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Guerra in Iran, le news del 23 luglio

Guerra in Iran, le news del 23 luglio
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Esercito del Kuwait, intercettati attacchi con missili e droni iraniani

L'esercito del Kuwait ha reso noto che le sue difese aeree stanno "contrastando attacchi di missili e droni" attribuiti all'Iran: lo si legge in un comunicato diffuso via social. "Lo Stato maggiore generale delle forze armate informa che, "qualora vengano sentii rumori di esplosioni, questi sono dovuti all'intercettazione degli attacchi ostili".

Trump: “L’Iran non è pronto per negoziati, hanno cattive intenzioni”

"Stiamo andando molto bene contro la Repubblica Islamica dell'Iran, stiamo andando estremamente bene. Vorrebbero fare qualcosa, ma io dico che non sono ancora pronti. Hanno bisogno di continuare così". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando a un evento dnel quartier generale dell'Epa. Trump ha aggiunto che i leader iraniani "nutrono cattive intenzioni", prima di ribadire la sua promessa che al Paese non sarà permesso di dotarsi di un'arma nucleare.

Usa, bloccata una nave, altre 12 deviate

L'esercito statunitense afferma di aver "bloccato" una nave e di aver reindirizzato 12 navi commerciali, da quando ha ripreso il blocco navale contro l'Iran nove giorni fa. In una dichiarazione, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato che le misure sono state adottate "per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti o dalle aree costiere iraniane". Il CENTCOM non ha fornito ulteriori dettagli sulla nave in disuso.

Wafa, palestinese colpito a morte da spari dell'Idf in Cisgiordania

Un 25enne palestinese è stato ucciso stasera da colpi d'arma da fuoco provenienti dall'esercito israeliano a Haddada, a est di Jenin, in Cisgiordania: lo riporta l'agenzia Wafa, citando il ministero della Salute palestinese. Lo stesso ministero ha aggiunto che i soldati israeliani hanno poi trattenuto il corpo della vittima, che risiedeva a Tubas. L'episodio è avvenuto dopo che le forze israeliane avevano dispiegato rinforzi nei pressi del campo militare di Haddad. In precedenza, un soldato israeliano aveva riportato ferite lievi in seguito a un presunto tentativo di accoltellamento nei pressi dello stesso campo militare.

Katz: “Se l’Iran attacca subirà un colpo devastante”

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato durante una consultazione sulla sicurezza che "Israele si sta preparando a ogni possibilità. Se l'Iran attacca Israele, subirà un colpo devastante".

Fonti saudite, l’accordo è stato firmato e un tweet non lo annulla

"È stato firmato, quindi non c'è nulla da rinegoziare, i tweet non annullano gli accordi firmati". Così fonti anonime, citate dalla giornalista americana Laura Rozen e ripresa da Times of Israel, commentano il post con cui Donald Trump ha annunciato che l'accordo per il nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita, la cui firma è stata annunciata ieri dall'amministrazione Trump, è subordinato all'adesione di Riad agli accordi di Abramo.

Casa Bianca: “Israele non ha chiesto l’adesione di Riad agli accordi di Abramo, è un’idea di Trump”

"Non a quanto ne sappia". Così Karoline Leavitt ha risposto a chi le chiedeva se sia stato Benjamin Netanyahu a chiedere come condizione per accettare l'accordo sul nucleare civile tra Usa e Arabia Saudita che questo fosse subordinato all'adesione di Riad agli accordi di Abramo. "Questa è un'idea che il presidente ha da molto tempo", ha aggiunto la portavoce della Casa Bianca, che ha quindi confermato quanto detto da Donald Trump nel suo posto che "l'accordo con l'Arabia Saudita, l'accordo energetico, dipende da questa condizione, per quanto concerne il presidente", vale a dire l'avvio da parte di Riad della normalizzazione dei rapporti con Israele.

Raid Usa sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz

Un'agenzia di stampa iraniana ha riferito che un missile statunitense ha colpito l'isola di Qeshm, situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. "A seguito di un attacco del nemico americano, un missile si è abbattuto sulla costa della città di Suza, sull'isola di Qeshm", ha riferito l'agenzia Tasnim.

