Studenti stranieri “a tempo” negli Usa: l’ultima mossa di Trump contro gli immigrati non permanenti
di Massimo BasileNEW YORK - Gli studenti stranieri “a tempo” è l’ultima novità dell’amministrazione guidata da Donald Trump. Il governo americano ha approvato una normativa che limita a quattro anni la permanenza negli Stati Uniti degli studenti internazionali, salvo autorizzazione del governo federale per prolungare il periodo. Lo ha annunciato il dipartimento per la Sicurezza interna, segnando una svolta rispetto alla prassi seguita per decenni.
La misura entrerà in vigore a settembre. Verranno introdotte anche restrizioni sulle modalità con cui gli studenti stranieri potranno cambiare corso di laurea durante il percorso di studi. Finora le regole consentivano agli studenti di rimanere per tutto il tempo necessario a completare il proprio programma universitario, anche quando questo superava i classici quattro anni. "Questa misura è inutile", ha dichiarato Zuzana Wootson, vicedirettrice per le politiche federali della Presidents' Alliance on Higher Education and Immigration, organizzazione che riuni…
NEW YORK - Gli studenti stranieri “a tempo” è l’ultima novità dell’amministrazione guidata da Donald Trump. Il governo americano ha approvato una normativa che limita a quattro anni la permanenza negli Stati Uniti degli studenti internazionali, salvo autorizzazione del governo federale per prolungare il periodo. Lo ha annunciato il dipartimento per la Sicurezza interna, segnando una svolta rispetto alla prassi seguita per decenni.
La misura entrerà in vigore a settembre. Verranno introdotte anche restrizioni sulle modalità con cui gli studenti stranieri potranno cambiare corso di laurea durante il percorso di studi. Finora le regole consentivano agli studenti di rimanere per tutto il tempo necessario a completare il proprio programma universitario, anche quando questo superava i classici quattro anni. "Questa misura è inutile", ha dichiarato Zuzana Wootson, vicedirettrice per le politiche federali della Presidents' Alliance on Higher Education and Immigration, organizzazione che riunisce molte istituzioni universitarie. "Gli studenti internazionali sono già tra le categorie di immigrati non permanenti più strettamente controllate negli Stati Uniti e sono sottoposti a un monitoraggio rigoroso da parte del dipartimento per la Sicurezza interna e dalle università”.
Il segretario del dipartimento, Markwayne Mullin, ha difeso le restrizioni, sostenendo che serviranno a cancellare una “scappatoia" che consentiva agli studenti di prolungare in modo indefinito la permanenza nel Paese attraverso l'estensione dei propri studi. “Gli studenti stranieri - ha spiegato - restino concentrati sul loro obiettivo principale: completare gli studi e fare ritorno nel proprio Paese”.
La decisione si inserisce nella “guerra" che Trump ha dichiarato alle università e agli studenti stranieri, un bacino di persone che parti del governo accusano di diventare, grazie alla cultura, una base progressista che si aggiunge a quella americana. In primavera la revoca, poi contestata in tribunale, dello status legale di migliaia di studenti aveva spinto molti di loro a lasciare gli Stati Uniti o a nascondersi per paura di venire arrestati ed espulsi.