WASHINGTON – Il senatore Jon Ossoff pesa bene le parole, enfatizzandole una per una, mentre emette questo verdetto: «La sconfitta di Trump alle elezioni midterm di novembre sarà così schiacciante, che nessun trucco sporco architettato alla Casa Bianca potrà risparmiarlo dalla batosta che merita». Lo dice perché la sua Georgia è da sempre al centro delle cospirazioni nel mondo Maga sulla regolarità del voto, ma forse anche perché molti lo considerano il nuovo Barack Obama del partito democratico, l’astro nascente pronto a scattare nella corsa alla Casa Bianca.
Come giudica il messaggio che Trump ha lanciato all’intera nazione?
«Il presidente ha tenuto il solito discorso da “sore loser”, un perdente frignone che non riesce ad accettare la sconfi…
WASHINGTON – Il senatore Jon Ossoff pesa bene le parole, enfatizzandole una per una, mentre emette questo verdetto: «La sconfitta di Trump alle elezioni midterm di novembre sarà così schiacciante, che nessun trucco sporco architettato alla Casa Bianca potrà risparmiarlo dalla batosta che merita». Lo dice perché la sua Georgia è da sempre al centro delle cospirazioni nel mondo Maga sulla regolarità del voto, ma forse anche perché molti lo considerano il nuovo Barack Obama del partito democratico, l’astro nascente pronto a scattare nella corsa alla Casa Bianca.
Come giudica il messaggio che Trump ha lanciato all’intera nazione?
«Il presidente ha tenuto il solito discorso da “sore loser”, un perdente frignone che non riesce ad accettare la sconfitta. È stato nella stessa misura patetico e pericoloso. Ha ripetuto le sue lamentele abituali, aggiungendo l’attacco alla Cina, per cercare di screditare la sconfitta subita per mano del popolo americano nel 2020. Quindi ha gettato anche le basi per un qualche tentativo di interferire o screditare anche le prossime elezioni midterm di novembre».
Teme che possa non riconoscere l’esito del voto, se i democratici vincessero?
«Beh, Donald Trump si è già rifiutato di accettare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, quindi non ci sarebbe molto da sorprendersi se facesse lo stesso con le midterm».
Ce l’ha in particolare con la sua Georgia, dove aveva chiesto al segretario di Stato di trovargli gli 11.000 voti di cui aveva bisogno per ribaltare il successo di Joe Biden.
«Fin dall’inizio, l’ossessione di Trump per le elezioni in Georgia ha rivelato la sua rabbia per il fatto che gli elettori neri siano stati determinanti nella sua sconfitta. Perciò chiedo ai cittadini responsabili di tutto il Paese di unirsi a me nel sostenere i nostri sforzi per la protezione dei diritti dei votanti del nostro Stato».
Perché lo fa?
«Ha fatto infuriare il pubblico americano in generale, e la sua base in particolare, come presidente di guerra. Poi anche con i dazi e i tagli alla sanità, che stanno rendendo tutto più costoso. Questa rabbia è palpabile, perché a lui non importa nulla della crisi relativa al costo della vita, ma si preoccupa solo di riempirsi le tasche. Perciò ora sta cambiando direzione, con le elezioni a pochi mesi di distanza, passando dall’ossessione per la sua nuova sala da ballo nella Casa Bianca, a quella per le teorie del complotto elettorali».
Non teme che possa avere successo e convincere gli elettori?
«Credo che i suoi attacchi al diritto di voto e alle elezioni evocheranno e mobiliteranno un’ondata di sfida proprio in sua opposizione. Alla fine il margine della sconfitta a novembre sarà così schiacciante, che nessun trucco sporco architettato nello Studio Ovale lo risparmierà della sconfitta che gli spetta».
Voi democratici state puntando sul tema dell’affordability, il caro vita, e anche il ritorno dell’inflazione favorito dalla guerra in Iran, ma alcuni vi criticano perché dovreste essere più aggressivi e fare delle elezioni midterm un referendum sul futuro della democrazia americana. State sbagliando strategia?
«No, ma penso che dobbiamo essere in grado di affrontare contemporaneamente più questioni critiche».