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Kiev in piazza per l’ex ministro Fedorov: “Alla Difesa vogliamo lui”

(afp)

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Ma Zelensky sceglie lo 007 Khmara per succedere al ministro hi-tech. Il politico silurato contro il capo delle forze armate: “Divide il Paese”
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Gli ucraini non scendevano in piazza da quando, un anno fa, il governo aveva tentato di mettere sotto il proprio controllo le agenzie anticorruzione. Ora, la questione che guida le proteste a Kiev e in altre grandi città è la defenestrazione del giovane e popolare ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, 35 anni, decisa dal presidente Zelensky per accontentare la richiesta del capo delle forze armate, Oleksandr Syrsky. Un rimpasto inaspettato, politicamente deflagrante, che fa passare in secondo piano gli altri avvicendamenti, anch’essi importanti.

L’amministratore delegato di Naftogaz, Sergiy Koretskyi, è stato nominato premier dalla Verkhovna Rada al posto di Yulia Svyrydenko, rimasta in carica un anno. Fedorov, invece, è stato sostituito alla Difesa da Yevgeny Khmara, un alto funzionario dello Sbu, i servizi segreti interni. L’incarico è ad interim, il mandato è portare a termine le riforme del predecessore.

«Un presidente in tempo di guerra non dovrebbe essere costretto a sceg…

Gli ucraini non scendevano in piazza da quando, un anno fa, il governo aveva tentato di mettere sotto il proprio controllo le agenzie anticorruzione. Ora, la questione che guida le proteste a Kiev e in altre grandi città è la defenestrazione del giovane e popolare ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, 35 anni, decisa dal presidente Zelensky per accontentare la richiesta del capo delle forze armate, Oleksandr Syrsky. Un rimpasto inaspettato, politicamente deflagrante, che fa passare in secondo piano gli altri avvicendamenti, anch’essi importanti.

L’amministratore delegato di Naftogaz, Sergiy Koretskyi, è stato nominato premier dalla Verkhovna Rada al posto di Yulia Svyrydenko, rimasta in carica un anno. Fedorov, invece, è stato sostituito alla Difesa da Yevgeny Khmara, un alto funzionario dello Sbu, i servizi segreti interni. L’incarico è ad interim, il mandato è portare a termine le riforme del predecessore.

«Un presidente in tempo di guerra non dovrebbe essere costretto a scegliere in una situazione del genere», commenta irritato Zelensky, riferendosi al fatto che sia Fedorov sia Syrsky gli avevano chiesto la rimozione dell’avversario. Alla fine, il presidente ha preferito tutelare il capo delle forze armate, provando comunque a tenere in squadra Fedorov proponendogli, invano, il ruolo di consigliere.

«Invece di escogitare un modo per sconfiggere la Russia, il generale Syrsky ha escogitato un modo per dividere il Paese», riferisce ai giornalisti l’ex ministro, che nel semestre in cui è stato a capo della Difesa si è guadagnato la reputazione di rottamatore e modernizzatore, cosa che lo ha portato a scontrarsi con i vertici militari, in primis con Syrsky. «Ci siamo trovati di fronte al fatto che tutte le iniziative che proponevamo cominciavano a essere bloccate dall’esercito, Syrsky è pronto a tessere intrighi e non a riconoscere il problema», denuncia Fedorov, sottolineando di non credere che con l’attuale capo delle forze armate, l’Ucraina possa vincere la guerra.

Le critiche per il siluramento non arrivano solo dalle piazze, riempite ieri con centinaia di persone che sventolavano bandiere coi colori dell’Ucraina e scandivano slogan, ma anche da diversi parlamentari, persino del partito di maggioranza. Il timore è che privarsi di una figura chiave, che ha sempre lavorato per lo sviluppo e l’allargamento della flotta dei droni e l’innovazione tecnologica applicata alla guerra, rischi di frenare lo slancio sul campo di battaglia, dove l’Ucraina, pur impantanata nel Donbass, sta riuscendo a colpire le infrastrutture energetiche in territorio russo, mettendo in difficoltà Mosca.

«Non ha molta importanza chi sia il ministro della Difesa», dichiara Dimitrij Peskov, portavoce del Cremlino. «Basta che ci sia qualcuno che prenda una decisione responsabile e che permetta di raggiungere una soluzione pacifica. E quali sia la decisione da prendere è ben noto». Ossia, per il governo russo, la resa di Kiev nel Donbass.

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