India, attivista ricoverato con forza dopo 20 giorni di digiuno: cresce la protesta degli scarafaggi
di Natasha CaragnanoQuello che oltre un mese fa era nato come un meme sui social si è ormai trasformato in un movimento capace di mobilitare centinaia di giovani indiani esasperati dalla disoccupazione e dalla corruzione. Da venti giorni gli “scarafaggi” del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito popolare degli scarafaggi”, sono accampati a Jantar Mantar, l’area di Nuova Delhi destinata alle proteste pubbliche, insieme a Sonam Wangchuk, attivista noto per il suo impegno nella riforma del sistema educativo, che ha sostenuto la protesta con uno sciopero della fame.
Ieri mattina la polizia indiana ha trasferito con la forza Wangchuk in un ospedale della capitale dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute. In risposta, il fondatore del partito, Abhijeet Dipke, ha annunciato l’inizio di un nuovo sciopero della fame e ha confermato che gli “scarafaggi” marceranno domani verso il Parlamento indiano e ha chiesto le dimissioni del premier Narendra Modi.
Quello che oltre un mese fa era nato come un meme sui social si è ormai trasformato in un movimento capace di mobilitare centinaia di giovani indiani esasperati dalla disoccupazione e dalla corruzione. Da venti giorni gli “scarafaggi” del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito popolare degli scarafaggi”, sono accampati a Jantar Mantar, l’area di Nuova Delhi destinata alle proteste pubbliche, insieme a Sonam Wangchuk, attivista noto per il suo impegno nella riforma del sistema educativo, che ha sostenuto la protesta con uno sciopero della fame.
Ieri mattina la polizia indiana ha trasferito con la forza Wangchuk in un ospedale della capitale dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute. In risposta, il fondatore del partito, Abhijeet Dipke, ha annunciato l’inizio di un nuovo sciopero della fame e ha confermato che gli “scarafaggi” marceranno domani verso il Parlamento indiano e ha chiesto le dimissioni del premier Narendra Modi.
Lo sciopero della fame del 59enne ingegnere e attivista per la riforma dell’istruzione è diventato parte fondamentale del movimento, nato a maggio dopo che il presidente della Corte Suprema indiana, Surya Kant, aveva paragonato alcuni giovani disoccupati a degli “scarafaggi”. I giovani della Gen Z indiana hanno deciso di trasformare quell’insulto in un emblema di resistenza, dando vita a una campagna politica satirica che nel giro di pochi giorni ha raccolto oltre 21 milioni di follower su Instagram e si è trasformata in una mobilitazione di piazza capace di attirare migliaia di persone non solo nella capitale, ma in tutto il Paese.
I manifestanti chiedono le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, ritenendolo responsabile della gestione della crisi esplosa dopo l’annullamento, all’inizio di maggio, di un importante esame di ammissione per aspiranti medici a causa della fuga di notizie sul contenuto della prova. Secondo i partecipanti alla protesta, il ministro dovrebbe assumersi la responsabilità politica e morale dello scandalo e lasciare l’incarico.
“Movimenti più piccoli hanno fatto cadere molti governi in India… e qui si tratta dell’istruzione”, aveva dichiarato Wangchuk poche ore prima di essere trasferito dalla polizia. L’attivista, tra i primi a unirsi alla protesta, si era rifiutato di interrompere il suo sciopero della fame nonostante le crescenti pressioni. Per venti giorni aveva assunto soltanto acqua e sale, dichiarando di sentirsi “forte interiormente” e di essere pronto a partecipare alla marcia verso il Parlamento prevista per domani. Le sue parole erano state accolte da applausi e ovazioni dalla folla riunita a Jantar Mantar, l’osservatorio storico della capitale risalente a circa 300 anni fa.
La situazione è precipitata quando poliziotti e reparti paramilitari hanno fatto irruzione sul palco dove Wangchuk era sdraiato. I manifestanti che hanno tentato di impedirne il trasferimento sono stati allontanati con la forza. La polizia di Delhi ha spiegato che il ricovero si è reso necessario a causa del peggioramento delle condizioni dell’attivista. Dipke, invece, ha accusato il governo di averlo “rapito con la forza”, sostenendo in un post sui social che Wangchuk sarebbe stato portato via dopo essere stato coperto con dei teli, senza il consenso suo né quello della famiglia.
Nonostante il trasferimento dell’attivista, il fondatore del Cockroach Party ha ribadito che il movimento intende proseguire con la marcia verso il Parlamento. “La determinazione e il movimento diventeranno solo più forti da questo momento in poi”, ha dichiarato Dipke. Per non farsi cogliere impreparate le autorità hanno rafforzato la presenza di polizia e reparti paramilitari nell’area, installando nuove barricate intorno a Jantar Mantar. Ma gli “scarafaggi” non hanno alcuna intenzione di mollare, anzi. “Il governo pensava che prendendo Wangchuk la folla sarebbe andata via. È solo raddoppiata”, ha commentato il portavoce del partito Ashutosh Ranka.