Trump: “Sto pensando a un attacco più grande che mai”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios di stare valutando seriamente la possibilità di riprendere operazioni militari su larga scala contro l'Iran, compresi attacchi "più grandi di quelli condotti durante l'Operazione Epic Fury". In una breve intervista, Trump ha riconosciuto che una simile decisione avrebbe conseguenze, precisando però di non aver ancora preso una decisione definitiva. "Sto valutando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti", ha affermato Trump. Il presidente ha aggiunto che Israele "si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi", ma ha sottolineato che "non abbiamo bisogno di nessuno" per lanciare una nuova operazione contro l'Iran. Ha inoltre avvertito che la partecipazione israeliana comporterebbe "conseguenze", lasciando intendere possibili ritorsioni iraniane contro Israele.

Ghalibaf: “Gli Usa volevano punire l’Iran, si ritrovano con il petrolio a tre cifre”

"Volevano punire l'Iran. Hanno finito per punire sé stessi con il petrolio a tre cifre. Strategia da 10 e lode". È il messaggio pubblicato su X dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che il petrolio è tornato a toccare i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio. Il post dal tono ironico è stato accompagnato anche dal meme di un ciclista che rappresenta l'economia statunitense mentre si mette da solo un bastone tra le ruote, finendo per cadere a terra.

Usa, nuova risoluzione della Camera contro la guerra in Iran

La Camera americana ha approvato un'altra risoluzione che condanna le ostilità in Iran. Con 214 voti a favore e 208 contrari, i deputati hanno dato il via libera alla risoluzione sui poteri di guerra, in quello che è uno schiaffo a Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La camera e il senato hanno già approvato risoluzioni sui poteri di guerra, ma gli attacchi in Iran sono continuati. Il senato voterà nelle prossime ore una sua risoluzione sui poteri di guerra.

Hezbollah critica Aoun dopo l’incontro con Trump: “Sottomesso agli Usa”

Hezbollah ha criticato aspramente la visita a Washington del presidente libanese, Joseph Aoun, accusando il governo di Beirut di essersi piegato agli Stati Uniti. Il movimento libanese filo-iraniano ha definito un fallimento la recente missione, sostenendo che abbia mostrato la "sottomissione del governo a una potenza straniera". In una nota i parlamentari del gruppo sciita hanno affermato che l'incontro ha evidenziato "il livello di subordinazione e dipendenza da una tutela straniera", accusando Aoun di non aver ottenuto risultati concreti. Secondo Hezbollah, la missione negli Stati Uniti non avrebbe portato ad alcun "impegno americano" per il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese, indicate dal gruppo come "il nemico".

Pasdaran: “La base in Regno Unito da cui sono partiti i B-1 Usa ora è un obiettivo”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato la Gran Bretagna di colpire la base da cui sono partiti i B1 utilizzati dagli Stati Uniti per gli ultimi attacchi. "Il nemico statunitense è ricorso all'impiego di bombardieri B-1 decollati dalla base aerea Raf di Fairford, nel Regno Unito", hanno ricordato i Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. Da qui l'avvertimento a Londra: "Qualsiasi base utilizzata per condurre operazioni militari contro il territorio iraniano costituisce un obiettivo legittimo".

Idf, due palestinesi uccisi dopo l’attacco a un colono

Due palestinesi sono stati uccisi da un civile israeliano dopo che avevano attaccato un colono impegnato a spegnere un incendio vicino a un insediamento in Cisgiordania.
Lo ha riferito l'Idf in un post sui suoi canali social. "Due terroristi hanno accoltellato un civile israeliano" che stava tentando di domare le fiamme nei pressi di Itamar, si legge, e un "civile israeliano sulla scena ha eliminato i due terroristi". L'israeliano, che ha subito una ferita da coltello al petto, è stato portato in ospedale in condizioni gravi, ha riferito il servizio di emergenza Magen David Adom, a quanto riporta il Times of Israel.

