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Putin precipita nei sondaggi. Arrestato il blogger ribelle

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Il gradimento per il presidente cala di cinque punti: paga la crisi del carburante. Fermato Remeslo, suo ex sostenitore
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SAN PIETROBURGO – Continuano a calare gli indici di gradimento del presidente russo Vladimir Putin, toccando i livelli più bassi dall’inizio della guerra in Ucraina. Un recente sondaggio condotto dal centro demoscopico Fom mostra una flessione di cinque punti percentuali in una sola settimana, dal 71 al 66 per cento. Un calo di questa entità non si registrava dal settembre 2022, quando, per evitare il collasso del fronte, il Cremlino fu costretto a ricorrere alla mobilitazione.

Sebbene il livello di consenso nei confronti di Putin resti ancora superiore a quello registrato prima dell’invasione dell’Ucraina, la tendenza sembra indicare il progressivo esaurimento dell’effetto di rally around the flag, il fenomeno per cui, in tempo di guerra, l’opini…

SAN PIETROBURGO – Continuano a calare gli indici di gradimento del presidente russo Vladimir Putin, toccando i livelli più bassi dall’inizio della guerra in Ucraina. Un recente sondaggio condotto dal centro demoscopico Fom mostra una flessione di cinque punti percentuali in una sola settimana, dal 71 al 66 per cento. Un calo di questa entità non si registrava dal settembre 2022, quando, per evitare il collasso del fronte, il Cremlino fu costretto a ricorrere alla mobilitazione.

Sebbene il livello di consenso nei confronti di Putin resti ancora superiore a quello registrato prima dell’invasione dell’Ucraina, la tendenza sembra indicare il progressivo esaurimento dell’effetto di rally around the flag, il fenomeno per cui, in tempo di guerra, l’opinione pubblica tende a stringersi attorno al proprio leader. Come osserva Denis Volkov, direttore dell’istituto di sondaggi Levada, il calo del consenso riguarda tutte le istituzioni dello Stato ed è principalmente dovuto al peggioramento del tenore di vita della popolazione.

Tra gli eventi più significativi della settimana segnalati dagli intervistati del Fom figura infatti la crisi del carburante, provocata dai raid ucraini contro le raffinerie, che ormai interessa vaste aree del Paese: in alcune regioni i prezzi della benzina sono aumentati sensibilmente, in altre il carburante viene razionato, mentre davanti alle stazioni di servizio si formano lunghe code. Pochi giorni fa, nella città di Lysva, nel Territorio di Perm, un automobilista ottantenne è morto dopo essersi sentito male mentre era in fila per fare rifornimento. Secondo i media russi, si tratta del secondo caso analogo in meno di un mese.

Tuttavia, nonostante il consenso verso il presidente sia in calo, sono poche le voci che si permettono di criticarlo pubblicamente. Proprio ieri il blogger critico di Putin Ilya Remeslo è stato arrestato con l’accusa di aver diffuso “fake news” sull’esercito, un reato che in Russia può comportare fino a dieci anni di carcere. In passato noto per le sue posizioni filogovernative, Remeslo era finito sotto i riflettori lo scorso marzo, quando aveva pubblicato un post in cui criticava apertamente la guerra e chiedeva le dimissioni del presidente. Dopo un breve ricovero in un ospedale psichiatrico, era stato dimesso e aveva continuato a pubblicare messaggi critici sul suo canale Telegram. Un giorno prima del suo arresto aveva scritto: «Tutto lascia pensare che si stia andando verso una situazione in cui anche un piccolo scossone potrebbe portare Putin a perdere il potere».

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