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Sanzioni Ue contro Mosca: c’è il sì dopo le correzioni

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Dopo alcune modifiche, raggiunto un accordo per l’approvazione del ventunesimo pacchetto. Dovrebbe essere formalizzato domani
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BRUXELLES – Le nuove sanzioni europee contro la Russia saranno approvate domani. Almeno questo è l’accordo raggiunto informalmente nella giornata di ieri. Il ventunesimo pacchetto di “multe” contro Mosca dovrebbe così ricevere il via libera dal Coreper (ovvero il Comitato permanente dei 27 ambasciatori presso l’Ue) per entrare in vigore il giorno dopo.

La data non è stata scelta a caso perché il price cap sul petrolio russo, ossia il tetto massimo di prezzo, scadrebbe proprio giovedì prossimo, senza una proroga.

Per raggiungere l’unanimità, però, alcune correzioni sono state apportate alle proposte iniziali. Il pacchetto «è ancora in discussione» e «attendiamo con impazienza la sua adozione», diceva ieri la portavoce della Commissione europea: «Quando un pa…

BRUXELLES – Le nuove sanzioni europee contro la Russia saranno approvate domani. Almeno questo è l’accordo raggiunto informalmente nella giornata di ieri. Il ventunesimo pacchetto di “multe” contro Mosca dovrebbe così ricevere il via libera dal Coreper (ovvero il Comitato permanente dei 27 ambasciatori presso l’Ue) per entrare in vigore il giorno dopo.

La data non è stata scelta a caso perché il price cap sul petrolio russo, ossia il tetto massimo di prezzo, scadrebbe proprio giovedì prossimo, senza una proroga.

Per raggiungere l’unanimità, però, alcune correzioni sono state apportate alle proposte iniziali. Il pacchetto «è ancora in discussione» e «attendiamo con impazienza la sua adozione», diceva ieri la portavoce della Commissione europea: «Quando un pacchetto richiede l’unanimità – aggiunge – sappiamo che non è una sfida semplice, continuiamo a lavorare perché venga adottato anche questo ventunesimo pacchetto».

Tra le correzioni in discussione c’è quella richiesta dalla Grecia sul divieto di trasporto del gas liquefatto. Atene è preoccupata che il divieto possa comportare ricadute economiche sulle sue imprese di navigazione, finendo per favorire quelle cinesi, e chiede alla Ue una valutazione più dettagliata dell’impatto economico di questa misura.

Anche l’import di pesce esce dalla lista di sanzioni alla Russia. Punto su cui hanno insistito Portogallo e Germania. La Grecia, principale hub marittimo del Mediterraneo, è preoccupata che il divieto possa comportare ricadute economiche sulle sue imprese di navigazione, finendo per favorire quelle cinesi, e chiede alla Ue una valutazione più dettagliata dell’impatto economico di questa misura.

Il negoziato è stato accompagnato da diverse discussioni. Francia e Italia, ad esempio, stanno esercitando un pressing per favorire i visti turistici ai russi. L’Austria, infine sta chiedendo di sbloccare beni russi per due miliardi. Ma l’impegno è comunque quello di chiudere la trattativa entro domani.

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