Cisgiordania, attacchi dei coloni israeliani: in fiamme una moschea, quattro palestinesi feriti

Media, due morti in raid israeliano a Jabalia

Due palestinesi sono stati uccisi e numerosi altri sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, citando l'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Secondo quanto riportato, la struttura ha ricevuto i corpi delle due vittime e diversi feriti dopo che aerei da guerra israeliani hanno colpito un gruppo di civili nei pressi dell'ospedale Yemen al-Saeed, nel campo profughi di Jabalia.

Netanyahu: “Riconoscimento Riad sarebbe un balzo storico”

Il governo israeliano definisce "un balzo storico in avanti per la pace in Medio Oriente" l'eventuale adesione dell'Arabia Saudita agli Accordi di Abramo e quindi il riconoscimento dello Stato di Israele. "L'azione militare congiunta americana e israeliana contro il regime genocida a Teheran e la schiacciante sconfitta da parte di Israele dell'asse del terrore iraniano hanno creato la possibilità di ampliare il cerchio della pace. Come ha detto il presidente Donald Trump, l'adesione dell'Arabia Saudita agli Accordi di Abramo sarebbe un balzo storico in avanti per la pace in Medio Oriente", rende noto l'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Araghchi: “Approccio Usa egemonico, da noi risposta ferma”

L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di avere un approccio "egemonico" che ha provocato una risposta ferma. "Il problema è la natura dell'approccio degli Stati Uniti: un approccio irrazionale, eccessivo ed egemonico, che ha ricevuto una risposta ferma da parte nostra", ha dichiarato Araghchi a quanto riporta al-Jazeera.
"Finché non comprenderanno che non esiste altra strada se non quella del rispetto del popolo iraniano e dei suoi interessi, questo approccio non sarà efficace", ha avvertito.

Evacuata ambasciata francese a Teheran

Secondo media iraniani, la Francia ha evacuato la propria ambasciata a Teheran. "Dopo la diffusione di notizie relative alla chiusura dell'ambasciata britannica, alcune fonti di stampa riferiscono che anche la Francia avrebbe evacuato la propria ambasciata a Teheran a causa delle preoccupazioni legate alle recenti tensioni", ha scritto l'agenzia Tasnim.

Trump: “Se gli Houthi attaccano le navi riterremo l’ Iran responsabile”

Il presidente americano, Donald Trump, ha ammonito che se gli Houthi dovessero attaccare delle navi, sarà ritenuto responsabile l'Iran. "Un anno fa gli Stati Uniti d'America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro delle navi.
Da allora, e durante il nostro conflitto con l'Iran, si sono comportati in modo molto responsabile. Purtroppo, ora hanno ripreso a sparare, sparando contro due navi saudite la scorsa notte. Vi prego di considerare questo post Truth come un monito: se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l'Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un agente dell'Iran, e infliggeranno pesanti sanzioni militari all'Iran e, naturalmente, agli stessi Houthi, dei quali sono molto deluso perché, fino ad ora, si sono comportati in modo molto professionale e intelligente", ha scritto il capo della Casa Bianca su Truth.

Trump: “Accordo con Riad sul nucleare condizionato all'adesione ad Accordi di Abramo”

L'accordo sul nucleare con l'Arabia Saudita "è strettamente condizionato all'adesione" di Riad "agli accordi di Abramo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "L'accordo sul nucleare civile (che non prevede l'arricchimento di materiale!) in fase di definizione tra il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, riguardante esclusivamente usi non militari, analoghi a quelli già in essere per Iran, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi", ha spiegato Trump. L'intesa verrà approvata "ma è strettamente condizionata all'adesione dell'Arabia Saudita ai prestigiosi e riusciti Accordi di Abramo. Gli Stati Uniti non si oppongono agli impianti nucleari civili (senza arricchimento)", ha messo in evidenza.

