pickup, buggy e quad per l’esercito tramite gara d’appalto; stipulare il primo contratto per missili Patriot Pac-2 Gem-T e richiedere un prestito europeo per l’acquisto di missili Pac-3; avviare una trasformazione dell’esercito impopolare ma estremamente importante; testare con successo (proprio in questi giorni) missili balistici; pianificare e attuare insieme ai militari l’Operazione Auchan, che ha bloccato l’offensiva meccanizzata nemica per sei mesi; aprire alle esportazioni nell’ambito del programma “Drone Deal”.
Non è ancora chiaro se Fedorov riceverà un altro incarico, ma il suo allontanamento dalla Difesa è accolto con disapprovazione dai deputati di maggioranza e opposizione che anonimamente hanno commentato l’avvicendamento e con scandalo da tutti i principali commentatori occidentali ed ucraini esperti del conflitto. La notizia ha oscurato l’annuncio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, arrivato ieri a Kiev, su un nuovo accordo per la produzione di droni che vedrà Ucraina e Ue insieme.