Oggi Andy Burnham lancerà una rivoluzione come quella di Tony Blair nel 1997. Ma Burnham è diverso: sarà il Mario Draghi del Regno Unito. E il suo obiettivo finale sarà tornare in Ue». A parlare a Repubblica è Will Hutton, 76 anni, ex direttore dell’Observer, commentatore di riferimento del centrosinistra britannico e autore dell’ultimo libro: “This time no mistakes”.
Perché una rivoluzione, Hutton?
«Perché Andy farà subito tante cose: riforma dell’assistenza sanitaria, nazionalizzazione dell’acqua, troverà i soldi che mancano alla Difesa. Starmer non aveva una storia da raccontare. Burnham ce l’ha. Cambierà tutto».
Lo crede davvero? Sinora Burnham ha parlato soprattutto agli operai e al Nord, non a Londra o alla City.
«Sì, e lo ha dimostrato …
Oggi Andy Burnham lancerà una rivoluzione come quella di Tony Blair nel 1997. Ma Burnham è diverso: sarà il Mario Draghi del Regno Unito. E il suo obiettivo finale sarà tornare in Ue». A parlare a Repubblica è Will Hutton, 76 anni, ex direttore dell’Observer, commentatore di riferimento del centrosinistra britannico e autore dell’ultimo libro: “This time no mistakes”.
Perché una rivoluzione, Hutton?
«Perché Andy farà subito tante cose: riforma dell’assistenza sanitaria, nazionalizzazione dell’acqua, troverà i soldi che mancano alla Difesa. Starmer non aveva una storia da raccontare. Burnham ce l’ha. Cambierà tutto».
Lo crede davvero? Sinora Burnham ha parlato soprattutto agli operai e al Nord, non a Londra o alla City.
«Sì, e lo ha dimostrato a Manchester, dove è riuscito a coniugare perfettamente investimenti e intervento dello Stato. Andy è uno che attrae il business, ma con regole chiare. E sa che la Borsa di Londra deve crescere sempre di più, perché dà fiducia agli investitori e dunque a tutto il Paese».
È questa la “quarta via” del Labour, dopo la terza di Tony Blair che provò a trovare una sintesi tra liberismo e socialdemocrazia?
«Non la definirei così, ma di certo Burnham si inscrive nella tradizione socialdemocratica».
Anche se ha definito l’ex leader laburista Neil Kinnock come il suo idolo?
«Certo. Neil non era uno stupido. Sotto sotto, è sempre stato un socialdemocratico moderno e liberale. E lo stesso sarà Burnham. Lui sarà un socialista liberale come Mario Draghi: welfare, servizi, solidità finanziaria, investimenti ma anche attenzione alla società, innovazione e Difesa. Sarà il nostro Draghi, perché è coraggioso come lui».
Il nuovo premier sarà coraggioso anche con l’Unione europea?
«Certo. Burnham si riavvicinerà e allineerà sempre di più all’Europa e al suo mercato unico. E alle prossime elezioni sono certo che prometterà di far tornare il Regno Unito in Ue: sarà il suo obiettivo finale».