Kallas: “Minacce Houthi e attacco nel Mar Rosso inaccettabili”

L'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha condannato con fermezza le nuove minacce degli Houthi yemeniti di imporre un blocco marittimo all'Arabia Saudita, definendole "una minaccia diretta alla stabilità regionale" e "una pericolosa escalation". "L'attacco a una petroliera nel Mar Rosso è inaccettabile, illegale e aggrava ulteriormente una situazione già instabile nella regione. La navigazione deve poter procedere senza ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz che nel Mar Rosso", ha dichiarato Kallas. L'Alto rappresentante ha esortato gli Houthi a "cessare ogni azione che metta in pericolo la navigazione internazionale e la vita dei marittimi", ricordando l'obbligo di rispettare il diritto internazionale, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu 2216, 2722 e 2826 sulla libertà di navigazione.
Kallas ha ribadito che l'operazione navale dell'Ue ASPIDES resta "fermamente impegnata a proteggere la libertà di navigazione per tutti nel Mar Rosso e nelle acque internazionali circostanti, in linea con il mandato difensivo e il piano operativo della missione".

Idf: “Martedì uccisi tre operativi di Hamas a Gaza City”

"Martedì, in un'operazione congiunta con l'intelligence interna, l'Idf ha condotto un'azione nel nord della Striscia di Gaza, eliminando il terrorista Abdallah Jahja, membro della forza navale dell'ala militare di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che "Jahja continuava a pianificare attacchi terroristici contro soldati e civili israeliani". Nella stessa operazione nel quartiere Zaytoun di Gaza City, riferisce la nota, sono stati uccisi anche Mohammed Al-Hawari, comandante di cellula nel battaglione Zaytoun di Hamas e Sabhi Saqallah, operativo come vedetta dello stesso battaglione.

Oxfam, per ricostruire Gaza serviranno 71,4 miliardi di dollari

Ricostruire Gaza costerà 71,4 miliardi di dollari, ovvero 7 volte il costo totale di tutte le ricostruzioni successive a ogni grande offensiva militare sulla Striscia degli ultimi 20 anni. E' l'allarme lanciato da Oxfam in un nuovo rapporto realizzato in collaborazione con il Palestine Economic Policy Research Institute (MAS) e il Palestine Trade Centre (PalTrade). La cifra record, ha sottolineato l'organizzazione internazionale, riflette solo una parte dell'impatto reale del conflitto scoppiato nel 2023, perché la ricostruzione del tessuto sociale richiederà generazioni. Basti pensare che il livello di sviluppo umano in meno di 3 anni è stato riportato indietro di ben 77 anni. Il rapporto rientra nell'ambito della campagna 'Palestina, tutti i diritti riservati'. Nel dossier viene presentata una proposta per la ricostruzione di Gaza fondata non sulla beneficenza, ma sul riconoscimento della titolarità del popolo palestinese a guidare il processo in termini di visione, priorità e sequenza delle azioni. Nato da una serie estesa di consultazioni che si sono svolte in tutta la Striscia, il rapporto chiede al Board of Peace, presieduto dagli Usa, e ai leader mondiali di adottare un modello di ricostruzione che non sia guidato dall'esterno.

Londra ritira diplomatici residui da Iran, polemica su Burnham per basi a Usa

Il Regno Unito ha reso noto d'aver ritirato temporaneamente il suo personale diplomatico residuo dall'Iran - già ridotto sulla scia della guerra dei mesi scorsi innescata dagli attacchi di Usa e Israele - alla luce della ripresa sostanziale delle ostilità dal 7 luglio. L'ambasciata britannica di Teheran, chiusa al pubblico da gennaio, continua peraltro a funzionare con alcuni servizi a distanza, ha precisato il ministero degli Esteri in un aggiornamento relativo ai consigli di viaggio sull'Iran pubblicato sul sito del governo. Lo stesso Foreign Office ha confermato di sconsigliare qualunque viaggio di cittadini britannici in territorio iraniano, evocando "un rischio significativo di essere arrestati, interrogati e posti in stato di detenzione". Ambienti pacifisti della sinistra britannica hanno intanto rilanciato nelle ultime ore la polemica sulla concessione a Washington di basi aeree condivise, sullo sfondo dei nuovi bombardamenti americani. Concessione che il precedente governo laburista di Keir Starmer aveva inizialmente negato, seppure solo in parte, salvo fare rapidamente retromarcia a fronte dell'ira pubblicamente espressa dal presidente Donald Trump. Secondo una linea che risulta adesso confermata su questo punto sotto la leadership di Andy Burnham, al netto dell'immagine più progressista (sulla carta meno gradita alla Casa Bianca) del nuovo ministro degli Esteri, Ed Miliband: al debutto ieri a Manila a una riunione dell'Asean a cui hanno partecipato fra gli altri i capi della diplomazia di Usa e Russia, Marco Rubio e Serghei Lavrov.

Sindaco di città vicina a Tel Aviv ordina l'apertura dei rifugi pubblici

Il sindaco di Ramat Gan, città al confine con Tel Aviv, ha ordinato l'apertura dei rifugi pubblici come "misura precauzionale alla luce delle valutazioni di sicurezza crescenti rispetto al rischio di lanci di missili dall'Iran nel weekend". In un post su Facebook, il sindaco invita inoltre i cittadini a "rinfrescare i rifugi condominiali", specificando tuttavia che non vi è "alcun cambiamento nelle direttive del Comando per il fronte interno dell'Idf". Ramat Gan è stata una delle aree più colpite dai missili iraniani nei precedenti round bellici.

Le banche israeliane taglieranno servizi a Istituti palestinesi

Le banche israeliane hanno informato le loro controparti palestinesi dell'intenzione di interrompere a breve alcuni servizi essenziali, cosa che alimenta i timori di una crisi economica in Cisgiordania. Lo hanno riferito dirigenti israeliani e palestinesi. Gli istituti di credito israeliani citano il crescente rischio di azioni legali legate alle loro transazioni con le controparti palestinesi ma, per diversi funzionari del settore, è soprattutto la crescente instabilità di questo accordo, originariamente concepito come temporaneo, a spingerli a ritirarsi.

Rubio replica a Teheran: “La linea di Trump è testa per occhio”

"La politica del presidente" Usa Donald Trump "è testa per occhio". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, rispondendo a una domanda relativa al fatto che il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha affermato che "la dottrina di difesa" di Teheran "è chiara" ed è "occhio per occhio". Rubio ha parlato a margine della ministeriale dell'Asean a Manila, nelle Filippine.

Giordania, intercettati 3 missili e 6 droni

La Giordania ha fatto sapere di aver intercettato missili e droni iraniani, una rappresaglia di Teheran per gli attacchi di Washington. L'esercito giordano ha affermato in un comunicato di aver intercettato tre missili stamane, mentre un quarto è atterrato in una zona disabitata, e sei droni mercoledì sera, senza vittime nè danni materiali.

Soldati israeliani issano bandiera su un castello nel sud del Libano

Le forze israeliane hanno issato la bandiera dello Stato ebraico su una cittadella medievale nel sud del Libano occupato. Lo riferisce il Ministero della cultura libanese e le autorità locali libanesi, secondo cui il municipio di Shaqra e Debbie, nel distretto di Bint Jbeil, ha condannato con forza l'ingresso dei soldati israeliani nell'antica rocca, definendolo un attentato alla sovranità libanese e la violazione di un sito archeologico e storico, "parte del patrimonio nazionale e dell'identità culturale della località e del Libano".

Rubio: “Houthi ingannati da Teheran, si fermino”

Gli Houthi sono stati trascinati in uno scontro con l'Arabia Saudita dall'Iran che li ha ingannati. A sostenerlo è stato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in una conferenza stampa a Manila.
"Gli Houthi sono stati intelligenti e sono rimasti fuori da tutto questo durante il conflitto, ma ora apparentemente si sono lasciati ingannare e sono andati contro l'Arabia Saudita e le loro navi", ha detto. Ora, "spero che ci sia una de-escalation perchè penso che gli Houthi, francamente, siano stati raggirati in questa faccenda dagli iraniani", ha insistito.

Rubio: “L’Iran potrebbe diventare il Paese più ricco del Medio Oriente”

L'Iran potrebbe diventare il Paese "più ricco" del Medio Oriente. Lo afferma il segretario di Stato degli Usa Marco Rubio a Manila, a margine della ministeriale dell'Asean a Manila, riporta SkyNews. Ma chi prende le decisioni nel Paese, leader religiosi inclusi, lo sta ostacolando, ha continuato. Per Rubio, "alcuni di loro sono dei pazzi, alcuni sono malvagi, alcuni sono dei pazzi malvagi". "Si può essere entrambe le cose", aggiunge Rubio. Il segretario di Stato ha anche ripetuto che l'Iran "non può avere un'arma nucleare".

Rubio: “Teheran pagherà un prezzo sempre più alto finché non accetterà l’accordo”

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha avvertito che l'Iran continuerà a pagare "un prezzo sempre più alto" finché non accetterà un accordo con gli Stati Uniti e non sarà disposto a rispettarlo. Rispondendo a margine della riunione ministeriale dell'Asean a una domanda sulle minacce del presidente Donald Trump di colpire ponti e infrastrutture energetiche iraniane, Rubio ha affermato che Teheran "chiede ogni giorno di fare un accordo", ma poi cerca di "violarlo o cambiarne i termini".

"Ogni notte il prezzo aumenta sempre di più e continuerà a crescere finché non torneranno in sé", ha dichiarato il segretario di Stato, aggiungendo che "l'Iran chiaramente non è ancora pronto a raggiungere un accordo, o almeno non uno che sia realmente disposto a rispettare".

Il capo dell’esercito libanese visita zona pilota al sud

Il capo di Stato maggiore libanese, Rodolphe Haykal, è arrivato in visita nel villaggio di Zawtar al Gharbiya, nel sud del Paese dei Cedri, prima 'zona pilota' dove l'esercito di Beirut si è andato schierando nei giorni scorsi a fronte di un ritiro delle truppe israeliane. Lo ha riferito L'Orient le Jour. Nell'accordo del 26 giugno è previsto che i soldati libanesi prendano il controllo dell'area e smantellino le infrastrutture di Hezbollah, disarmando i miliziani sciiti filo-Iran.
Il primo ministro Nawaf Salam ha visitato ieri il villaggio e ha piantato una bandiera libanese nella piazza in rovina, a simboleggiare il ritorno dello Stato nel Libano meridionale.

Axios, Usa hanno ripreso a utilizzare bombardiere B-1

Per la prima volta dalla ripresa delle ostilità, gli Usa hanno utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire obiettivi dei Pasdaran in Iran. Lo ha rivelato il giornalista Barak Ravid di Axios, citando funzionari americani secondo i quali il potente bombardiere è stato coinvolto in un attacco martedì. L'utilizzo dei B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera, segnala una significativa escalation ed espansione della campagna militare Usa, denuncia Ravid.

Esercito Iran, 'colpiti obiettivi in tre basi Usa in Kuwait'

Tre basi americane in Kuwait sono state nuovamente prese di mira da attacchi di droni dell'esercito iraniano. Lo fa sapere, tramite l'agenzia Tasnim, l'ufficio stampa dell'esercito di Teheran.
"In risposta alla continua arroganza e alle aggressioni del nemico malvagio contro il nostro paese, l'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, nella 23a fase dell'operazione 'Fulmine', poche ore fa, ha preso di mira con numerosi droni da attacco i siti di stoccaggio di munizioni e materiali logistici dell'esercito americano 'uccisore di bambini' nella base di Al-Doha, i serbatoi di carburante nella base di Ali Al-Salem e il deposito di munizioni nel campo di Arifjan in Kuwait".

Media Iran, 'colpite due navi da ricerca e soccorso’

"Nella mattinata odierna, due imbarcazioni di ricerca e soccorso marittimo, 'Naji 15' e 'Naji 16', sono state colpite e gravemente danneggiate in un atto ostile da parte del nemico americano-sionista. La missione di queste imbarcazioni è esclusivamente di soccorso e umanitaria".
Lo afferma, secondo l'agenzia iraniana Fars, la Direzione Generale Porti e Navigazione dell'Hormozgan

Usa, 'completati attacchi su Iran, colpiti obiettivi militari'

"Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per la dodicesima notte consecutiva". Lo scrive il CentCom su X.
"Le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani, tra cui infrastrutture marittime, depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea. Gli attacchi riducono ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare marittimi civili e navi mercantili".
"Questo mese, le forze americane hanno preso di mira decine di siti militari iraniani sulla terraferma, riprendendo al contempo il blocco navale contro l'Iran. A oggi, il CentCom ha deviato nove navi mercantili e ne ha disabilitata una per impedire alle imbarcazioni di entrare o uscire dai porti iraniani".
"Oltre 50.000 militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente e rimangono altamente vigili, concentrati, letali e pronti".

Teheran, 'se Usa colpiscono infrastrutture non passerà una goccia di petrolio'

Il comando militare iraniano di più alto grado ha promesso di impedire completamente il transito di petrolio globale attraverso lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti dovessero dare seguito alla minaccia di colpire le infrastrutture della Repubblica Islamica: "Nemmeno una goccia di petrolio" Lo scrivono i media iraniani. Il generale di brigata Seyyed Majid Mousavi ha avvertito che qualsiasi attacco statunitense contro ponti o centrali elettriche iraniane incontrerebbe una rappresaglia immediata.

Pasdaran, “Petroliera in fiamme a Hormuz, altre due fanno dietrofront”

"Tre petroliere sostenute dagli Stati Uniti hanno tentato di attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz. Dopo che una delle petroliere, dopo una esplosione, ha preso fuoco, le altre due si sono rapidamente voltate e si sono ritirate". E' quanto si legge in una nota delle Guardie Rivoluzionarie, diffusa dai media iraniani. "Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e rimarrà completamente chiuso finché gli Stati Uniti continueranno i loro atti di aggressione nella regione - si legge ancora nella nota dei pasdaran - Nessuna petroliera sarà autorizzata ad entrare o uscire, e qualsiasi nave che cada nella trappola degli Stati Uniti e tenti di passare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran subirà la stessa sorte".

Camera Usa approva provvedimento per la difesa da 1.150 miliardi

La Camera americana ha approvato un disegno di legge di bilancio sulla politica per la difesa da 1.150 miliardi di dollari che sblocca i fondi per la guerra in Iran. Il National Defense Authorization Act è stato approvato con 216 voti a favore e 212 contrati. Quasi tutti i democratici e sette repubblicani hanno votato contro la misura. Il testo passa ora al Senato dove il suo futuro è incerto.

Media, 'forze Usa hanno colpito la città di Bushehr, esplosione'

Le forze statunitensi hanno attaccato la città costiera meridionale di Bushehr, che ospita una centrale nucleare, provocando un'esplosione, secondo quanto riferito dal governatore Mohammad Mozaffari all'agenzia di stampa iraniana Tasnim, riportata da Al-Jazeera. "I dettagli dell'incidente sono oggetto di indagine", ha riportato Tasnim, con i servizi di emergenza sul posto.

Houthi rivendicano attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso

I ribelli Houthi hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso.

In una dichiarazione pubblicata su Telegram, gli Houthi hanno affermato di aver "condotto un'operazione militare mirata contro due petroliere saudite che violavano il blocco", identificando le navi come Encelia e Layla.

Kuwait, “Stiamo intercettando droni iraniani verso il Paese”

La difesa aerea in Kuwait è stata attivata per intercettare un attacco di droni provenienti dall'Iran. Lo hanno riferito le forze armate del Paese citate da Al Jazeera.
Lo Stato Maggiore dell'esercito ha dichiarato che qualsiasi rumore di esplosione è dovuto all'intercettazione di droni. "Si invitano tutti ad attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti", si legge in un comunicato.

Iran: Usa, lanciata nuova ondata di attacchi

Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran prendendo di mira target militari. Lo rende noto l'esercito americano.

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